Las Vegas 17: Autori di Discovery parlano di Technobabble, dei Klingon, della Regola di Roddenberry e altro |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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giovedì 3 agosto 2017

Las Vegas 17: Autori di Discovery parlano di Technobabble, dei Klingon, della Regola di Roddenberry e altro

Autori e produttori di Star Trek Discovery a Las Vegas 17 - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek

Ted Sullivan e Kirsten Beyer, fra gli autori di Star Trek: Discovery, hanno partecipato alla convention di Las Vegas insieme al produttore Akiva Goldsman. Hanno affrontato vari argomenti riguardanti la nuova serie, dal canone ai personaggi, rispondendo alle curiosità dei fan.




Star Trek: Discovery racconta la nostra guerra

Forse la parte più interessante dell'incontro è stata quando Goldsman ha parlato dei temi e delle metafore che saranno affrontate nello show:


[La serie] ci permette di approfondire molto bene certe tematiche. Stiamo cercando di avere un approccio ben ponderato per esplorare le tematiche tipiche di Star Trek. Non vogliamo edulcorarle. Vogliamo seriamente affrontare i problemi dell'integrazione o dell'esclusione con le altre razze.

E far esplodere qualche astronave nel frattempo.

Akiva Goldsman - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek
Akiva Goldsman
La serie ha l' aurea epica di una produzione di alto livello. Non sembra una serie TV nel modo in cui presenta le astronavi, è più un film a livello estetico e di respiro. E' una cosa da brividi ma Star Trek non ha mai dato particolare importanza a fattori meramente estetici come astronavi, costumi, scenografie, oggetti di scena. Ha dato importanza piuttosto alle metafore presenti negli episodi o nei film. Non mi ha sconvolto vedere le differenze tra The Motion Picture e la serie TV, né mi ha sconvolto vedere nuovamente differenze tra The Motion Picture e L'Ira di Khan. Semplicemente, mi è piaciuto ciò che hanno realizzato a livello creativo e ho compreso la storia e le tematiche che hanno affrontato.

Una delle cose che mi rende più fiero di questa nuova versione di Star Trek è la sua impostazione seriale che ci permette di esplorare seriamente il franchise, è quasi come venire al mondo ora per la prima volta. Siamo stati in guerra per oltre 15 anni e questo ci ha cambiato e ci ha sfidato ad essere migliori, nonostante non sempre ci si riesca. Quindi come si fa a tornare quelli di prima? Per me [esplorare questo aspetto] è un uso molto importante che si può fare di Star Trek. Quindi si, mi emoziono stando al fianco di Michelle Yeoh (il Capitano Georgiou) sul ponte di comando. Mi emoziono in sala di montaggio. Quando parliamo di un episodio che abbiamo appena visto ed è bello come L'Ira di Khan,  è una sensazione magnifica. Ma non è [solo] questo che mi ha fatto innamorare di Star Trek.


Trovare i giusti appigli nella linea temporale "primaria" (non quella Kelvin)

Rispondendo a chi gli chiedeva com'è lavorare a Discovery avendo una grande conoscenza del canone, Ted ha sottolineato alcuni svantaggi:


Certe volte è un bastone fra le ruote, mi viene in mente quello che ha detto una volta Bruce Tim, a proposito del suo cartone animato sulla Justice League. Ad un certo punto succede che l'anello di Lanterna Verde si rompe. E tutti gli dicono: "Ma non puoi farlo! E' indistruttibile". E lui ha risposto: "Penso che possiamo farlo, se è funzionale alla storia"... Quindi, alle volte, devi anche sapere quando "si può rompere l'anello" e altre volte devi sapere quando non si può. Per fortuna abbiamo un sacco di collaboratori a dirci quando possiamo romperlo e quando no.



Beyer ha aggiunto:



E' un buon modo per descrivere la situazione. Per quanto si voglia onorare tutto quello che è accaduto prima in quell'universo narrativo, occorre anche riuscire a stupire il pubblico. E non si può inibire il processo creativo ricordando a tutti quanti dove sono fissati certi paletti. E' anche divertente vederli superare certi confini per poi riportarli indietro.

Kirsten Beyer e Ted Sullivan - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek
Kirsten Beyer e Ted Sullivan


Goldsman sottolinea che questo non significa disattendere il canon:



Si è comunemente portati a credere che il canone possa essere rispettato solo non violando certe regole e lavorando esclusivamente all'interno di esse. Ma la verità è che si può rispettare anche in altri modi, più creativi. E' la differenza tra inventare e adattare. E avendo scelto un periodo temporale ben preciso all'interno del canone, questo ci obbliga ad una narrazione che vi si adatti.



E' anche stato chiesto 'se' e 'come' la nuova serie si accordi con quanto visto negli ultimi film di Star Trek. Goldsman nota che ci sono delle somiglianze, ma non per quanto riguarda il canon:


Per certi aspetti ci sono somiglianze molto timide. Star Trek è una cosa complicata. Enterprise ha il suo stile peculiare, così come DS9, la Serie Originale  e la Serie Animata. Ma noi stiamo facendo le cose più in grande, come se fosse una produzione cinematografica. I nostri set sono giganteschi e molto più adatti al grande schermo che non alla TV. Andiamo forte sugli effetti speciali. Ogni volta che puntiamo la camera da presa in qualche direzione, c'è un green screen. E' una cosa in grande, quindi è come un film.

In questo senso può forse assomigliare alla linea temporale Kelvin, ma noi siamo assolutamente all'interno della cronologia della Serie Originale. Siamo come dei precursori. Siamo dieci anni prima della TOS, quindi raccontiamo quel genere di storie.



La serializzazione  e la Regola di Roddenberry


La Regola di Roddenberry vuole che non ci siano conflitti fra i personaggi principali dello show e Discovery - come è noto - sarà invece una serie fortemente incentrata sui conflitti personali fra i personaggi. Goldsman spiega come si possa ancora esprimere una visione utopica del futuro nonostante questo:



Akiva Goldsman - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek
Akiva Goldsman
Ciò che vogliamo suggerire è che la visione della Federazione, che è una visione utopica del futuro, è ancora vitale oggi come lo era negli anni '60. Non saremo neutrali su questo argomento. Se il nostro ponte di comando ha proprio quell'aspetto, non è un caso. Siamo fieri di essere gli eredi dello stesso show che ha mostrato per la prima volta in TV un bacio interraziale. Siamo fieri di poter parlare anche noi di persone e culture diverse che vivono insieme e cercano di formare un legame. Star Trek è questo, è questa empatia. Quindi l'idea che si possa arrivare a questa utopia senza prima passare attraverso i conflitti è assurda e non fa bene alla narrazione.



Goldsman entra un po' di più nello specifico, spiegando come la Regola di Roddenberry non si possa più applicare ad uno show serializzato:


L'idea di questa Regola di Roddenberry che - a mio avviso - ha assunto vita propria dopo la Serie Originale, non potrebbe mai funzionare in uno show seriale: immaginatevi Jim Kirk che vede morire Edith Keeler restandone emotivamente devastato e poi, la settimana dopo, rivederlo tranquillissimo come se niente fosse successo, perché è così che doveva essere. Quel genere di approccio non è l'essenza della serializzazione moderna. I nostri personaggi soffrono per i loro lutti, episodio dopo episodio. Portano con se, episodio dopo episodio, i loro sentimenti, la loro animosità, la loro fiducia o la loro diffidenza.

E' così che si forgia il senso di comunità, sia da un punto di vista particolare, incarnato dal personaggio di Sonequa Martin-Green, sia da un punto di vista più universale rappresentato da una Federazione messa alla prova dalla guerra.



Si, ci sarà il technobabble

Nonostante tutta questa attenzione rivolta al conflitto che vedremo in Discovery, ci sarà spazio per l'approfondimento scientifico? Risponde Beyer:


Star Trek ha sempre tentato di risultare verosimile scientificamente ma alcune delle cose che facciamo vanno oltre la nostra portata, ormai. Tuttavia le cose hanno tutte una loro logica intrinseca. Quindi, fin tanto che sappiamo a cosa serve un Compensatore di Heisenberg, possiamo accettarlo senza rompere alcuna regola. L'aspetto scientifico della serie non sarà tanto nell'esplorare concetti nuovi ma nel dare una forte coerenza logica a quanto abbiamo realizzato.

Kirsten Beyer  - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek
Kirsten Beyer


Sullivan fa notare che all'interno dello staff ci sono molti consulenti scientifici:



Tutti noi amiamo la scienza e questo rispetto si trasmette nei nostri copioni e influenza le nostre storie.



Ci sarà quindi spazio per il cosiddetto technobabble. Sullivan dice che a non tutti gli attori piace macinare termini incomprensibili nelle loro battue ma Anthony Rapp (l'ufficiale scientifico Stamets) fa eccezione e "lo fa incredibilmente bene".


Qualche dettaglio in più su Stamets e Saru


Gli autori hanno fornito qualche dettaglio in più sul Tenente Paul Stamets ed il Tenente Saru.


Ted Sullivan - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek
Ted Sullivan
[Stamets] è quel tipo di persona che tende ad allontanare gli altri così, a pelle. E' divertente scoprire i modi in cui si può tirare fuori il suo aspetto più gentile, che tiene nascosto. Quello che trovo stupefacente di Saru è il modo in cui lo interpreta Doug [Jones]. Stavamo cercando di capire chi fosse questo personaggio e Doug lo ha fatto suo, rendendolo brillante ma anche caloroso e compassionevole, con un gran senso dello humor e una verve concisa che rende l'evoluzione del personaggio molto divertente da vedere.

[Saru] ti fa ridere ma anche piangere, nello stesso episodio. Credo che sia davvero un aspetto importante di Star Trek: hai bisogno che ci sia umorismo ma anche pathos. Credo che Doug sia certamente un degno erede di personaggi come Spock e Data.



Ha anche accennato ad un episodio che lo avrà protagonista, scritto da Beyer:



Sembrerà un episodio di Star Trek come da tradizione, di quelli più belli. Doug lascia a bocca aperta, scoprirete così tanto della cultura della sua gente e molte altre sorprese su di lui.



Goldsman aggiunge che è difficile parlare dei personaggi, perché ognuno avrà la sua storia:



I personaggi vengono presentati in un modo particolare - ognuno di loro - all'inizio della serie. E' uno dei motivi per cui la serie si chiama proprio Discovery, scoperta. E' una forma di narrazione di lungo periodo focalizzata sui personaggi. E con questo non voglio dire che non ci sia una trama, Dio sa se non è così. Ma fondamentalmente è una serie basata sui personaggi.




Un nuovo modo di vedere i Klingon (e qualche Vulcaniano)


Tornando sull'attenzione riservata ai Klingon, Beyer conferma la collaborazione con esperti linguisti e parla della sua esperienza nell'espandere la conoscenza dei Klingon.



E' stato molto divertente occuparsi di una specie che, da un lato ha già una solida base ben stabilita ma, scavando bene a fondo, ti rendi conto quanto questa specie appaia monolitica nel suo essere Klingon. Sono tutto onore e dovere. Ed immaginare un certo periodo della loro storia in cui è avvenuta questa trasformazione è stato incredibilmente stimolante e ci ha dato l'opportunità di sperimentare i Klingon sotto aspetti diversi.

Akiva Goldsman, Ted Sullivan e Kirsten Beyer - TG TREK News, Novità, Notizie da Star Trek
Akiva Goldsman, Ted Sullivan e Kirsten Beyer


Goldsman interviene ancora sulla guerra tra la Federazione ed i Klingon:



Uno dei capisaldi in questa guerra è mostrarla senza dipingere come "cattiva" nessuna delle due fazioni. La serie viene raccontata spesso da entrambi i punti di vista. Chiaramente c'è una prevalenza della Federazione, ma parti importanti della serie, narrativamente parlando, sono narrate dal punto di vista puramente Klingon. Questo servirà a far discutere il pubblico su chi abbia torto e su chi abbia ragione.



Il pubblico ha chiesto se, oltre all' approfondimento sui Klingon, Discovery esplorerà così seriamente anche altre culture aliene viste in Star Trek. Sembra di capire di no, dalla risposta di Goldsman:


I Klingon sono il nostro obiettivo principale ma approfondiremo un po' anche i Vulcaniani e cosa significa essere Vulcaniani, grazie ad alcuni personaggi cari ai fan. Comunque non allo stesso livello dei Klingon.



Fonte: TrekMovie



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