Discovery: canon, Spock e il nuovo look dell'Enterprise nel commento dei produttori al season finale |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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mercoledì 14 febbraio 2018

Discovery: canon, Spock e il nuovo look dell'Enterprise nel commento dei produttori al season finale

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Commentando gli eventi del season finale di Star Trek: Discovery e la sua sorprendente scena conclusiva, produttori esecutivi e showrunner della serie hanno sottolineato con la stampa l'importanza di rinsaldare i legami con la Serie Originale e la mitologia della saga.

Da qui l'esigenza di far apparire la U.S.S. Enterprise NCC-1701 alla fine dell'episodio con tutto ciò che questo comporterà per la nuova stagione, le cui riprese inizieranno ad aprile (come già anticipato in questo articolo e ora confermato ufficialmente dal produttore esecutivo Alex Kurtzman).

TG TREK ha raccolto in un unico articolo le affermazioni più significative di Kurtzman ed Aaron Harberts rilasciate nelle ultime ore a The Hollywood Reporter, IGN, Variety, Inverse, Entertainment Weekly e Rotten Tomatoes su cosa accadrà nella seconda stagione e sul ruolo che giocherà in tutto questo l'Enterprise del Capitano Pike.


L'importanza di chiamarsi Enterprise


Il produttore esecutivo di Discovery, Alex Kurtzman, spiega perché l'arrivo della nave più famosa della fantascienza nell'ultima scena della stagione non sia solo mero fan service:

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Tutta la stagione è stata elaborata partendo dalla fine, che avevamo immaginato così sin dal principio. Quando lavori sulla stagione di una serie TV, man mano che vai avanti arrivi al punto in cui ti rendi conto che devi anche cominciare a pensare alla stagione successiva. Coinvolgere l'Enterprise nella seconda stagione è stato il risultato di molte considerazioni.

Le più ovvie sono che i fan si chiedono sempre in che modo la serie si inserisca nel canon e che tipo di relazione abbia Burnham col suo fratello acquisito Spock. Sono alcune delle domande alle quali cercheremo di dare una risposta ma è sempre stato nelle nostre intenzioni non rispondere a queste domande nella prima stagione.

Alla Comic-Con i fan ci chiedevano sempre perché Spock non abbia mai parlato di Michael Burnham ed io rispondevo: "Fidatevi di noi, sappiamo che è un argomento da affrontare e vi daremo una risposta". Questo non vuol dire necessariamente che mostreremo Spock in carne ed ossa, ma che certe domande troveranno risposta.


Aggiunge lo showrunner Aaron Harberts:

Ci sono molti dubbi su come riconciliare Discovery con il canon, quindi abbiamo deciso di toglierci il dente e raccontare l'incontro del nostro equipaggio con l'Enterprise. Vogliamo che i fan comprendano che Discovery ha davvero il suo posto in questa linea temporale. Incrociare il percorso della serie con l'Enterprise ci permette di collocare chiaramente il pubblico e la nostra nave all'interno della mitologia della saga.


Alla ricerca di Spock... o forse no


Sul perché Kurtzman non si sbilanci a confermare o meno la presenza di Spock nella prossima stagione, Harberts spiega:

Sapete, è un personaggio iconico, già interpretato da due attori formidabili. Bisognerebbe trovare qualcuno all'altezza del ruolo, che fosse anche in grado di contestualizzarlo col tono della nostra serie e - ancora più importante - occorrerebbe che il personaggio fosse narrativamente funzionale al percorso intrapreso da Burnham.

Leonard Nimoy e Zachary Quinto sono stati incredibili nel tirare fuori il meglio dal personaggio. Trovare qualcuno che possa anche solo avvicinarsi a quello che ha fatto Leonard Nimoy... è una strada che non vogliamo proprio percorrere.

Di certo non confermiamo che intendiamo introdurre Spock come personaggio della serie, né tantomeno che stiamo cercando un attore che possa interpretarlo. Puntiamo molto sui ricordi e sui flashback: il centro della nostra serie è sempre Michael Burnham.


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Christopher Pike o James T. Kirk?


Spock o no, questo inatteso crossover fra Discovery e la Serie Classica non si esaurirà nel giro di poche puntate. Dice Kurtzman:

Non daremo immediatamente le risposte a tutte queste domande. Tenete a mente che la serie si chiama pur sempre Discovery, non Enterprise. L'Enterprise giocherà un ruolo importante ma non metterà in ombra la Discovery. Il suo arrivo nella serie servirà a contestualizzarla meglio con quella originale e il resto della continuity, oltre che a spiegare alcune cose come, per esempio, perché mai Spock non abbia mai menzionato il fatto di avere una sorellastra. Sarà compito degli autori cercare di inserire questi elementi nella cornice principale della trama dei prossimi episodi.

E viene da chiedersi chi troveremo a bordo dell'Enterprise. Penso che ci saranno delle sorprese: ci manterremo coerenti con il canon, certo, ma ci saranno sorprese.

Se decideremo di utilizzare i personaggi della Serie Classica dovranno essere fedeli al canon, nel senso che dovremo tener conto di ogni informazione o elemento già citato nella Serie Originale e attenerci ad esso.


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Date le nuove possibilità aperte dall'arrivo dell'Enterprise, è impossibile non domandare al produttore esecutivo un parere sulla recente idea di William Shatner di tornare virtualmente in Star Trek, grazie ad un fedele avatar in CGI che possa riportarlo in scena ringiovanito di cinquant'anni. Kurtzman non disdegna questa ipotesi:

La prendo in considerazione.


USS Enterprise NCC-1701 2.0


Vedere apparire l'Enterprise classe Constitution accanto alla USS Discovery è stato certamente un momento emozionale fortissimo, specialmente per i fan di lunga data. Ma ci sono luci ed ombre dettate dal fatto che la nave non rispecchia fedelmente il suo aspetto originale.

Ecco cosa dice in proposito Alex Kurtzman:

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Posso dirti che dobbiamo rimanere fedeli al tipo di design che caratterizza l'Enterprise; ovviamente non possiamo stravolgerlo. Ma detto questo, la tecnologia e l'aspetto di Discovery sono molto più avanzati rispetto a quelli della Serie Originale, fosse solo per il fatto che sono due serie girate in epoche differenti.

L'obiettivo, nel caso in cui decidessimo di costruire anche i set con gli ambienti interni dell'Enterprise, è quello di interpretarne il design originale in senso conservativo ma è chiaro che, se ricreassimo la plancia della nave esattamente com'era nella Serie Classica, sarebbe un anacronismo visivo gigantesco.


Anche il produttore Aaron Harberts ha affrontato la questione, tentando di placare le ansie dei fan preoccupati dal nuovo look dell'Enterprise:

… stiamo per inserirci nel periodo temporale in cui si svolge la Serie Originale. Più ci pensiamo più diventa evidente che queste due astronavi hanno convissuto negli stessi anni. Per non parlare del fatto che Burnham e Sarek sono collegati e che Sarek è collegato a Spock e che Spock si trova su quell'astronave. Quindi, sapevamo sin dal principio che avremmo coinvolto l'Enterprise nella serie perché il pubblico avrebbe voluto vederla. Cioè, non è che... come dire, anche per noi è una scelta audace, ma ormai siamo lì e dobbiamo raccontare questa parte della storia.

Se c'è una cosa che ho imparato, è che non ho mai visto i fan di Star Trek concordare in maniera compatta su un argomento. Alcuni fan apprezzeranno il nuovo design dell'Enterprise e altri lo odieranno. Spero solo capiscano che tutti coloro coinvolti nel processo creativo e artistico sono a loro volta fan di Star Trek e la loro rabbia non gli impedisca di continuare ad apprezzare la serie. Bisogna accettare di vivere nel presente.


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Ma se vi state chiedendo se per caso, come è accaduto per l'aspetto dei Klingon, anche il cambio di look dell'Enterprise sia "colpa" dell'ideatore originale della serie, Aaron Harberts risponde di no:

Bryan [Fuller] non è stato coinvolto in questa parte della produzione, perché è un'idea che si è sviluppata dopo [il suo passo indietro dalla serie].


Musica per le nostre orecchie


Anche il compositore Jeff Russo (che tornerà a comporre per la serie nella seconda stagione) ha contribuito a collegare Discovery con la Serie Originale eseguendo il tema della Serie Classica a chiusura dell'episodio "Mi prenderai per mano?"

Ho dovuto trovare le partiture originali e usarle come base di partenza per un nuovo arrangiamento.

Non volevo discostarmi troppo dall'originale, solo aggiornarlo un po' per renderlo più in linea col 21° secolo. Per farlo abbiamo deciso di utilizzare un'orchestra molto più grande, con un numero più alto di archi e ottoni rispetto a quelli utilizzati all'epoca. E penso che così quella versione abbia ottenuto una sonorità più moderna.

Sembrava la cosa più giusta da fare. E' l'Enterprise quella che appare sullo schermo, quindi dovevo suonare il suo tema musicale.


La storica sigla ha preso vita grazie ad un'orchestra composta da 74 elementi (quella che la registrò nel 1965 ne contava solo 29). La voce è del soprano Ayana Haviv che aveva già registrato per Russo un'aria dall'opera Kasseeliana ascoltata in sottofondo negli episodi 1x12 e 1x13. In quell'occasione, giusto per curiosità, Russo chiese alla cantante di eseguire la voce solista del tema musicale TOS e registrò l'esibizione col suo smartphone. Inviatala al produttore Alex Kurtzman, ne fu talmente entusiasta da chiedere a Russo di registrare il pezzo in modo professionale proprio per utilizzarlo come chiusura della prima stagione di Discovery.


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Continua Russo:

Dirigere così in larga scala il tema musicale di una delle mie serie preferite d'infanzia è stato un sogno che si avvera. L'esperienza più entusiasmante di tutta la mia carriera, come direttore d'orchestra.


Aggiunge Kurtzman:

Volevamo che risultasse epico: che abbiate o no dei ricordi legati a quel tema musicale, è un contributo emozionale molto forte alla narrazione. In un certo senso, fa parte della scrittura di questo episodio.


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Fonte: TrekCore, TrekMovie, TrekToday, TrekMovie, TrekCore




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