Star Trek Discovery: la serie è stata fortemente influenzata dall'elezione di Trump e la politica internazionale |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 8 settembre 2017

Star Trek Discovery: la serie è stata fortemente influenzata dall'elezione di Trump e la politica internazionale

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In una nuova intervista ad Entertainment Weekly, i produttori di Discovery Aaron Harberts e Gretchen Berg hanno parlato di quanto il clima politico contemporaneo abbia influito sullo sviluppo della nuova serie.


Harberts racconta che tutto cominciò proprio durante l'infuocata campagna elettorale per le Presidenziali USA del 2016:

L'allegoria nasce dal fatto che abbiamo cominciato a lavorare allo show nel periodo elettorale. I Klingon ci aiuteranno ad esplorare meglio alcuni aspetti di noi stessi e del nostro paese.

L'isolazionismo è una grossa tematica. La purezza della razza è una grossa tematica. I Klingon non sono il nemico, ma hanno una visione diversa delle cose e sorgono delle domande: dobbiamo accogliere le persone? Vogliamo davvero cambiare? Se tendi la mano a qualcuno, l'altro dev'essere costretto ad accettarla? Magari non vuole il tuo aiuto.

E' interessante notare come questi temi [presenti nella serie] siano diventati uno specchio del nostro tempo, più di quanto ci aspettassimo all'inizio.


Il passaggio di Harberts sulla "purezza della razza" potrebbe riferirsi al virus eugenetico che, nella quarta stagione di Star Trek: Enterprise, ha modificato l'aspetto dei Klingon privandoli della cresta per circa un secolo (episodi Virus letale e Divergenze). In uno dei trailer della serie, Sarek dice chiaramente che l'Impero Klingon si trova nel disordine da generazioni e in un recente promo anche il leader Klingon T'Kuvma si riferisce in qualche modo alla purezza della sua razza, con questa frase: "Cellula dopo cellula, le nostre anime gli apparterranno. Dobbiamo combattere per uno scopo al di sopra di ogni altro scopo: restare Klingon."


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Lo Showrunner ha proseguito il discorso parlando di come comincerà a comportarsi la Federazione durante questa imminente guerra con l'Impero Klingon, lasciando intendere che non andrà per il sottile. Anche qui salta subito agli occhi un evidente richiamo ad alcuni scenari odierni di politica internazionale:

Il problema di questa guerra è che costringerà la Federazione e la Flotta Stellare a mettere in discussione le loro idee, la loro etica e il loro codice di comportamento. E' una situazione che offre uno scenario in grado di mostrarci quello che siamo come società e di auto-analizzarci. E' qualcosa di nuovo per Star Trek; certamente ci sono stati in passato degli episodi che hanno toccato questi temi, ma qui vivremo davvero tutto il percorso intrapreso da questa istituzione...

Abbiamo in mente la Corea del Nord, man mano che andremo a concludere la stagione. Quello che abbiamo iniziato come un modo per esplorare la nostra nazione lacerata - tra sostenitori e oppositori di Trump - ci ha portati al problema della Corea del Nord e a come siamo pericolosamente vicini al baratro. L'America si trova oggi esattamente dove troviamo la Flotta Stellare all'inizio del primo episodio, e non potevamo certo prevederlo quando abbiamo cominciato a scriverlo. Ma come si fa a porre fine ad un conflitto quando entrambe le parti in causa hanno delle opinioni così forti?


Nonostante la gravità dello scenario disegnato da Harberts, la sua collega Gretchen Berg tiene a lanciare un messaggio di speranza:

In tempi di difficoltà e di conflittualità possiamo tirare fuori il meglio di noi stessi o il peggio di noi stessi ma, alla fine, tutto questo tirerà fuori il meglio dai nostri ufficiali della Flotta Stellare.

Fonte: TrekCore



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