[INTERVISTA] Cosa aspettarsi da Star Trek: Discovery secondo lo Showrunner Aaron Harberts |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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sabato 16 settembre 2017

[INTERVISTA] Cosa aspettarsi da Star Trek: Discovery secondo lo Showrunner Aaron Harberts

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Aaron Harberts e la sua collega di lungo corso Gretchen Berg hanno collaborato per molto tempo con l'ideatore di Star Trek: Discovery, Bryan Fuller. I due erano già a bordo quando Fuller lasciò il progetto della nuova serie e la CBS li ha prontamente promossi a showrunner.

Recentemente Harberts ha rilasciato un'intervista al sito ufficiale StarTrek.com toccando vari argomenti. I più interessanti sono raccolti in questo articolo, dove Harberts risponde alle perplessità dei fan sul rispetto del canon, sulle origini del nome Michael Burnham, su possibili altre serie di Star Trek e molto altro!




Rispettare il lavoro degli autori precedenti


Harberts spiega che destreggiarsi fra le maglie della continuity non è facile, ma neanche impossibile:

E' frustrante quando cominci a buttare giù una storia è qualcuno ti dice: "Ah, ma questo non lo puoi fare." E allora non ti resta che rispondere: "Ok, va bene, le regole sono queste."

L'ultima cosa che vogliamo è dare l'impressione di entrare in casa d'altri e cominciare a spostare le cose. Vogliamo piuttosto assicurarci di trasmettere la cura che abbiamo verso tutto questo e il rispetto per il canon. E' anche divertente quando inciampi in qualche limitazione, andare avanti lo stesso e dire: "Cambieremo questa cosa, ma girandoci attorno in modo che il pubblico dica: 'Ok, questa parte della storia è farina del sacco di Aaron, ma si inserisce bene in quello che già so.'"

Vorrei chiedere ai fan di essere pazienti perché certe volte sembrerà che romperemo le regole, ma aggiusteremo le cose negli episodi successivi. [...] Per noi [l'attenzione ai dettagli] è molto importante ma certe volte sfugge qualcosa; magari un attore dice una battuta fuori posto e noi ce ne accorgiamo solo in sala missaggio, e diciamo: "Oh dio mio, che ha detto?" e cerchiamo di porre rimedio in qualche modo, ma la perfezione non esiste. Ci saranno piccoli errori ma sappiate che le nostre intenzioni sono più che buone.

Tecnologia VS. Canon


Uno dei problemi maggiori - se si realizza il prequel di una serie creata negli anni '60 - è come fare a rispettare una certa estetica riuscendo a risultare credibili ancora oggi, in un'epoca dove lo sviluppo tecnologico ha già in certi casi superato quello previsto da Star Trek.


Dovevamo trovare un equilibrio tra le cose super-importanti che non volevamo assolutamente cambiare, come tricorder, comunicatori e phaser... ma parlando dell'impatto visivo... usiamo molto gli ologrammi nelle comunicazioni, al posto del classico schermo. Sono elementi essenziali che servono a rendere lo show un po' più contemporaneo. Ma non mi pare che nel complesso l'effetto sia così stridente.

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Discovery aggirerà le limitazioni imposte da Enterprise

A quanto sembra, la serie che crea più problemi a Discovery nel destreggiarsi fra i meandri del canon è Star Trek: Enterprise, ma Harberst ha già in mente la soluzione... e da quello che dice, sarà la stessa USS Discovery a fornirla:

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Enterprise è dura da gestire perché ha attinto a molti elementi e certe volte, non ci resta che dire: "Oh, se Enterprise non ci avesse lasciato così poco spazio, non dovremmo limitarci a mettere solo un po' di vernice in quell'angolino", ma è andata così. Quello che spero accadrà, dopo la prima stagione, è che riusciremo a ritagliarci il nostro spazio in modo da aggiungere elementi al canon alla nostra maniera, in modo che questo problema si presenti sempre meno.

Questa fantastica nuova astronave, chiamata Discovery, usa un nuovo fantastico modo di volare, mai visto prima, e non ne parla nessuno. Guardando alle stagioni future, appianeremo tutto in modo da poter andare oltre, lasciando intatto il resto dell'universo narrativo di Star Trek.

Gli omaggi alla Serie Classica


I fan della Serie Classica dovrebbero trovare pane per i loro denti, perché gli autori hanno disseminato Discovery di riferimenti più o meno velati alle avventure del Capitano Kirk:

Faremo cose che strizzeranno l'occhio alla Serie Classica in modi molto divertenti. Credo che i fan rimarranno piacevolmente colpiti da quello che abbiamo in serbo per loro. [...] Ci sono molte possibilità da sfruttare; [nella stanza degli autori] capita di dire: "Ehi, raccontiamo l'antefatto di un paio di storie della Serie Classica".

Akiva [Goldsman - Produttore di DSC] voleva un Tribolo e avremo i Triboli. Anche Harry Mudd ovviamente è un enorme omaggio al passato. Avevamo incontrato Rainn Wilson per coinvolgerlo in un altro ruolo ancora da definire, possibilmente un alieno con un trucco molto pesante. Rainn è un grandissimo fan e voleva vedere cosa stavamo realizzando. Gli abbiamo detto: "Ci terremo in contatto". Quando se n'è andato e noi abbiamo cominciato a pensare a quali citazioni [dalla Serie Classica] avremmo potuto inserire, qualcuno ha detto: "Facciamo apparire Harry Mudd" e improvvisamente abbiamo realizzato: "Oh mio Dio, ma è Rainn."

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Ma le citazioni sono solo un bonus, perché la serie si rivolgerà ad un pubblico vasto:

Ho sempre voluto realizzare una serie per due tipi diversi di pubblico: uno è sicuramente l'enorme base di fan di Star Trek che potranno godere di qualche piccolo benefit [dalle citazioni]. Ma poi c'è l'altro, quello che non ha mai visto Star Trek e può vedere Discovery tranquillamente senza bisogno di conoscere la saga.


I personaggi della serie preferiti da Aaron Harberts


Lo showrunner spiega quali sono i personaggi che gli piacciono di più, tra quelli che ha contribuito a creare:


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Mi rivedo in molti di questi personaggi, ma mi sento più vicino a Stamets. Lui è un tipo un po' burbero, un po' insolente, non ama gli scherzi, ma sotto la superficie è uno che si sacrificherebbe per il bene dell'equipaggio. Adoro anche scrivere per il personaggio di Mary Wiseman, il Cadetto Tilly. E' scatenata, un'ottimista, una chiacchierona. E' la compagna di stanza di Michael Burnham che invece è una di poche parole, ma proprio per questo quando le due sono insieme vengono fuori scene molto divertenti da scrivere.



Perché Burnham ha un nome da uomo


Parlando di Michael Burnham, molti fan si sono chiesti come mai sia stato deciso di dare alla protagonista femminile un nome maschile. Sembra che sia un piccolo vezzo di Bryan Fuller, sopravvissuto al suo passo indietro:


Abbiamo lavorato a molte serie di Bryan Fuller [insieme a Gretchen]... Wonderfalls, Pushing Daisies. Molte delle sue protagoniste femminili hanno nomi che sembrano prettamente maschili. Una era Chuck, poi c'era Jaye. Quando ci siamo riuniti tutti [per dare un nome alla protagonista] c'era quindi già l'idea di darle un nome tipicamente maschile. Avevamo messo un po' di nomi sul piatto, e io dissi: "Che ne dite di Michael?" [...] Lo abbiamo sottoposto a Bryan che ci ha detto: "Fatemici pensare." E così è rimasto, penso che sia un bel nome e magari, da oggi, ci saranno più ragazze che si chiameranno Michael, chi può dirlo?

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Sulla coppia Stamets/Culber


Harberts è lieto dell'impostazione data alla relazione omosessuale tra il Tenente Stamets e il Dr. Culber:


Essendo io stesso omosessuale, per me è importante mostrare la vita di coppia di questi personaggi. Quello che trovo interessante è che i due abbiano deciso di essere sia una coppia nella vita sia dei colleghi di lavoro, che ovviamente complica le cose in modo pazzesco. [...] Il Tenente Stamets fa delle scelte che mettono il suo partner davvero in situazioni difficili. Ovviamente anche la sessualità ha un peso nel definire queste due persone, ma l'aspetto più importante, i momenti più belli che passano insieme, sono quando si rilassano a fine giornata lavandosi i denti. Per la prima volta vedremo anche che aspetto hanno i bagni in Star Trek e si... usano ancora gli spazzolini da denti.

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L'universo editoriale di Discovery


Uno degli elementi più interessanti di Discovery, è che per la prima volta per una serie di Star Trek la produzione lavorerà a stretto contatto con gli autori di romanzi e fumetti ispirati alla nuova serie, per non lasciare niente al caso e realizzare un universo narrativo coerente.

Lo showrunner ci spiega meglio come funziona questa coordinazione:


Spesso succede che alcune delle cose di cui discutiamo nella sala degli autori finiscano nei libri o nei fumetti. Allora Kirtsen [Beyer] va dagli autori dei libri e dei fumetti e, sostanzialmente, sviluppa con loro storie che originano dai nostri episodi. Quindi, ritorna da noi e ci dice: "Va bene, noi raccontiamo la cosa da questo punto in poi". Capita che dobbiamo risponderle: "Ci spiace, ma questa idea ce la riprendiamo noi". Comunque gli autori dei libri e dei fumetti leggono tutte le nostre sceneggiature e Kirsten sa sempre esattamente cosa stanno scrivendo, quindi sono ottimista sul fatto che si sia instaurato una specie di rapporto simbiotico.



I vantaggi dello streaming


Si sa che Discovery sarà la prima serie di Star Trek on-demand, disponibile solo in streaming e non sulla TV tradizionale. Questo ha sollevato più di una perplessità perché, di solito, le serie in streaming tendono ad enfatizzare certi aspetti, come sesso e violenza, fino all'eccesso.

Harberts tiene a precisare che Discovery non seguirà necessariamente questa moda:

Trovo che in molti show in streaming, a meno che non si tratti di commedie, ci sia un sacco di materiale distopico. Non è una moda che vogliamo seguire. Vogliamo che la nostra sia una serie che lasci lo spettatore con un senso di speranza, alla fine. Anche se trattiamo temi cupi o crudi, vogliamo che i nostri personaggi mostrino il meglio di loro. Vogliamo che alla fine dell'episodio il pubblico dica "Wow", non "Aw".

[In teoria] Avremmo l'opportunità di calcare la mano su violenza, linguaggio spinto, nudità e tutto quel genere di cose che non sono consentite sulla TV tradizionale. Ma il fatto è che non credo funzionino bene per Star Trek. [...] Possiamo mostrare una bat'leth che squarcia in due qualcuno o una gola tagliata da un mak'leth, e possiamo farlo in modo più realistico rispetto alla classica TV, ed è forte. Quando lo faremo, però, sarà per una buona ragione. Non ci saranno un mare di nudità, non sembrano sposarsi bene con... se siete fan, capite cosa voglio dire, no? Non funzionano.

[Piuttosto sfrutteremo lo streaming] per raccontare storie su personaggi che difficilmente vedreste sulla TV tradizionale. Vedremo la gente confrontarsi con il proprio lato emotivo, profondo, oscuro, in modi che non potremmo mostrare sulla TV o - anche lo facessimo - saremmo costretti a condensare tutto in un episodio. Noi invece possiamo sviluppare questi concetti un po' di più.

Un'altra differenza della nostra serie rispetto alle altre serie in streaming è che avremo una narrazione molto serrata. Ho notato che molte serie in streaming, certe volte, si dilungano un po' troppo. Ritengo che la nostra serie invece abbia la lunghezza giusta per la storia che vogliamo raccontare.

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Altre serie di Star Trek all'orizzonte?


Come si sa, l'idea originale di Fuller voleva che Discovery fosse una serie antologica i cui episodi sarebbero stati ambientati ognuno in un contesto spazio-temporale diverso, in modo da esplorare varie epoche della saga.

Discovery avrà invece una struttura fortemente serializzata ma, per lo showrunner, concretizzare in parte l'idea di Fuller è ancora possibile:

Sarebbe grandioso. Si potrebbero inserire storie nella cronologia di TNG o della TOS, le possibilità sono infinite. Credo che prima la CBS debba rendere chiaro a tutti che [Discovery] è la serie ammiraglia, col suo pubblico. Dopodiché potrebbe cominciare a introdurre qualcos'altro. Qualcosa di interessante che si potrebbe fare sono cicli da tre episodi, o meglio film in tre parti, che raccontino il primo capitolo inedito nella storia di un'astronave.

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Fonte: StarTrek.Com



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