[INTERVISTA] Mary Chieffo parla di Discovery e di come è diventata una Klingon |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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mercoledì 30 agosto 2017

[INTERVISTA] Mary Chieffo parla di Discovery e di come è diventata una Klingon

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Ci siamo quasi. Star Trek: Discovery sarà presentato in anteprima fra poche settimane e - per ingannare l'attesa - il sito ufficiale StarTrek.Com ha intervistato l'attrice Mary Chieffo interprete di L'Rell, il comandante Klingon agli ordini di T'Kuvma (Chris Obi).

L'attrice, molto cordiale ed entusiasta di essere entrata a far parte dello show, dice di conoscere Star Trek da sempre ma di sentirsi veramente fan da quando ha visto i film di J.J. Abrams. Poi, ottenuta la parte di L'Rell in Discovery, ha cominciato a vedere ogni episodio a tema Klingon prodotto in 50 anni di storia Trek, diventando una specie di esperta!


Quale serie di Star Trek e quale personaggio Klingon hanno avuto maggiore impatto su di lei?


Beh, sai, è divertente perché - parlando di serializzazione in Star Trek - la serie che spicca di più è senza dubbio Deep Space Nine, perché quelle ultime tre stagioni hanno rappresentato davvero un nuovo salto di qualità su quel fronte. Qualcuno su Twitter ieri mi ha chiesto: "Hai guardato Deep Space Nine?" O qualcosa di simile. Ed in effetti ho risposto: "Si, mi sono appassionata talmente tanto alla trama delle ultime tre stagioni che non mi sono limitata a guardare solo gli episodi a tema Klingon, ma li ho visti tutti perché la storia diventava sempre più profonda." Penso che ci siano così tante sfumature in questi personaggi meravigliosi, che il modo in cui evolvono e si sviluppa la trama sia fantastico. Naturalmente, ho un debole per Odo ma pensando ai personaggi Klingon femminili che appaiono nella serie, uno dei miei preferiti è Grilka.

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Perchè le piace?


Prima di tutto, perché è completamente Klingon. Amo K'Ehleyr e mi piace B'Elanna, ma sono entrambe Klingon solo per metà. B'Elanna ha questa lotta interiore tra le sue due nature e mi piace moltissimo ma, poiché L'Rell è Klingon al 100%, per me ha più interesse Grilka; mi piace la sua storia e come riesce a diventare la leader della sua casata. I Klingon sono così patriarcali, e il suo punto di vista offre un ottimo modo per esplorare questo aspetto negli episodi che la vedono protagonista. La sua relazione con Quark poi è meravigliosa e divertente; lei è anche molto sicura di sé. C'è qualcosa di Grilka che ho cercato di trasferire in L'Rell, ed è che la sua forza e il suo potere non nascondono la sua sensualità. Grilka è davvero il personaggio che ho sempre in mente.

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Dopo il provino, come ha saputo di aver ottenuto la parte per il ruolo di L'Rell?


L'ho saputo attraverso i miei agenti. E' stato pazzesco perché è passato un po' di tempo. Era nell'aria ma non potevo esserne sicura. Alla fine, ho letto l'offerta nero su bianco a giochi fatti. Ero a New York e non ho potuto dire niente a nessuno per un sacco di tempo. E' successo lo scorso agosto e sono stata una delle prime attrici ad essere scritturate, perché i truccatori avevano bisogno di iniziare il loro lavoro. Ero a New York, vedevo tanta gente ma in quella fase non potevo aprire bocca. Però tutti mi dicevano: "Hai un'aria felice".



Dei Klingon sappiamo molte cose e ne ignoriamo altre. Cosa ne pensa del fatto che in Discovery sarà dato ampio spazio tanto alla Fenderazione quanto ai Klingon?


Beh, come Klingon lo trovo forte! E' bello girare scene dove parliamo in Klingon, siamo nelle nostre armature e tiriamo fuori i nostri sentimenti con grande enfasi, data anche dall'uso di questa lingua che non è solo un abbaiare. Ha la sua fluidità e le sue sfumature. Penso che questa esplorazione dell' "altro" sia emozionante e credo che entrambe le parti avranno pari dignità. E' una cosa che mi colpisce, vedere come vengo percepita dalla Federazione e come invece mi vede, per dire, Kol (Kenneth Mitchell) all'interno della società Klingon. Ciò che sono per lui è molto diverso ed è qualcosa che non abbiamo mai visto: di solito, vediamo tutti i Klingon compatti su una stessa posizione di ostilità alla Federazione. Ma alla fine, ci uniamo contro un nemico comune che è il modo migliore per convincere la gente a stare insieme.

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Lei direbbe di recitare 'attraverso' la maschera o 'sfruttando' la maschera?


Direi sfruttandola. Penso che questa sia la mentalità, di sicuro. Ho parlato spesso di questo con Doug Jones [Saru - N.d.t.], che ovviamente ha molta esperienza. Devi contare su un certo nucleo emotivo, devi spingere sull'emozione perché quella non si può camuffare. In alcune circostanze, l'approccio alla Brando funziona molto bene ma non se devi fare un Klingon. Io ho sempre girato attorno a ruoli molto intensi che hanno a che fare col canto, Shakespeare, il movimento e le maschere. Ma L'Rell non ha una maschera, ha un trucco prostetico. Ci sono maschere che puoi indossare, ma qui si tratta di protesi con un'applicazione molto specifica. Inoltre, non possiamo mangiare quando siamo in costume. Abbiamo degli speciali frullati Klingon preparati da un bravo nutrizionista, basati sulla cucina vegana. Sono molto nutrienti e ti aiutano a restare concentrato. Non mangio molto.



Che ne pensa dei set Klingon? La nave sembra pazzesca.


Oh, mio Dio. La prima volta che ho camminato sulla nave è stata un'esperienza irreale. È una specie di cattedrale. Aiuta davvero molto la recitazione. Naturalmente, noi non vediamo davvero lo spazio fuori dagli oblò, ma sentire la sostanza dei ponti e delle scale... sono realizzati in modo molto scrupoloso, perché stiamo ridefinendo i Klingon e c'è una grande sensibilità per i dettagli, per dare un senso culturale di bellezza che aiuta ad immedesimarsi nella parte.

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Come si trova a parlare Klingon?


Ah, sì. Mi piace un sacco. Ho raggiunto un livello tale che riesco a leggerlo e scriverlo abbastanza bene. Non sono ancora fluente perché la sintassi è proprio l'opposto di tutto ciò che conosco, ma in definitiva [parlarlo] è davvero un processo liberatorio. Dobbiamo memorizzare il significato di ogni parola, la struttura di ogni frase e assicurarci di comprenderne sul serio la logica, in modo da poter caricare i giusti suoni con le giuste emozioni. Passo un sacco di tempo con il nostro linguista, Rea. Abbiamo queste sessioni di due ore dove mi aiuta ad affinare la pronuncia.

E poi il mio compagno di scena, Kenneth Mitchell, è un angelo. È divertente, scherziamo sempre. Ci riuniamo e proviamo le battute in inglese, poi ricominciamo da capo e le proviamo in Klingon. Abbiamo le traduzioni a fronte col significato di ogni parola, così sappiamo cosa enfatizzare. Mi ricorda molto quando recitavo Shakespeare, perché anche li ci sono molti termini con cui non si ha familiarità e occorre avere delle definizioni. Con il Klingon è un po' diverso perché sarà sottotitolato, ma se sai quello che stai dicendo puoi infondergli emozione.


Per il pubblico di Star Trek: Discovery lei è un volto nuovo. Qual è la sua storia, perché ha intrapreso la carriera di attrice?


Beh, il fatto buffo è che entrambi i miei genitori sono attori caratteristi. Sono cresciuta a Los Angeles e fino alla quarta elementare ero convinta che tutti facessero gli attori. Avevo un'amica che parlava di suo padre medico, ma dentro di me pensavo: "Fa il medico, ma quando finisce va a recitare". Poi ho capito che questa immaginazione era solo una cosa tutta mia ma io e la mia migliore amica, Eve, giocavamo sempre a girare film fantasy e di fantascienza.

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Poi, alle medie, sono entrata in un programma di teatro musicale e sono diventata una vera geek di teatro. Al liceo, sono andata a Campbell Hall e avevo un insegnante di arte drammatica davvero incredibile, Josh Adell, che mi ha fatto approfondire tutto il lavoro del dietro le quinte e quando stavo pensando al college, ho messo piede nelle aule della Juilliard [una delle principali scuole di arti, musica e spettacolo del mondo - N.d.t.] per il mio giro di ricerca, e ho pensato subito: "Voglio stare qui". Mi sembrava giusto. Ed è stato strano perché anche mio padre aveva studiato li, ma non mi aveva mai spinto in alcun modo a frequentare la sua stessa scuola.

Sono stata ammessa e devo dire che la transizione dal liceo all'Università ha significato, per me, trasformare la recitazione dalla mia via di fuga alla mia realtà di ogni giorno. Sono molto grata per questo, perché la capacità di resistenza che ho acquisito alla Juilliard si adatta perfettamente a quello che facciamo in Star Trek. Si va avanti per ore, sì. Contando solo sulla propria capacità di resistenza, di qualità shakespeariana. Ma la cosa divertente è che Mary Wiseman [il Cadetto Tilly - N.d.t.] ed io eravamo nella stessa classe alla Juilliard ed è bello mettere a frutto insieme quello che abbiamo imparato, ognuna nel suo ruolo. Io la adoro. Alcuni la definiscono un genio comico, e io sono d'accordo.



Star Trek può essere un punto di svolta nella carriera di un attore. Quanto si ritiene pronta ad affrontare tutto questo e quanto può essere utile il fatto che - recitando sotto un trucco così pesante - non la riconoscano per strada a differenza dei suoi colleghi?


Beh, se qualcuno mi riconoscesse senza trucco saprei per certo che è un esperto della serie. Penso che sarà molto interessante, come esperienza. Quello che ho sempre amato nella recitazione è il fatto che ci si trasforma, che possa raccontare una storia a prescindere da quanto bene io possa apparire sul palco. L'importante è chiedersi: "Chi è questo personaggio? Come si pone? Come vive? Cosa la spinge?" Si tratta di una parte estrema, notevole. E per come credo si inserisca nella narrazione, in Star Trek - perché sono molto orgogliosa di ciò che rappresenta - credo davvero che dovrò tirare fuori tutto il mio ego per rappresentare la grande storia che stiamo raccontando in Discovery. Mi entusiasma che i Klingon non siano unidimensionali. L'Rell è sicuramente... lei è esadimensionale. Ha molti aspetti e questo mi sfida costantemente ad esplorare i diversi aspetti di me stessa. Spero davvero che molti ragazze e ragazzi possano entrare in sintonia con lei e immedesimarsi nella sua storia. E me lo auguro per tutti i personaggi di questo show, che possano davvero immedesimarsi in loro.



Fonte: StarTrek.Com



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