STLV17: Brannon Braga ricorda la sua esperienza in TNG e fa 'mea culpa' su Enterprise |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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sabato 12 agosto 2017

STLV17: Brannon Braga ricorda la sua esperienza in TNG e fa 'mea culpa' su Enterprise

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Brannon Braga e André Bormanis
Per gli amanti dei dietro le quinte, uno degli incontri più interessanti della convention di Las Vegas è stato quello con gli storici autori/produttori di Star Trek Brannon Braga (TNG/VOY/ENT) e André Bormanis (VOY, ENT).

I due hanno parlato delle loro esperienze in Star Trek e dei loro attuali impegni nella serie The Orville.


I giovani autori alle prese con TNG


Braga ha iniziato la sua carriera ad Hollywood proprio come tirocinante in Star Trek: The Next Generation, salendo a bordo durante la quarta stagione (o come dice lui, proprio quando la serie cominciò a diventare "buona"). Braga ha ironizzato sul fatto che il suo tirocinio è durato 15 anni.

La stanza degli autori era piena di giovanotti terrorizzati all'idea di poter essere licenziati da un momento all'altro. Ron [Moore], René [Echevarria] ed io abbiamo resistito fino alla fine... Essere messi al lavoro su una serie incredibile come The Next Generation rappresentava l'esperienza formativa che chiunque avrebbe desiderato, ed è ancora la mia serie preferita di Star Trek.

Braga ha ricordato che, all'epoca, a capo degli autori c'era Michael Piller che per lui è stato anche un mentore. I rapporti fra Braga e Gene Roddenberry furono molto limitati a causa del cattivo stato di salute di quest'ultimo, ma Braga ricorda il creatore di Star Trek come una persona piena di incoraggiamento verso i giovani scrittori. Detto questo, è anche il primo ad ammettere di non aver mai seguito scrupolosamente le numerose "Regole di Roddenberry":


Secondo le regole, non si potevano fare certe cose nella serie, non potevano esserci sequenze oniriche, non potevano esserci viaggi nel tempo, e molte altre cose... io ho rotto tutte le regole.



Tuttavia, c'è una linea precisa che nessuno ha mai voluto superare e si tratta dell'Universo dello Specchio. Una persona del pubblico ha chiesto come mai in TNG non è mai stato sfruttato quell'universo parallelo e Braga ha risposto:


Avevamo tutti un po' paura di farlo e di farlo male e, forse, non abbiamo mai veramente capito che piega dare alla Next Generation in quel contesto.

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Ron Moore, Brannon Braga, Rene Echevarria e Naren Shankar nel 1992


La prima idea per la morte del Capitano Kirk


Nel momento in cui Star Trek: The Next Generation si avviava alla sua conclusione, Ron Moore e Braga sono stati incaricati di scrivere sia il finale della serie 'Ieri, oggi, domani...' sia il primo film di TNG 'Star Trek: Generazioni'. Braga ha ricordato quel doppio incarico:


Fu un po' confuso ma ha funzionato. Abbiamo scritto Ieri, oggi, domani che era un bel lavoro, fatto molto bene, laddove Generazioni è risultato un po' più laborioso, con molta carne al fuoco e credo che si veda.



Braga ha anche accennato all'idea originale che lui e Moore avevano in mente per Generazioni:



Credo che io e Ron avessimo immaginato le due Enterprise bloccate in battaglia che, in qualche modo, si incontravano e univano le forze contro il cattivo di turno; Kirk sarebbe morto sul ponte della sua nave, piuttosto che schiacciato da un ponte.

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I cambiamenti richiesti da Patrick Stewart


Braga crede di aver raggiunto un risultato migliore col film successivo, anche questo scritto insieme a Moore:


[Star Trek: Primo Contatto] è un ottimo biglietto da visita per capire di cosa parla Star Trek... dovevano esserci i Borg, non ci sono state discussioni in merito. E' stato divertente dall'inizio alla fine, è stato divertente farlo, e stato divertente guardarlo; penso che si percepisca.



Naturalmente, come per ogni sceneggiatura, anche quella di Primo Contatto ha subìto delle modifiche. Braga ha spiegato che, ad un certo punto, i ruoli di Picard e di Riker sono stati invertiti: in origine doveva essere Riker a combattere i Borg sulla nave e Picard a vedersela con Zefram Cochrane e i sopravvissuti della Terza Guerra Mondiale in Montana. Ma qualcuno non era molto felice all'idea:



Siamo stati convocati da Patrick Stewart nel suo appartamento di New York, dove ci ha detto: "Dovrei essere io a combattere i Borg"... e così abbiamo cambiato la sceneggiatura.



Il satirico MAD Magazine - non si sa come - ebbe accesso alla prima stesura del film per realizzare la sua parodia 'Star Blecch: Worst Contact', che infatti non assomiglia molto al film, nota Braga.


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Braga e Moore si preparano per un cameo in Primo Contatto

Cominciare Enterprise in modo diverso e terminarla con uno 'schiaffo in faccia'


André Bormanis entrò in squadra come consulente scientifico dello show durante le sette stagioni di TNG, incarico che ricoprì anche durante Deep Space Nine e Voyager. A Las Vegas ha ricordato come, inizialmente, interagisse poco con gli autori limitandosi a inviare via fax le sue annotazioni tecniche man mano che riceveva i manoscritti. Ogni tanto si faceva vivo di presenza per suggerire qualche idea ed è così che s'è legato a Brannon Braga il quale, alla fine, lo ha spinto a scrivere qualche episodio di Voyager e lo ha inserito in pianta stabile nello staff di Enterprise.

Parlando proprio di Enterprise, i due hanno spiegato come il concetto originale della serie sia cambiato rispetto ai piani iniziali. Gli autori e lo stesso Rick Berman (co-creatore della serie) volevano che la prima stagione della serie fosse ambientata quasi esclusivamente sulla Terra e volevano mostrare il varo dell'Enterprise NX-01 solo nel finale di stagione. Bormanis ha spiegato perché:


Volevamo che questi personaggi fossero percepiti come vicini, contemporanei, non quel tipo di persone straordinarie che potevano essere i componenti dell'equipaggio di The Next Generation o della Serie Originale.



Sul finire della seconda stagione fu evidente che la serie avesse seri problemi con gli ascolti; fu allora che la Paramount convocò Braga:

Siamo stati chiamati nell'ufficio del capo, Johnathan Dolgen, che ci ha detto: "Inventatevi qualcosa di diverso, c'è bisogno di ravvivare un po' le cose".


Quella direttiva li ha spinti a realizzare il ciclo della guerra contro gli Xindi, nella terza stagione. Braga ricorda così quel periodo:


[La terza stagione] è stato un raro caso in cui tutto lo staff si riuniva, discuteva, ne parlava, lavorava sodo, sapendo già come muoversi e dove andare a parare sin dall'inizio.


Lo show subì un'ulteriore cambiamento con la quarta ed ultima stagione, che con Manny Coto in veste di showrunner si sviluppò in mini archi narrativi e maggiori richiami alle precedenti serie di Star Trek. Braga ha ammesso che quell'approccio funzionò bene:


Ritengo che Manny sia riuscito finalmente a dare voce alla serie; la quarta stagione avrebbe dovuto essere la prima e credo che la serie avrebbe dovuto continuare.


Ovviamente non si può parlare di Star Trek: Enterprise senza menzionare lo stroncatissimo episodio finale 'Federazione prossima frontiera'. Sembra che sia ancora una ferita aperta per il produttore/autore Braga:


Mentre lo scrivevamo, ero sinceramente convinto che fosse la cosa più forte del mondo, questa specie di 'episodio perduto' di The Next Generation dove vanno nel ponte ologrammi e riguardano gli avvenimenti di Enterprise. Rick [Berman] ed io pensavamo che fosse il commiato perfetto. Ma non è venuto fuori bene... è stato come uno schiaffo in faccia agli attori di Enterprise. Me l'hanno detto tutti, è stata l'unica volta che Scott Bakula mi ha risposto male. Mi dispiace di averlo fatto.

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Brannon Braga a Las Vegas 2017


La 5° stagione di Enterprise tra Vulcaniani e Guerre Romulane 


Enterprise è stata cancellata dopo la quarta stagione e Braga pensa che, forse, fu anche un bene per il franchise:

Era arrivato il momento, ci voleva una pausa, bisognava che fosse la gente a desiderare una nuova serie.


Ma Bormanis la pensa diversamente, lui era pronto a continuare:


Speravo che durasse sette stagioni, è stato il mio primo incarico come autore a tempo pieno, una grande opportunità, mi sono divertito a farlo e avrei voluto continuare. Ho capito ben presto che la vita di un autore TV è o tutto o niente. Star Trek è stata una fantastica esperienza durata 12 anni, per me.


Dato che Bormanis avrebbe voluto continuare a scrivere per Enterprise, gli è stato chiesto cosa avesse in mente per la quinta stagione. L'idea era quella di esplorare più approfonditamente il rapporto tra Umani e Vulcaniani mostrando come si sarebbe arrivati alla situazione che abbiamo conosciuto nella TOS. Braga ha aggiunto, sempre a proposito della TOS, che era nei piani sviluppare la Guerra Romulana citata proprio nella serie degli anni '60.

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Andre Bormanis a Las Vegas 2017

Il ritorno alla narrazione episodica


Sia Braga che Bormanis stanno scrivendo storie per la serie The Orville e Braga ha sottolineato le somiglianze con Star Trek: The Next Generation e l'approccio narrativo più classico:


Mi mancava il tipo di narrazione che adottava Star Trek con delle parabole a se stanti, con un inizio, uno sviluppo e una fine. Ho lavorato alla serie 24 e per diverso tempo ho dovuto adottare uno stile serializzato, quindi mi è mancato molto. Adesso stiamo tornando all'approccio classico con The Orville e credo che anche André ne abbia sentito la mancanza.



In ogni caso, ha tenuto a precisare che The Orville non sarà una copia di The Next Generation:


E' una serie unica nel suo genere, è divertente, certe volte anche molto, ma si prende anche sul serio, il sottotesto fantascientifico è veramente bello, è un mix di commedia e dramma... un po' come M*A*S*H, dove un momento si rideva e il momento dopo accadeva qualcosa di molto grave. E' che bisogna coinvolgere il pubblico e non si può fare facendo solo satira sul genere per un'ora. E' un tributo affettuoso alla narrazione episodica.

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Una scena di The Orville


L'odiato episodio di Voyager e la presenza di Braga alla convention


Anche se Bormanis e Braga hanno lavorato insieme a Star Trek: Voyager per sette anni, non è emerso alcun dietro le quinte su quella serie tranne quando Braga ha parlato di quello che viene considerato il peggior episodio di VOY:


C'è un episodio di Voyager intitolato Oltre il limite che è considerato una schifezza ma, quando l'ho scritto, pensavo fosse fortissimo. Alla fine è proprio brutto e lo odiano tutti.



Qualcuno dalla platea ha chiesto a Braga come mai, nonostante tutte le critiche ricevute, lui continui a partecipare alla convention di Las Vegas e ad interagire con i fan sui social e lui ha risposto:

Per lo stesso motivo per cui sono qui ora, i fan di Sta Trek. Siete forti, intelligenti, perspicaci, alcuni di voi sono anche meschini, ma capisco che sia un atteggiamento derivante da una grande passione. E' che mi piace interagire, Star Trek ha rappresentato una parte enorme della mia vita e mi manca, quindi mi piace ricordalo insieme ai fan.



Fonte: TrekMovie



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