[INTERVISTA] Alex Kurztman: "I semi della seconda stagione di Discovery saranno piantati alla fine della prima" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 6 ottobre 2017

[INTERVISTA] Alex Kurztman: "I semi della seconda stagione di Discovery saranno piantati alla fine della prima"

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Alex Kurtzman
Alla premiere hollywoodiana di Star Trek: Discovery, TrekMovie ha avuto la possibilità di fare qualche domanda ad Alex Kurtzman, co-creatore e produttore esecutivo della nuova serie.

Kurtzman ha parlato dei piani per la seconda stagione, di come si lavora stando sempre ai limiti del canon e di come riuscire a mantenere la Flotta Stellare un'organizzazione di pace.





La prima stagione di Discovery farà da trampolino alla seconda


Sappiamo benissimo che tutta la prima stagione di Star Trek: Discovery ruoterà attorno al conflitto tra la Federazione ed i Klingon. Tuttavia Alex Kurtman conferma che l'idea è quella di passare oltre questa storia, con le future stagioni (se verranno commissionate):

[La prima stagione] si dipana e crea situazioni nuove. Quando lavori all'arco narrativo, si arriva ad un punto dove ti innamori di certe idee che, però, capisci che non possono essere sviluppate in quel momento. Quindi, le metti nero su bianco e le appendi alla bacheca finché ti accorgi che messe assieme formano già l'ossatura della stagione successiva. Stiamo per girare l'episodio finale e, verso la fine, ci rendiamo conto di aver sviluppato una suggestione emotiva molto forte che sarà ciò che tratteremo nella seconda stagione. Se avremo una seconda stagione, i semi saranno piantati alla fine della prima. 


Viene quindi da credere che la prima stagione possa terminare con un cliffhanger, ma il produttore non è di questo avviso:

Credo che il pubblico si meriti di avere una esperienza soddisfacente, alla fine della prima stagione. Deve avere la sensazione che il cerchio si sia chiuso e la storia sia completa. Quindi, si può chiudere l'arco narrativo ma porre contestualmente le basi per la seconda stagione. Le due cose non si escludono a vicenda.


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La lezione di J.J. Abrams sul canon


E' stato chiesto a Kurtzman che cosa ha portato in Discovery della sua esperienza al fianco di J.J. Abrams nei primi due film reboot di Star Trek, dove ha lavorato in veste di co-sceneggiatore e co-produttore. La risposta ha che fare con l'approccio al canon della saga:

Occuparci del primo film [Star Trek (2009)] ci ha portati ad affrontare una sfida interessante, perché stavamo creando una linea temporale alternativa che ci ha permesso di operare scelte molto coraggiose, come far esplodere Vulcano. Sapevamo che la cosa avrebbe potuto portarci alla crocifissione o ci avrebbe premiato, perché la gente avrebbe capito che questo approccio era dettato proprio dal desiderio di proteggere il canon di Star Trek e dimostrargli il nostro amore.

Quando abbiamo esposto l'idea a Leonard Nimoy - sapendo che se ci avesse detto “No” avremmo dovuto rinunciare a realizzare quella versione del film - e ha visto il nostro intento e ci ha dato la sua benedizione, abbiamo capito che potevamo farcela. Quindi quello che ho imparato è che si può anche spingere il canon verso i suoi limiti estremi, ma ci dev'essere una ragione valida per farlo. Puoi osare con le scelte che fai, ma devi avere una buona ragione.

Inoltre ho imparato che queste scelte non le fai da solo. Devono essere filtrate attraverso molte altre persone, molti altri fan. Noi possiamo contare proprio su questo, su uno staff composto da fan di Star Trek che mettono in discussione e analizzano ogni proposta. "Che succede se facciamo così?", "Cosa penserà il pubblico, è una violazione troppo grande o no?", "Possiamo oltrepassare questa linea o stiamo esagerando?". Sapere dove si trova quella linea è, probabilmente, ciò che ho imparato lavorando a quei film.


Kurtzman non nega il fatto che, anche se Discovery cerca di inserirsi nella cronologia della saga su un piano narrativo, visivamente non aderisce al canone della Serie Originale:

Ovviamente [Discovery] ha un aspetto molto più moderno di quello della Serie Classica, perché viviamo in tempi moderni e se realizzassimo una serie con quel tipo di look certamente la gente non riterrebbe giusto dover pagare un abbonamento per vederla. Ma detto questo, ogni oggetto di scena e ogni costume è filtrato attraverso quello che conosciamo di quel periodo. Che facciamo, realizziamo una versione nuova o ammoderniamo discretamente il design originale o lasciamo le cose come stanno? E quando dico che ogni oggetto di scena e ogni costume passano al vaglio di questo processo, intendo dire veramente ogni oggetto e ogni costume, letteralmente. Quindi, credo che vedrete molti piccoli riferimenti alla Serie Originale e alla sua collocazione temporale ma volevamo realizzare un'esperienza più moderna e questo ha richiesto certi compromessi.


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Preservare la missione della Flotta Stellare e l'ottimismo della saga


Nonostante i venti di guerra, Kurtzman promette che Discovery avrà sempre dentro di sé il nocciolo di Star Trek, ovvero l'esplorazione di strani nuovi mondi e la ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà:

Assolutamente si, al 100%. Non solo, vedrete che i personaggi della Flotta Stellare saranno i primi a lottare per questo, riconoscendo che la loro missione e la situazione in cui sono piombati sono un banco di prova. Sanno perfettamente che la Flotta Stellare è una forza di pace e non dovrebbero essere in guerra. Non è il loro scopo, non è ciò per cui si sono addestrati... è un argomento di conversazione sempre presente fra loro. Come fare a proteggere le speranze, gli ideali e l'ottimismo creati da Roddenberry. In un certo senso - da come la vedo io - per quanto sia doloroso vedere questi personaggi affrontare tutto quello che gli succederà in questa stagione, per reazione tireranno fuori la forza necessaria a costruire un futuro migliore.


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Ritorno al cinema

Kurtzman ha contribuito enormemente ai primi due film di Star Trek prodotti da J.J. Abrams ma non ha preso parte a Star Trek Beyond. Tuttavia sarebbe pronto a tornare nuovamente al lavoro su un film della saga:

Certo, se le circostanze fossero favorevoli, certamente si... Farei qualsiasi cosa per J.J. se me lo chiedesse. Firmerei anche subito... Vi dico una cosa: ho avuto la fortuna di lavorare a Star Trek per quasi dieci anni e - a prescindere dal fatto che la gente abbia apprezzato o meno - in ogni versione ci abbiamo messo tanto amore e abbiamo cercato di proteggere quella che riteniamo essere l'integrità della saga. Nel momento in cui tutto questo venisse a mancare, allora non vorrei più lavorarci. Quindi, se c'è J.J., ottimo. Se c'è qualcun altro col quale possiamo fare altrettanto, allora il nostro lavoro e la nostra responsabilità è quella di continuare a fare Star Trek e portare avanti questa tradizione nel modo giusto.


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J.J. Abrams ed Alex Kurtzman

Fonte: TrekMovie




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