[INTERVISTA] Leonard Nimoy era riluttante all'idea di interpretare un alieno con le orecchie a punta |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 2 marzo 2018

[INTERVISTA] Leonard Nimoy era riluttante all'idea di interpretare un alieno con le orecchie a punta

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Questa settimana cade il terzo anniversario dalla scomparsa di Leonard Nimoy.

Celebriamo la persona che ha trasformato il personaggio di Spock in qualcosa di leggendario con una rara intervista del 1976 pubblicata dall' Hollywood Reporter. Si tratta di un prezioso documento audio prodotto lo stesso anno in cui Nimoy usciva in libreria col suo controverso libro di memorie intitolato I Am Not Spock, e qualche anno prima che l'attore decidesse di tornare nei panni del Vulcaniano per il film Star Trek: The Motion Picture.



La persuasione di Gene Roddenberry


Nell'intervista Nimoy sostiene che all'inizio non fosse affatto interessato al ruolo di Spock ed è stato merito del creatore di Star Trek, Gene Roddenberry, se alla fine ha cambiato idea:

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Quando Gene Roddenberry mi ha presentato il personaggio la prima volta, mi disse che veniva da un altro pianeta e avrebbe avuto le orecchie a punta. Io tenevo seriamente alla mia carriera da attore e la descrizione mi fece pensare: "Cavolo, che buffonata." Non ero sicuro di volerlo fare, perché avevo una buona reputazione come attore in ruoli seri.

Molte conversazioni avute con Gene ci hanno poi portato a fare considerazioni molto interessanti e significative sulla vita del personaggio. Chi era, cosa rappresentava... e sono stati questi aspetti a convincermi ad accettare la parte. Poi, per essere onesto, si trattava del primo lavoro stabile come attore che mi fosse mai stato offerto fino a quel momento. Non avevo mai avuto un ingaggio più lungo di due settimane in 15 anni di carriera.


Il problema delle orecchie


Buona parte dell'intervista tratta lo sviluppo estetico di Spock. L'attore svela che originariamente Spock avrebbe dovuto avere la pelle rossastra ma, sulle vecchie TV in bianco e nero - ancora largamente diffuse all'epoca - il suo volto appariva troppo scuro. Così si decise di adottare un fondotinta giallo-verde più leggero. Il vero problema si rivelarono però le orecchie a punta:

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Nelle prime fasi delle prove trucco abbiamo avuto seri problemi con le orecchie a punta, prima di girare il primo episodio pilota. I truccatori non erano adatti e cominciarono a sperimentare con le orecchie a punta proprio su di me. I risultati erano grotteschi e ridicoli, semplicemente orribili. Mi sono sottoposto a tre o quattro prove trucco così, mentre si avvicinava il giorno di inizio delle riprese e... quando inizi a girare è finita, quel che è fatto è fatto.

Più si avvicinava quel giorno più mi preoccupava l'aspetto del personaggio. Ne parlai con Gene e gli dissi: "Non funziona, dovremmo prendere in seria considerazione la possibilità di non dare al personaggio le orecchie a punta." Il taglio di capelli c'era, così come la forma delle sopracciglia ed il colore della pelle ma non si riuscivano ad avere un paio di orecchie a punta decenti. Finalmente intervenne Fred Phillips, che poi è diventato il truccatore capo della serie, che identificò subito il problema: lo studio di produzione aveva siglato un accordo con un'agenzia di truccatori incaricata di occuparsi delle orecchie a punta e, nonostante i risultati scadenti, non voleva cercarne un'altra perché avrebbe voluto dire spendere più soldi. Phillips ha insistito dicendo che era indispensabile cambiare agenzia e ha forzato le cose. In questo modo siamo riusciti ad ottenere un buon paio di orecchie a punta e risolvere il problema.



Tre stagioni possono bastare


Un altro argomento interessante toccato da Nimoy nell'intervista riguarda la terza stagione della Serie Classica, da lui (e da molti fan) ritenuta la più deludente. L'attore spiega che se la serie fosse stata rinnovata per un quarto anno, avrebbe accettato di continuare a farla solo con un deciso cambio di passo dietro le quinte:

Quello della terza stagione dello show non è stato un anno felice. Arrivò un nuovo produttore [Fred Freiberger - N.d.t.] che, con tutto il rispetto, non aveva capito davvero nulla di cosa dovesse essere Star Trek e di quali fossero i suoi veri elementi di forza. Le sceneggiature che ci proponeva e che girammo non erano delle migliori, in tutti i sensi. Certo, c'è anche nella terza stagione qualche buon episodio ma ci sono stati anche gli episodi peggiori di tutta la serie. La mia sensazione, alla fine del terzo anno, era che se avessero deciso di continuare a produrre la serie avrei voluto vedere un cambiamento significativo che ci riportasse laddove dovevamo essere, nel campo della fantascienza di qualità con buone idee e buone sceneggiature. Questo non avvenne nella terza stagione ed io non fui in grado di far sentire la mia voce; cosa abbastanza frustrante. A quelle condizioni, onestamente non ero ansioso che la serie venisse rinnovata, quindi forse è stato un bene che la cosa sia finita lì e sia andata com'è andata. Avevo sentito Bill Shatner dichiarare: "Forse Star Trek doveva durare solo tre anni e basta."


La critica nei confronti della terza stagione continua, quando Nimoy accusa gli autori di essere diventati ripetitivi e vuoti:

Succede, quando gli autori cominciano ad annoiarsi e insieme ai produttori non sanno più essere creativi, che la tendenza è quella di appiattirsi su quello che è già stato fatto, riutilizzando fino alla noia gli elementi che funzionano piuttosto che cercare di farsi venire nuove idee creative. E' per questo motivo che hanno cominciato a farmi ripetere all'infinito la battuta: "Logico." Continuavo a dire "logico" e "affascinante" e ad alzare un sopracciglio. Tutto quel genere di cose. Oppure facevano dire a McCoy cose come: "Tu, elfo verde con le orecchie a punta" ancora e ancora. E il Capitano Kirk diceva: "Signori, non ammetto battibecchi del genere fra il mio equipaggio." E Jimmy Doohan ripeteva: "Capitano, la nave non può sopportare curvatura otto." Insomma, è diventato ripetitivo perché sapevano di andare sul sicuro.


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Un nuovo Spock? Perché no, ma improbabile


Nimoy ha anche parlato della possibilità che un altro attore potesse mettersi nei panni di Spock, nel caso di una sua indisponibilità a tornare nella parte:

Sarebbe interessante. Se mi darebbe fastidio? No, no, non penso; anche perché sono piuttosto sicuro che non succederà. Dubito fortemente che lo studio di produzione abbia intenzione di creare un nuovo Star Trek con un nuovo attore nei panni di Spock. Penso che, a quel punto, sarebbe molto più furbo creare un nuovo personaggio con un nuovo attore, per sostituire Spock nel caso in cui non raggiungessimo un accordo e non volessero me come Spock o Spock come personaggio.


A metà degli anni '70 erano già stati fatti dalla Paramount alcuni tentativi a intermittenza di riesumare Star Trek, sul piccolo o sul grande schermo. La previsione di Nimoy su un sostituto di Spock si rivelò esatta quando, nel 1977, un anno dopo questa intervista, Paramount decise di creare il Vulcaniano Xon (interpretato da David Gautreaux) per la mai nata serie TV Star Trek: Phase II alla quale Nimoy non volle prendere parte. Nimoy tornò comunque ad interpretare Spock quando Phase II, come risposta della Paramount al grande successo cinematografico del primo film di Guerre Stellari, venne trasformato nel film Star Trek: The Motion Picture.


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E' interessante notare come, trent'anni dopo, Leonard Nimoy abbia cambiato idea sul dare a Spock un nuovo interprete, accogliendo calorosamente Zachary Quinto come suo erede nei film di J.J. Abrams.



Fonte: TrekMovie




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