[INTERVISTA] Sonequa Martin-Green: "Ringrazio i fan che ci hanno fatto entrare nel loro cuore" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 16 febbraio 2018

[INTERVISTA] Sonequa Martin-Green: "Ringrazio i fan che ci hanno fatto entrare nel loro cuore"

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Michael Burnham ha sperimentato di tutto durante la prima stagione di Star Trek: Discovery: è stata un'ammutinata, una reietta, un'amante, un'amica, una combattente, la vittima di un inganno, una mentore, una rubacuori, un'idealista, una figlia, una persona in cerca di redenzione e un'oratrice perfetta quando si tratta di difendere i princìpi della Flotta Stellare.

Sonequa Martin-Green, con i suoi sguardi espressivi e la sua voce ora dura, ora rassicurante, ha dato vita al personaggio episodio dopo episodio donando un'anima e una solida protagonista alla serie.

Il sito ufficiale StarTrek.Com ha raggiunto l'attrice subito dopo la sua partecipazione al talk show After Trek, dove ha commentato l'ultimo episodio della prima stagione, per parlare insieme a lei del suo personaggio e della sua esperienza sul set.


Considerando il modo in cui si è sviluppata la prima stagione di Discovery, le sue aspettative si sono rivelate diverse dalla realtà?

Sicuramente ho avuto moltissimi scambi di idee con Aaron [Harberts] e Gretchen [J. Berg] sulla storia in generale e, per sommi capi, conoscevo già quali sarebbero stati i maggiori colpi di scena, dall'inizio alla fine. Ma devo dire che avrei voluto saperne ancora di più di quanto non faccia di solito come attrice. Dato che parliamo di un universo molto complesso in cui ci sono varie ideologie che si scontrano con Michael Burnham, sentivo il bisogno di saperne il più possibile. Quindi ho apprezzato davvero molto il lavoro di Aaron e Gretchen, perché sin dal principio hanno sviluppato un ambiente molto familiare in cui si può discutere insieme di tutto, anche della complessità della storia.


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Cosa è venuto fuori per il suo personaggio, da quegli scambi di idee con i produttori?

Siamo stati tutti indirizzati sin dall'inizio verso una direzione univoca. Sapevo che per qualunque dubbio o chiarimento su Burnham avrei trovato la porta aperta per discuterne liberamente. Ma nonostante questo, non sapevo ancora che grado di approfondimento avrebbero raggiunto, fin nei dettagli. Quindi è stata anche una sorpresa per me ed una sfida, in senso positivo.


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Secondo lei qual è l'episodio della prima stagione di Discovery che ha funzionato meglio, nel suo insieme?

Be' vediamo, quale episodio ha messo in mostra al meglio tutti gli elementi della serie? Sai, è difficile rispondere perché è una risposta che si può dare in termini di storia più in generale, non di singolo episodio; perciò potrei citarti il finale, per come giungono al culmine tutti gli elementi sviluppati in precedenza. Quello è un episodio che davvero lega tutte cose insieme, in termini narrativi. Vediamo la fine della guerra e vediamo i personaggi raggiungere gli obiettivi che si erano prefissati in tutto questo tempo, con la cerimonia di premiazione, Burnham che viene graziata e reintegrata nella Flotta Stellare e anche un riconoscimento postumo per il Dr. Culber. Ma potrei dirti che funziona molto bene anche Un saluto vulcaniano perché è l'inizio della storia e si comincia sulla Shenzhou piuttosto che sulla Discovery. Ma anche Il contesto è per i Re è il migliore, proprio perché vediamo la Discovery per la prima volta o Toglie di senno finanche i più saggi, che è fortissimo, un omaggio al passato. Quindi la mia risposta è che hanno funzionato tutti gli episodi! [ride]


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Ha interpretato una bellissima scena d'addio fra Burnham e Tyler con Shazad Latif; anzi, avete interpretato molte scene insieme che conducono all'addio finale. E' stato difficile interpretarle? Ne è soddisfatta? Che conseguenze avrà questo addio per Michael nella prossima stagione?

Shazad ed io siamo stati molto riconoscenti per quel momento insieme nell'episodio 15, dove abbiamo potuto dirci addio in un modo così pacifico e romantico. Volevamo anche ribadire il nostro amore l'uno per l'altra, accettare le difficoltà incontrate in questo viaggio e concordare entrambi sul fatto che la cosa migliore fosse guardare avanti. Io lo avevo già deciso nell'episodio precedente che sarebbe stato meglio separarsi, in modo da lasciargli la libertà per comprendere meglio chi fosse diventato. Anche lui alla fine lo ha capito.

Adoro la mia battuta, quando gli dico: "Io ora ti vedo, Ash. Nei tuoi occhi." E' stato un momento di rispetto, di gratificazione e comprensione. E' stato come dire: "Ti capisco, capisco cosa stai facendo. Capisco che sei cambiato e che sei maturato in una nuova persona, che vuoi cercare di comprendere." Quindi abbiamo apprezzato davvero quel momento insieme. Shazad ed io abbiamo amato sul serio ogni scena che ci ha portati fino a li e ci ha permesso di ribaltare un po' i classici ruoli uomo-donna. E' stato molto emozionante per entrambi.

Ho apprezzato moltissimo anche come sono state scritte quelle scene, come sono state dirette. Come ho detto, quell'addio è stato costruito ad arte sin dall'inizio, infatti mi sono piaciute molto anche le scene dell'episodio Nella foresta mi addentro e Vostro malgrado. Pensiamo che gli autori abbiano voluto dedicare davvero molto spazio a queste due persone e alla loro storia d'amore. E' stata complicata, piena di luci ed ombre sotto molti aspetti, ma anche piena di gentilezza e, non so, dolcezza e amore che ha spinto questi personaggi a maturare. Perciò, Shazad ed io siamo veramente molto grati agli autori per quello che ci hanno permesso di realizzare insieme.


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Quando è stata intervistata l'anno scorso alla convention di San Diego, ha detto di essere emozionata dal dover interpretare un personaggio che ha anche un forte valore come modello da imitare, specialmente per le giovani donne di colore. Che tipo di reazione ha raccolto dalla gente, in questo senso?

Mi vuoi fare commuovere? Finisci sempre per farmi piangere. La risposta è stata incredibilmente positiva. Per me è stata proprio una molla quella di riuscire a far immedesimare tutte le donne e le ragazze di colore in questa storia ed in questo personaggio. Ma la cosa non si limita alle ragazze, ha un effetto anche sui ragazzi: serve a mostrare ai nostri giovani la potenza di questo contesto eroico, votato al sacrificio e utopico nel quale raccontiamo la nostra storia. Significa tutto. E vedere che nel contesto della serie non esiste più il razzismo come lo conosciamo oggi, che esiste una società egualitaria che abbraccia l'universo, è meraviglioso. Si, è vero, ci vedete combattere contro i Klingon, vedete la Federazione e l'Impero Klingon ai ferri corti per difendere due sistemi di valori differenti, ma vedete anche che alla fine trionfa la pace. Credo che ci sia bisogno di immedesimarsi in un eroe che ci somigli per riuscire a tirare fuori quell'eroe da noi stessi; ne sono sicura. Quindi significa molto, per me, che la gente ci veda essere qui e ci veda proporre delle soluzioni. Dobbiamo essere noi la soluzione e vi mostriamo un modo per metterla in pratica.


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Alcune persone hanno criticato la scelta di presentare Georgiou e Burnham, due donne di colore, al timone della serie per poi uccidere Georgiou e vedere Burnham degradata e condannata all'ergastolo per ammutinamento. La critica è stata: "Avete introdotto due protagoniste di colore per poi trattarle male." Anthony Rapp ha difeso questa scelta sottolineando che è molto raro vedere una persona di colore che, come Burnham, riesce a risollevarsi e ad essere redenta…

E' vero, perché abbiamo questi personaggi molto forti che è stato scelto di mostrare nella loro vulnerabilità, che è una cosa che non vediamo spesso. In più, sono coinvolte in questioni morali e commettono errori che mettono in dubbio la loro integrità. Mostrare qualcuno cadere così in basso è una scelta coraggiosa e rischiosa perciò ringrazio il pubblico che ci segue, perché in questo caso c'è bisogno di una sospensione della incredulità maggiore.


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Perché il personaggio è ancora un work in progress?

Esatto, proprio così. Ed ogni personaggio della serie lo è, in un certo senso. Ma vedere qualcuno risalire dopo aver toccato il fondo, anzi "scalare" come dico nell'episodio 14, è qualcosa con cui ci si può identificare, è qualcosa che tutti abbiamo bisogno di vedere. C'è bisogno di vedere questo processo e di mostrare i progressi.


Discovery ha sollevato molti dubbi nella base dei fan. Finita la prima stagione e con la seconda che si comincerà a filmare fra poco, pensa che la serie sia riuscita a dissipare questi dubbi?

Anche prima del finale, anche quando andavano in streaming gli episodi della prima metà della stagione, la gente diceva: "Non lo so", "Rimango scettico", "Non mi fa stare tranquillo" o ancora "Le ho dato una possibilità e ora mi ha convinto: mi piace quello che fanno e ci voleva una nuova serie di Star Trek fatta così." Per noi significa tutto. Significa tutto vedere che c'è tanta gente che ci ha dato una possibilità e ha tentato di fare entrare Discovery nel suo cuore, persone che hanno sempre amato Star Trek o altre che non l'hanno mai visto prima e tutte quelle che all'inizio non erano convinte. E' incredibile, ne siamo tutti grati e non prendiamo questa cosa alla leggera.


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Fonte: StarTrek.Com




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