[INTERVISTA] Matt Mira parla della sua esperienza in After Trek e anticipa i prossimi ospiti |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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mercoledì 27 dicembre 2017

[INTERVISTA] Matt Mira parla della sua esperienza in After Trek e anticipa i prossimi ospiti

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Poco meno di due settimane e Star Trek: Discovery tornerà ad essere l'appuntamento fisso del lunedì per i Trekkie di tutto il mondo, insieme all'after show del giorno dopo condotto dal simpatico Matt Mira che in questa intervista, rilasciata al sito ufficiale StarTrek.Com, ci racconta come è arrivato alla conduzione di After Trek.

Matt Mira non è solo il presentatore del talk show di approfondimento che segue ad ogni episodio di Star Trek: Discovery ma (tra le altre cose) anche uno degli autori della serie ABC The Goldbergs nonché co-presentatore di molti podcast pubblicati su Nerdist.

Discovery ed After Trek ritorneranno su Netflix rispettivamente l'8 e il 9 gennaio, nell'attesa conosciamo un po' meglio Mira, i suoi progetti, il suo rapporto con Star Trek e scopriamo cosa ci attende nei prossimi episodi di After Trek


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In una giornata tipo, quando sei molto impegnato, fra quante serie e podcast ti dividi?


Le ventiquattro ore più piene delle mie giornate partono da quando si registra la puntata di After Trek, perché devo proprio volare. Non vado a dormire, dormo sul volo per tornare a Los Angeles e vado dritto alla Sony dove scrivo per la serie The Goldbergs. Quindi, finisco con The Goldbergs intorno alle 18,00 e guido fino a Burbank per girare il mio talk show. E poi vediamo... lunedì, martedì, mercoledì e giovedì lavoro sia a The Goldbergs che al podcast ogni singolo giorno. Venerdì, torno a New York dopo il lavoro.


Quanto ti reputi fan di Star Trek?


Vado alle convention dai primi anni '90. Mia madre era una fan della Serie Classica e poi di The Next Generation. Grazie a lei ho assorbito questa passione per osmosi. Tutta la famiglia guardava gli episodi di TNG il giorno che venivano trasmessi. La Serie Classica la davano invece ogni pomeriggio alle 16,00 dopo la scuola, cinque giorni a settimana a Boston, e io la vedevo quasi tutte le volte. 


Prima di parlare di After Trek facciamo qualche domanda a bruciapelo: episodio preferito in assoluto fra tutte le serie di Star Trek?


Ti dico quello che rivedo più spesso, che è Il naufrago del tempo (TNG)


Film di Star Trek preferito?


L'Ira di Khan.

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Se potessi essere un alieno per un giorno, chi vorresti essere e perché?


Un Andoriano. Mi sembra che siano stati poco utilizzati.


Qual è la tua citazione Trek preferita?


Stranamente è dall'episodio Una vera Q (TNG). Picard sta parlando con Amanda Rogers e le dice: "Lei ha un'opportunità unica. La sfrutti." E' una battuta che mi è rimasta impressa.


Finisci la frase senza usare la parola "prosperità". "Lunga vita e..."


...Divertimento.

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Come sei arrivato alla conduzione di After Trek?


Ho sentito che stavano realizzando lo show, quindi ho chiesto a Chris Hardwick se lo avrebbe condotto lui. Quando mi ha detto di no, ho chiesto al mio agente di indagare; gli ho detto: "Vedi di scoprire chi lo condurrà e se c'è niente che io possa fare, anche solo come autore, consulente o per un'ospitata". Così ha fatto e qualcuno della Embassy Row, la società che produce la serie per la CBS, ha ascoltato uno dei miei podcast e conosceva la mia passione per Star Trek. Mi hanno mandato un'e-mail per organizzare un incontro per discutere un po' su come impostare lo show. Sono andato ed è stato subito chiaro che gli interessavo meno come consulente produttore e più come possibile presentatore.

Ho parlato quindi col mio agente e gli ho detto: "Cosa facciamo ora? Dobbiamo mandargli un montaggio con le mie interviste o cose così?". Non sono sicuro di chi lo abbia fatto, alla fine. Forse è stato Jeremy, lo showrunner di After Trek, che ha montato insieme una serie di interviste trasmesse in Attack of the Show dove mi è capitato di incontrare molti attori di Star Trek. Ho intervistato Jonathan Frakes (Riker) e LeVar Burton (La Forge) e c'era anche Marina Sirtis (Troi) e Michael Dorn (Worf), tutti insieme, e anche George Takei (Sulu). Quindi hanno montato insieme tutto questo materiale che mi riguardava e glielo hanno mandato. Alla fine, dopo immagino un processo di selezione, ho ottenuto il lavoro.


Immagino che proprio all'inizio della serie fosse ancora tutto un work in progress...


Già, è stato pazzesco perché quando ho iniziato ad interessarmi ad After Trek ho dovuto prima parlarne col mio capo della serie The Goldbergs, Adam Goldberg, che per fortuna è un nerd anche lui e capisce le cose da nerd. Gli ho detto: "Ehi, ho la possibilità di fare questa cosa. A te sta bene se lavorerò un po' meno? Cercherò di fare il possibile." e lui, molto generosamente, mi ha risposto: "Oh, ma certo. Devi assolutamente fare questa cosa, la devi fare. Se ti prendono, devi accettare." Con questo nulla osta in testa, durante tutto il processo creativo ero sempre li a pensare: "Funziona? Non funziona?"

Hollywood è tutto sommato un posto piccolo. Di un sacco di gente si viene a sapere cosa sarà. Si viene a sapere se qualcuno viene scartato o no, ma io ancora non sapevo nulla. Stavo guidando per andare al lavoro martedì, il giorno in cui avrebbero trasmesso la premiere di Discovery all'Arclight.
Stavo guidando quando ricevo una telefonata dal mio manager, che mi dice: "Ehi, ti vogliono alla premiere stasera." Io gli ho risposto: "Guarda, sto guidando per andare al lavoro e non ho nemmeno il vestito." Cioè, ce l'ho il vestito, ma non lo avevo con me. E loro fanno: "Be', vediamo cosa si può fare. Magari possiamo mandare un messaggio e farti trovare un vestito pronto per quando arrivi."

Sono andato al lavoro e ho detto ad Adam: "Devo andare alla premiere, posso staccare un po' prima?", lui mi ha risposto: "Sicuro." Sono tornato a casa, mi sono messo il vestito e sono andato alla premiere. Ma ancora nessuno mi aveva detto cosa avevano deciso in merito alla mia partecipazione. Proprio alla premiere ho parlato col capo della Embassy Row, che mi sembrava entusiasta all'idea di una mia conduzione. Solo il giorno dopo ho saputo che stavano per chiudere l'accordo. "Parti domani mattina", mi hanno detto. Così sono partito giovedì, ho incontrato tutte le persone della produzione, ho discusso un po' della serie e abbiamo cominciato a buttare giù la struttura e le varie parti.

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Qual è stato il tuo più grande contributo allo show, durante i preparativi?


Il mio più grande contributo è stato suggerire la rubrica "La tecnociancia della settimana". Spesso il technobubble è la parte che preferisco in Star Trek. Mi piacciono molto anche tutte le procedure e quando fanno vedere come funzionano le cose sulle astronavi. Una delle scene che mi piace di più è quando tornano alla base stellare per una sterilizzazione coi barioni [è una citazione dall'episodio di TNG Complotto a bordo - N.d.t.]. Mi piacciono un sacco queste cose quindi gli ho detto: "Dedichiamo un segmento della serie al technobabble, a quello che succede nelle operazioni quotidiane a bordo della Discovery." E loro mi hanno subito risposto: "Facciamolo".

Ho già fatto trasmissioni in diretta, quindi non è stata un'esperienza così traumatica, ma la preoccupazione principale era quella di farmi accettare dai fan di Star Trek da fan di Star Trek io stesso. Questo mi ha reso molto ansioso e non sono sicuro di essere ancora stato ufficialmente accettato, ma i fan mi preoccupano sempre. Vorrei che fossero felici.


Ansia a parte, quanto ti diverti a condurre After Trek?


Ah, lo adoro. Voglio dire, è uno spasso. Mi sono veramente divertito ad incontrare tutta la gente coinvolta in Discovery. Noi siamo li per dare il nostro supporto a Discovery, per essere un forum di discussione dove commentare cosa succede nella serie. Trovo che il modo migliore per farlo sia accettare che abbiamo alle spalle cinquant'anni di canon, ma comprendere anche che si tratta di una serie per la TV che è stata realizzata per intrattenere il pubblico del 2017. E' quello l'elemento che dobbiamo inquadrare sempre nella giusta prospettiva.



Come tua opinione personale, qual è stato l'ospite più memorabile che hai avuto finora in trasmissione?


E' difficile rispondere. Mi è piaciuto molto quando abbiamo ospitato Jason Isaacs. E' un attore davvero divertente, intelligente, senza peli sulla lingua, che è una cosa che apprezzo sempre. 



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Il secondo capitolo di Discovery sta per iniziare, il che significa che anche tu tornerai in azione. Che cosa avete imparato, tu ed il resto della squadra di After Trek in questi nove episodi, che potete mettere a frutto per i restanti sei?


Credo che in questa nuova tornata cominceremo ad ascoltare le domande del pubblico presente in studio. Penso che sarà divertente. Interagiremo con le persone in carne ed ossa che vengono a vedere la serie e sono dei fan. Sono persone che vengono li di proposito perché vogliono esserci, perché amano Star Trek e credo che avanzeranno domande che forse il resto di noi non considera perché ragioniamo più in termini di produzione televisiva, mentre il pubblico ragiona dal punto di vista degli appassionati. Quindi la cosa mi stuzzica molto, mi interessa interagire col pubblico.



Ultima domanda: chi saranno gli ospiti della prima puntata di After Trek dopo la pausa di metà stagione?


Tornerà Wilson Cruz (il Dr. Culber) e credo che anche Mary Chieffo (L'Rell) sarà con noi in carne ed ossa. Inoltre si collegheranno via Skype gli showrunner Gretchen Berg ed Aaron Harberts.



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Fonte: StarTrek.Com




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