[INTERVISTA] I titoli di testa di Star Trek: Discovery spiegati dai creatori Ana Criado e Kyle Cooper |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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giovedì 1 febbraio 2018

[INTERVISTA] I titoli di testa di Star Trek: Discovery spiegati dai creatori Ana Criado e Kyle Cooper

Discovery, DSC, TG TREK Star Trek News Novità Notizie

I titoli di testa di Star Trek: Discovery, con il loro particolare approccio stilistico, rappresentano una grande novità rispetto a quelli delle cinque serie precedenti.

Il blog Art of the Title ha svelato molti dettagli sulla realizzazione di questa sequenza intervistando Ana Criado e Kyle Cooper, rispettivamente designer e produttore della Prologue, l'agenzia che ha realizzato visivamente la sigla di Discovery.





Criado conosceva già Star Trek di fama ma non aveva mai visto per intero un episodio della serie. La sigla di Discovery è stata per lei la prima vera opportunità di esplorare l'ultima frontiera:

Sin dalla mia infanzia sono sempre stata molto affascinata dall'estetica di Star Trek, in particolare dalla tecnologia mostrata nello show. Quando siamo stati assegnati a questo progetto, ho finalmente colto l'opportunità di investigare e capire meglio il modo in cui è stata realizzata tutta la tecnologia che vediamo nella Serie Originale e anche dopo.


Il co-fondatore di Prologue e direttore creativo Kyle Cooper è invece cresciuto guardando la Serie Classica e Star Trek: The Next Generation:

Entrambe hanno lasciato il segno su di me in modi diversi, ma di più la prima. Mi faceva impazzire quel discorso all'inizio di ogni episodio della Serie Classica, dove si dichiara la natura della missione della nave: "Andare coraggiosamente la dove nessun uomo è mai giunto prima..."

Non dovevi preoccuparti della continuity e non era un problema se avevi perso un episodio: chiunque poteva guardare in qualsiasi momento una puntata qualsiasi di Star Trek e avere già tutti gli elementi che gli servivano per capirla solo a partire da quella semplice sequenza.


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Anche il designer e studioso di storia Kurt Mattila ha contribuito al look complessivo della sigla di Discovery accodandosi al resto della squadra come guru di Star Trek:

In sostanza il mio ruolo era quello di rispondere alla domanda: "Come facciamo a prendere questa grande idea e a renderla coerente con Star Trek?" Ero una specie di Sarek, l'ambasciatore che si faceva carico di questo genere di problematiche.


Anche i produttori e gli autori di Star Trek: Discovery hanno preso parte alle varie discussioni su come realizzare i titoli di testa e anche loro volevano che la nuova sequenza avesse una sua forte originalità rispetto al passato.

Criado racconta che da queste discussioni vennero fuori dei parametri molto precisi da sviluppare:

Volevano che avesse un aspetto in qualche modo vintage ma anche molto diverso da quello delle sequenze iniziali delle serie precedenti.


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Criado e Mattila sostengono che i produttori sono stati molto collaborativi e volevano che i titoli mostrassero elementi che mettessero molto in evidenza le radici con la saga di Star Trek. Questo però ha portato anche a delle false partenze, come l'idea (poi scarta) che prevedeva di mostrare ripetutamente l'effetto di teletrasporto nei titoli. Dice Mattila:

Siamo venuti fuori con una cosa che era una specie di ode al teletrasporto, con queste scene e personaggi che venivano teletrasportati da una parte all'altra della camera e facevano da sfondo alla sequenza vera e propria.

Da questo concetto non sviluppato è nato però quello che ha ispirato la sequenza definitiva, come dice Criado: 

L'idea era quella di mostrare un secondo Rinascimento dell'umanità ed il modo in cui la USS Discovery ed il suo equipaggio sono entrati a far parte di questa avventura.

Così abbiamo deciso di tornare al tavolo da disegno. Letteralmente.


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La squadra si è allora concentrata sullo sviluppo tecnologico mostrato nell'universo di Star Trek, visto attraverso gli schemi tecnici dei vari dispositivi per raccontarne l'evoluzione dalla teoria alla pratica. Questo approccio si rilevò perfetto per conciliare insieme il tema del secondo Rinascimento a quello della mitologia della saga. 

Continua Criado:

Abbiamo capito di aver trovato una chiave potente per sviluppare la nostra idea; così ci abbiamo messo tutto il nostro impegno e le nostre risorse per realizzarla. Il problema era: come si fa a trasformare un disegno schematico bidimensionale in una complessa astronave? E lo stesso vale per gli schemi del phaser, del comunicatore etc.


La poca familiarità di Criado con certi dettagli della mitologia della saga ha comunque prodotto effetti positivi, ispirando la squadra ad inserire nella sequenza elementi molto particolari come i cristalli di dilitio dai quali emerge la Discovery. Spiega Mattila:

Si vedono gli schemi dell'astronave e dei cristalli che fluttuano sullo schermo. Quelli sono cristalli di dilitio, l'elemento fondamentale per far funzionare il motore a curvatura. Ana Criado non sapeva che i cristalli dovessero andare all'interno dell'astronave quindi li ha mostrati all'esterno, come un campo di cristalli fluttuante e tutti noi abbiamo detto: "Wow, è bellissimo!"


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Mattila spiega anche perché non sentiamo un monologo introduttivo nella sigla di questa serie, considerando che la protagonista è Michael Burnham (che non è il capitano) e l'ufficiale al comando è il sinistro Gabriel Lorca, che ora sappiamo non appartenere davvero all'universo di Star Trek:

La serie non parla del capitano: sin dal primo momento la prospettiva è quella dal primo ufficiale Michael Burnham e, leggendo le sceneggiature, ti rendi subito conto che: "Wow, questo capitano non può dire una cosa del genere!", viene fuori che è uno str***o e non merita di recitare il monologo con la descrizione della missione.


Ovviamente la sigla trae una forte ispirazione anche dalla storia del mondo reale, grazie alle suggestioni degli schizzi di Leonardo da Vinci e di Michelangelo, e vuole sottolineare come anche il personaggio di Micheal Burnham sia in divenire, esattamente come la tecnologia in via di sviluppo che vediamo nella sequenza. Spiega Criado:

Volevamo mostrare graficamente il processo di apprendimento di Michael Burnham ed introdurre così lo spettatore in questo contesto così complicato adottando lo stesso metodo... a poco a poco.


Mattila suggerisce anche un altro collegamento fra le immagini della sigla ed il personaggio di Michael Burnham:

Burnham è una studentessa molto preparata della storia della Flotta Stellare, quindi è coerente col personaggio il fatto che abbia con sé tutti questi schemi tecnici e che li studi... la serie racconta della sua carriera e della sua ascesa nella Flotta Stellare.


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Per saperne di più, vi consiglio di visitare il blog Art of the Title



Fonte: TrekCore




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