[INTERVISTA] 25 anni di Star Trek Deep Space Nine nel racconto dei protagonisti |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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martedì 9 gennaio 2018

[INTERVISTA] 25 anni di Star Trek Deep Space Nine nel racconto dei protagonisti

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Sono trascorsi venticinque anni dal debutto di Star Trek: Deep Space Nine e la prestigiosa rivista Variety ha deciso di commemorare l'importante traguardo con un servizio fotografico (proposto in anteprima lo scorso ottobre) ed un interessante articolo celebrativo che raccoglie i commenti di alcune delle persone che hanno reso grande la serie, come lo showrunner Ira Steven Behr, Alexander Siddig, Nana Visitor e René Auberjonois.


Quando DS9 è stata lanciata nel 1993 il franchise di Star Trek, come molte altre produzioni televisive dell'epoca, era ancora basato su una struttura fortemente episodica ereditata dalla Serie Originale e portata avanti, con poche eccezioni, anche da The Next Generation.

Deep Space Nine, ambientata su un remoto avamposto nei pressi di un tunnel spaziale, proponeva invece qualcosa di diverso. Sin dall'inizio della serie è stato chiaro che certi archi narrativi si sarebbero sviluppati nel tempo e infatti lo show, nella sua evoluzione stilistica, si può considerare un precursore di serie contemporanee del calibro di Game of Thrones, The Walking Dead e Homeland.

Secondo lo showrunner Ira Steven Behr, gli autori hanno tentato all'inizio di scrivere una serie che fosse più simile a quelle classiche, ma i risultati non sono stati soddisfacenti.

Behr e David Zappone stanno dirigendo il documentario What We Left Behind: Looking Back at Star Trek: Deep Space Nine che attualmente è in fase di post produzione alla Paramount, con una data di uscita prevista per l'estate del 2018.

Ecco come racconta Ira Steven Behr l'approccio iniziale alla serie:

Abbiamo tentato varie strade ma nessuna di queste sembrava funzionare. Gli episodi autoconclusivi ci annoiavano davvero a morte, il più delle volte. Non sapevamo bene in che direzione andare finché ci siamo resi conto che gli episodi che sembravano aver funzionato di più alla fine della prima stagione sono stati Colpevole ad ogni costo e Nelle mani dei profeti. Quindi alla fine della stagione ho capito che potevamo fare leva sulla vera forza di questa serie, cioè tutto il complicato antefatto [la spiritualità bajoriana e l'occupazione cardassiana di Bajor - N.d.t.] che era la base di partenza fornita dai creatori della serie, Michael [Piller] e Rick [Berman].


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Tuttavia si trattava di uno stile narrativo che non piaceva a tutti. Behr ricorda che quando tentò di introdurre dei conflitti interpersonali in TNG, nel periodo in cui lavorava a quella serie, il creatore di Star Trek Gene Roddenberry gli rispose con un gesto molto eloquente, mimando di tagliargli la testa.

Volevamo tutti un po' di conflittualità ma lui ci teneva sotto tiro.


Roddenberry ci ha lasciato nel 1991, potendo solo dare la sua benedizione allo sviluppo di DS9 senza mai contribuirvi o porre dei veti; è evidente che questo ha permesso agli autori di DS9 di mostrare i conflitti in una serie di Star Trek come mai prima di allora toccando, in questa chiave, anche argomenti complessi come l'etica di guerra, la fede, l'identità culturale, la sempre labile distinzione tra chi combatte per la libertà e chi fa del terrorismo, con toni sorprendentemente adulti rispetto alle serie precedenti.

Alexander Siddig (che interpreta il Dr. Bashir) pensa che il merito vada tutto ad Ira Behr:

Non credo sia una caso che il crescendo nello stile narrativo di DS9 coincida con l'ascesa di Ira Behr. Penso che il grandissimo Michael Piller avesse un'idea di dove andare a parare narrativamente, ma c'è stato bisogno di unire la sua idea a quella di Ira per far funzionare davvero la cosa. E Rick Berman è stato molto collaborativo. Ogni idea che riteneva valida aveva il suo ok, diceva: "Si, provateci". Rick ci ha permesso di rompere i cliché. E' stato un capo straordinario perché ha autorizzato Michael ed Ira a tentare cose veramente controverse, per l'epoca.


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Ma aver scelto di essere differenti non ha esattamente pagato, in termini di ascolti. DS9 non ha mai eguagliato i numeri di TNG come spettatori, anche se bisogna ricordare che il panorama televisivo è mutato molto fra una serie e l'altra. In ogni caso, lo show non è mai diventato un'icona pop come lo sono ancora oggi le due serie precedenti.

Commenta così René Auberjonois, che nella serie ha interpretato il Conestabile Odo:


La serie ha assunto un po' l'atteggiamento del terzogenito che non vuole piacere a tutti, ma le persone che l'hanno apprezzata l'hanno fatto con passione e adoravano davvero l'approfondimento psicologico dei nostri personaggi. Ogni singolo personaggio in Deep Space Nine ha un qualche problema psicologico da elaborare. E' una serie che è stata sviluppata durante le rivolte a Los Angeles e l'incendio al South Central, durante le questioni politiche fra Bosnia e Jugoslavia. Sembrava che tutto stesse cadendo a pezzi, vivevamo dominati da questa sensazione di cupezza che ha fortemente influenzato lo stile dello show.


Col senno di poi possiamo dire che quella cupezza e ambiguità morale hanno precorso i tempi: il pubblico contemporaneo si aspetta di vedere, nelle serie di oggi, storie con protagonisti complessi, che sbagliano e sono preda di dubbi. Senza andare troppo lontano, basta pensare alla popolarità di antieroi come il Walter White di Breaking Bad o personaggi che si odiano o si amano come Jaime Lannister di Game of Thrones.

Anche l'ultima nata del franchise, Star Trek: Discovery, s'è spinta più lontano dal mood della Serie Originale per abbracciare uno stile più dark, complesso e serializzato. 

Eppure c'è un'attrice molto amata di DS9 che ha rischiato di restare fuori dalla serie; si tratta di Nana Visitor, che ha interpretato il Maggiore Kira. Pare che avesse inizialmente rifiutato la parte su consiglio del suo agente, che le ha detto: "Se accetti ti bruci la carriera. Rifiuta."

Negli anni '90 partecipare ad una serie di fantascienza in onda in syndication non era certo considerato un vanto ma Berman contattò Visitor e le spiegò bene qual era la sua idea per la serie e la storia di Kira, l'ex-membro di un'organizzazione terroristica ora con un grado militare nella società appena liberata dall'occupazione.

Ricorda Nana Visitor:

Alla fine di quella telefonata mi aveva convinto che avrei voluto fare parte di questa storia, ripercussioni sulla mia carriera o meno. Quando ho letto la sceneggiatura ho pensato: "E' un ruolo maschile, non fa per me". Eppure era quello che volevo fare perché odiavo recitare la parte di quella che cerca un marito o diventa isterica per una macchia sul tappeto. E ne ho fatte tante parti così. Ogni volta che avevo la possibilità di accaparrarmi un ruolo, la sfruttavo. E' per questo che ero un'attrice. Ma il Maggiore Kira per un attore è come andare a Disneyland.


Le reazioni dei fan al personaggio, e alla serie nel suo complesso, sono state altalenanti. Fino ad allora i personaggi femminili in Star Trek sono stati tutti dei validi aiuti: un'operatrice alle comunicazioni Uhura, una terapista Troi, un medico Crusher, ma mai nessuna era stata una veterana di guerra con scheletri nell'armadio.


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Continua Visitor:

Alcune persone del mondo di Star Trek dicevano: "Non è così che dovrebbe essere una donna in Star Trek. Non offre un insegnamento positivo". Ma da come la vedo io è una donna molto intraprendente e con qualche zona grigia... molte zone grigie. E' incline a sbagliare ma si migliora e ci prova sempre. E' un tipo di personaggio che oggi è molto comune nelle serie TV.


Serie TV che oggi vengono fruite da un'ampia fetta di pubblico in streaming, il sistema ideale per seguire una dopo l'altra le puntate di show serializzati come Deep Space Nine che, non a caso, su Netflix sta vivendo una seconda giovinezza.

Dice in proposito Auberjonois:

Penso che stia succedendo perché, ora che la serie è in streaming su Netflix, la gente ha la possibilità di seguire più facilmente tutta la storia. Alla gente piace rivedere gli episodi della Serie Classica o delle altre serie ma la nostra è quasi come un romanzo russo. Vedo che c'è una base di pubblico crescente che la sta apprezzando davvero molto. Mentre prima la gente non sapeva bene cosa pensarne, vedendola episodio dopo episodio, ora che si può valutare in blocco sta riscuotendo un successo che non aveva mai avuto prima.


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DS9@25 su Twitter


Le voci dei protagonisti sono rimbalzate anche su Twitter:


Mike Piller ed io abbiamo realizzato la prima serie di Star Trek senza Gene. E' venuta fuori dannatamente bene. Non riesco a credere che siano passati già venticinque anni.

- Rick Berman (@berman_rick) January 4, 2018


E' il 25° anniversario di Deep Space Nine e lo so bene perché sto lavorando al documentario su DS9 da cinque di quegli anni e ancora non abbiamo finito. Storie, canzoni, attori, troupe, fans, clip in HD, e ...  Kerry McCluggage nei panni di Kerry McCluggage. [è stato per dieci anni il presidente della Paramoun Television - N.d.t.

- Ira Steven Behr (@IraStevenBehr) January 3, 2018


25 anni fa oggi, Deep Space 9 esordiva nella TV americana. E' una data e un evento che vale la pena ricordare. Brindo a tutte le persone con cui ho lavorato, a tutte le storie che abbiamo raccontato e a tutti i fan, vecchi e nuovi, che hanno trovato piacere e ispirazione in ciò che abbiamo realizzato. Per me è un onore fare parte di questa leggenda.

- Armin Shimerman (@ShimermanArmin) January 4, 2018


Star Trek: DS9 mi ha cambiato la vita. E' stato un onore e una benedizione poter interpretare Nog. Sarò per sempre grato alle persone che mi hanno offerto questa possibilità, che mi hanno sempre dato storie fantastiche da raccontare, ai miei meravigliosi colleghi e a tutti i fan che seguono la serie.

- Aron Eisenberg (@AronEisenberg) January 3, 2018



La nuova edizione della colonna sonora di DS9


L'etichetta discografica La-La Land Records ha annunciato una nuova edizione della colonna sonora di Star Trek: Deep Space Nine.

Si tratta di un cofanetto contenente 4 CD in edizione limitata (solo 3000 copie) venduto al prezzo di $59.98.

Le vendite partono da oggi, martedì 9 gennaio 2018 e le prime 200 copie saranno firmate dal compositore Dennis McCarthy.


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Sulla pagina Facebook di La-La Land Records è possibile leggere l'annuncio nei dettagli e scorrere la tracklist.

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Non ci resta che augurare a DS9 altri 25 (e più) di questi anni e attendere l'uscita del documentario What We Left Behind per conoscere altri retroscena e approfondimenti sulla serie.


Fonte: Variety, TrekMovie




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