[INTERVISTA] Martin-Green su Burnham e Discovery: "Serie provocatoria che riapre vecchie ferite" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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lunedì 11 settembre 2017

[INTERVISTA] Martin-Green su Burnham e Discovery: "Serie provocatoria che riapre vecchie ferite"

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Ad agosto l'inviato del sito ufficiale StarTrek.Com si trovava a Toronto, insieme ad una folta delegazione di giornalisti provenienti da tutto il mondo per dare un'occhiata in anteprima ai set di Star Trek: Discovery e avere l'opportunità di intervistare attori e addetti ai lavori della serie.

Sonequa Martin-Green - che in Discovery interpreta la protagonista Michael Burnham - ha chiacchierato a tutto tondo con StarTrek.Com parlando del suo personaggio ma - soprattutto - dell'impostazione della serie e della sua importanza sociale.



E' pronta per togliere il velo da Discovery? E' stato tenuto tutto segreto per tanto tempo.


Oh mio dio, si, tantissimo tempo! Sono pronta. Quando entri in una cosa del genere non puoi non avere voglia di dirlo a tutti, è difficile non parlarne. Quindi, è bello che adesso possiamo farlo.



Cosa ci vuole raccontare?

Onestamente, tutto. Perché sono veramente eccitatissima. Sarà una storia estremamente provocatoria e riuscirà a toccare la gente... almeno, me lo auguro. Quindi vi dirò tutto quello che volete sapere.


Perché dice che sarà provocatoria?


Perché rappresenta una sfida. Credo che il nocciolo della serie ruoti attorno alle sfide personali. Credo che le avversità siano intense e qualcosa con cui ci si può identificare. Le avversità a cui andranno incontro questi personaggi, le avversità a cui andremo in contro tutti noi come gruppo... sono forti, inquietanti e ti mettono a nudo. Credo che sia una scelta coraggiosa, perché andiamo davvero a fondo nelle cose, toccando temi sgradevoli che di solito tendiamo a filtrare.

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Si riferisce a tematiche sociali?


Oh certamente! E  anche alle brutture che ognuno di noi ha dentro. Affrontiamo sul serio questi aspetti, quel genere di cose che ti può fare fremere sulla sedia, capisci?



Ma Star Trek è sempre stata una serie sull'ottimismo. Ne vedremo anche in Discovery?


Ma si, si! Guarda, anche questo fa parte della bellezza della serie. Anche questo fa parte della sua natura provocatoria, perché non è che l'ottimismo e la speranza non siano presenti, ma raccontiamo lo sforzo per raggiungerle. Lo sforzo per tenerle vive. E' questo che fa ogni personaggio della serie e anche la Flotta Stellare, come organizzazione: tentare di tenere vive speranza e ottimismo nel modo in cui ci vediamo l'un l'altro e apprezziamo la vita. Capisci? Ma è difficile. E certamente soffriremo.



Ritiene che questo genere di approfondimento sia avvantaggiato dall'avere una trama serializzata piuttosto che episodica?


Credo che il format dove andiamo in onda, la piattaforma in streaming, credo che ci permetta di andare molto più a fondo di quanto non sia mai avvenuto in passato. L'ho detto molte volte ma è giusto ripeterlo: questa forma di narrazione estesa offre delle opportunità incredibili. Siamo come un romanzo raccontato capitolo dopo capitolo, la storia viene costruita su quello che abbiamo introdotto in precedenza. Tutto è già costruito e - quando trova lo schermo - comincia a vibrare. E' un aspetto fondamentale. Quindi, per rispondere alla domanda, si. Credo che questa impostazione molto serializzata ci permetterà di andare sempre più in profondità nelle cose, è certo.




Per chiarezza, quando si riferisce alle tematiche controverse dello show, sta dicendo che in Discovery verranno esplorati anche i problemi politici, sociali e razziali del nostro tempo?


Già, proprio così. Credo che stiamo, in un certo senso, fungendo da specchio per la società. Credo che con le cose orribili che stanno succedendo per ora, in campo politico e sociale, dei temi razziali... non s'è mai visto un periodo... no, non farmelo dire. Diciamo solo che questa serie è perfetta per il nostro tempo. Come ho detto altre volte, una delle cose che la rende vincente è che offre anche un quadro della soluzione, perché al momento attorno a noi vediamo solo il problema, specialmente proprio in questi giorni in cui ne parliamo. Penso che per le persone sia importante vedere un'antitesi alla questione, vederne una soluzione.

Ed è qui che Star Trek porta ottimismo e speranza, perché mostriamo alla gente cosa possono raggiungere se hanno l'aspirazione giusta e se lavorano insieme. Possiamo avere un futuro dove le persone sono valutate con equità. Persone, specie aliene... non importa chi tu sia o quali differenze tu abbia in superficie, sarai giudicato con equità e possiamo giungere a quel futuro, se davvero ci proviamo.

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Ci parli un po' del percorso intrapreso da Michael Burnham…


Be', è proprio un bel viaggio ed una delle cose che lo renderà più interessante, rispetto al passato, è che vedremo il mondo con gli occhi di un Primo Ufficiale che aspira a crescere e diventare Capitano, ovviamente. Quindi mi vedrete impegnata in questo percorso, ma assisterete anche ai miei passi falsi, alle mie frustrazioni e ai miei fallimenti. Vedrete i miei errori e vedrete le mie vittorie. Penso sia un viaggio straordinario, scritto dagli autori in modo molto coraggioso. Rimango sbalordita certe volte, vedendo in che territori ci addentriamo! Penso che sia qualcosa che valga la pena vedere anche perché è un viaggio che non finisce mai, sai? Continua sempre ed è sempre più esaltante.



Quanto è davvero Vulcaniana Michael Burnham e quanto vuole esserlo? Sono certo che le è già capitato di sollevare un sopracciglio e dire: "Affascinante"


Oh mio Dio, parola mia! La risposta alla tua domanda - quanto sono Vulcaniana e quanto sono Umana - è uno dei temi che esploreremo lungo il percorso perché esiste questa dicotomia tra la mia educazione vulcaniana e l'emotività umana che eredito dal mio DNA. In più c'è un motivo di conflitto con l'ideologia della Flotta Stellare. Quindi si tratta di mettere insieme tutte queste cose, questi aspetti del mio essere, vedere come convivono e come si scontrano, capisci? Comunque, sono nata da una famiglia umana, conducevo una vita da umana finché non sono stata costretta dagli eventi ad abbracciare la cultura vulcaniana. Quindi è avvenuta una forma di acculturazione ma c'è anche una vera assimilazione, di questa cultura, che mi sforzo di raggiungere. E poi c'è la Flotta Stellare che, in un certo senso, per me fa da ponte tra la mia umanità e la mia educazione vulcaniana.

E' molto interessante perché non è la stessa cosa che è accaduta a Spock. Lui è per metà Umano e per metà Vulcaniano a livello genetico. Io sto cercando di diventare qualcuno diverso dalla mia natura alla nascita. Subendo una pressione terribile, contro situazioni insormontabili. Ad un certo punto sembra riuscirci, solo per fallire ancora. Quindi c'è un ovvio conflitto interiore e tanti conflitti interiori di conseguenza, come: "Chi sono? Chi voglio essere? Chi sto diventando, con le azioni che ho commesso? Sono state dettate dalla logica vulcaniana o dall'emotività umana?" E non ho la risposta! Sono tutti aspetti che tratteremo.
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Le piace la cultura vulcaniana?


Oh, la adoro [dice, mimando il famoso saluto a dita aperte]. La adoro e sono davvero riconoscente a Leonard [Nimoy] per il lavoro che ha svolto. Anche per il saluto di prima, glie ne sono grato: ho visto gente che non sa farlo! Vedo che cercano di posizionare le dita ma non ci riescono, e penso: "Wow, a me viene così naturale!".



E' vero che si trovava a Buenos Aires quando ha saputo di aver ottenuto la parte?


Si si, ero li! Mi trovavo al ristorante, non ricordo la via. La mia squadra mi chiama e mi dice: "Sta succedendo." Mio marito ha registrato la chiamata, mi ha immortalato mentre piangevo... ora è un ricordo catturato per sempre. Ed è stato... surreale, assolutamente surreale, come se continuassi a chiedermi: "Ma veramente?!". Mio marito ed io abbiamo continuato a guardarci senza dire una parola. Ci guardavamo entrambi a bocca aperta.



Si è commossa anche al Comic-Con ricordando quei momenti, ma cosa vuol dire per lei essere una donna di colore in questo ruolo particolare, di questi tempi? 


Sto cercando di non piangere di nuovo, ma per me vuol dire tutto. Mi sento benedetta ad essere qui, al centro di questa conversazione a causa dell'eredità della serie, di ciò che rappresenta per tante persone, per quello che ha già fatto e oserà ancora fare. Credo che cammineremo sul solco di quella tradizione, continueremo ad andare coraggiosamente oltre per rappresentare un mondo, un'immagine di universalità, in cui tutto questo può accadere e accade in modo organico, naturale.

In questo momento siamo divisi. Molte cose sono state a lungo nascoste sotto il tappeto. E' stato facile, penso, evitare di affrontare o di vedere i problemi del sistema; negarli, anche. Le cose sono anche peggiorate nelle ultime settimane, ho il cuore a pezzi per quello che succede. E ve lo dice una persona cresciuta nell'America meridionale, dove... c'è molto odio al sud, su certe questioni. Quindi per me significa anche riaprire vecchie ferite.

Comunque, credo che in questo momento - come ho già detto - la gente abbia bisogno di vedere se stessa. Ha bisogno di vedersi rappresentata come guida, come d'esempio e unita con gli altri. Ed è importante, molto, che riesca a vedersi così, perché è qualcosa che nutre l'immaginazione e ciò che vedi lo puoi fare anche tu. Non potrei essere più riconoscente a Dio per avermi fatto essere qui, insieme a tutti gli altri qui, in questo momento, per parlare di questi temi così odiosi e perversi da questo trampolino di lancio. Le cose devono cambiare.

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Questo discorso nel quale si sente ora al centro, in realtà si sviluppa da oltre mezzo secolo. la serie Star Trek del 1966 era già avanti, per i suoi tempi. Quindi, non si può dire che Discovery stia veramente battendo sentieri sconosciuti per la saga, ma che li state ripetendo e aggiornando ai nostri tempi…

Giusto. Stiamo ribadendo il messaggio ma anche espandendolo perché esploreremo nuove forme di diversità. Ogni serie ha esplorato nuove forme di diversità, per la sua epoca. La Serie Originale lo ha senza dubbio fatto, ma anche le altre lo hanno fatto alla loro maniera. Lo stesso faremo noi. Non abbiamo mai visto una donna di colore essere la protagonista della serie. Non abbiamo mai visto un ufficiale della Flotta Stellare essere anche un omosessuale dichiarato. Stiamo continuando la tradizione, è così come hai detto tu. La stiamo portando avanti e facendo evolvere allo stesso tempo, sempre nel pieno rispetto della sua essenza.


Ci sono state alcune polemiche proprio a proposito di questa diversità, specialmente sul personaggio omosessuale. Alcuni dicono che questo non sia da Star Trek. Come reagisce a queste critiche?


Be', la strada per il progresso è piena di difficoltà. Raggiungere l'unità è facile a dirsi ma non a farsi, è quasi impossibile. Credo che l'ipocrisia espressa - e che continua ad essere espressa - da persone che si qualificano come fan di lunga data di una serie che valorizza, da sempre, la diversità, ma restano scandalizzati dalla diversità del nostro show... penso che questa ipocrisia fotografi molto bene il punto a cui siamo arrivati. So che non sono tutti così. Santo cielo, lo so che non sono tutti così, grazie a Dio. Ma ci sono persone così... ce ne sono e non sono poche; sono l'esempio perfetto di come diciamo una cosa e ne facciamo un'altra, di come vorremmo essere in pace - a parole - ma solo fin quando ci fa comodo, fin quando siamo a nostro agio. Onestamente ritengo che ci sia una lezione da imparare qui, perché dobbiamo spingerci oltre quel livello di 'comodità'... dobbiamo farlo perché l'amore non è una cosa comoda, no?

Il vero amore è spesso uno svantaggio per se stessi, in molti modi. Quindi sono convinta che dobbiamo voler perdere il nostro agio, se vogliamo veramente amarci e accettarci gli uni gli altri e progredire. Per cominciare a pensarci come eguali, capisci? Quindi penso che per certe persone sia il prodotto, la conseguenza dell'esempio che danno, dei loro convincimenti, della loro condizione. Spero vivamente che vengano spazzati via dal resto di noi, spazzarti via durante questo viaggio e possano cambiare.
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Fonte:  StarTrek.Com




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