[INTERVISTA] Tim Russ: "Sono felice di essere stato scartato per il ruolo di La Forge in TNG" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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domenica 18 marzo 2018

[INTERVISTA] Tim Russ: "Sono felice di essere stato scartato per il ruolo di La Forge in TNG"

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Dopo sette anni trascorsi nel Quadrante Delta nei panni di Tuvok di Star Trek: Voyager (ormai, quasi vent'anni fa), Tim Russ si è tenuto impegnato sia come attore sia come regista.

Il blog TrekMovie lo ha intervistato per parlare di Voyager e per conoscere la sua opinione sulle linee guida di CBS in merito ai fan film, considerando il suo coinvolgimento in Renegades.


L’esperienza appagante in Star Trek Voyager



L'inizio della sua avventura con Star Trek risale al 1987, quando si è presentato al provino per interpretare Geordi La Forge in Star Trek: The Next Generation. Cosa ricorda di quel provino?

Andai un paio di volte ai provini per quel ruolo, dopodiché ne ho fatto uno per la parte del dottore in Deep Space Nine e alla fine provai con Voyager. All'epoca non sapevo che LeVar Burton fosse in corsa per il ruolo di La Forge. Avrebbero potuto offrirgli il ruolo anche senza provinarlo, perché era l'unico attore di quel cast già con una certa fama ed è uno dei motivi per cui l'hanno scelto.


Però è riuscito a farsi scritturare in altri ruoli in Star Trek, prima di Voyager. E' apparso come attore ospite sia in TNG che in DS9, nonché nel film Generazioni. Quando ha girato quel film, sapeva già di essere stato preso in considerazione per un ruolo fisso in Voyager?

No. All'epoca il produttore [Rick Berman] mi disse soltanto che stavano sviluppando una nuova serie chiamata Voyager e che non avevano ancora delineato tutti i personaggi. Però se fosse venuto fuori un ruolo giusto per me, gli sarebbe piaciuto molto farmi un provino.

Quindi si, ho fatto molti provini per tutte quelle serie nel corso di uno-due anni, a intermittenza, e qualche parte l'ho ottenuta. Questo mi ha permesso di entrare nel giro prima di Voyager e nel mio caso è stato certamente un vantaggio.


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Ripensandoci, si è mai chiesto come se la sarebbe cavata nei panni di Geordi o si ritiene più soddisfatto come Tuvok?

Si, sono molto più felice di aver ottenuto la parte di Tuvok perché è un personaggio in qualche modo più strutturato e semplice, dal punto di vista dei dialoghi [ride]. Sono contento di non aver dovuto pronunciare tutte quelle battute piene di tecnociance ingegneristiche. Non penso che mi sarebbero venute fuori bene o che mi sarebbe piaciuto recitarle. Non è il tipo di battute che mi attirano. Quindi, per me va bene che le cose siano andate come sono andate.


Si sente soddisfatto dal lavoro che hanno svolto gli autori su Tuvok in sette anni di Voyager?

Si, penso abbiano fatto davvero un buon lavoro. Hanno esplorato vari scenari e penso lo abbiano fatto bene. Il personaggio è un padre, ha una moglie, dei figli e abbiamo esplorato anche quell'aspetto, nel delinearlo meglio. Ero molto soddisfatto anche perché abbiamo dovuto inventare qualcosa lungo il cammino, non essendoci precedenti. Mi sono divertito molto ed è stato bello.


Per esempio, quale elemento è stato esplorato?

Be', non c'era ancora una conoscenza del Pon Farr così approfondita e molti elementi li abbiamo aggiunti noi, estrapolandoli da ciò che si sapeva già.


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In altre interviste, alcuni suoi colleghi come Robert Picardo hanno detto di aver suggerito delle idee agli autori su come sviluppare i propri personaggi. Lo ha fatto anche lei?

No, non molto. Posso aver messo qualche pulce nell'orecchio all'inizio delle stagioni, qua e là, con delle ipotesi sulla direzione da far prendere al personaggio - e qualcosa di questi suggerimenti è effettivamente finito in qualche episodio - ma mi fidavo completamente degli autori e delle loro idee.


Dato che ora è anche lei un autore, ripensando a Voyager come lo vede nel panorama delle serie TV anni '90? Pensa che abbia funzionato?

Nasceva su un'ottima premessa che apriva le porte a sette anni di buone storie da raccontare. Potevamo fare tutto quello che ci veniva in mente. Non eravamo legati a personaggi, ambientazioni e circostanze precedentemente stabilite e questo rendeva lo show molto simile alla Serie Originale. Continuavamo a spingerci avanti nell'esplorazione, anche se lo scopo ultimo era tornare a casa.


Lei ha iniziato a fare il regista proprio grazie a Voyager, vero?

E' stata una grande opportunità offerta dai produttori. Ci hanno permesso di fare praticantato durante la serie e ci hanno insegnato cosa significa girare un episodio. E' stato fantastico poter contare su questa possibilità, non lo dirò mai abbastanza. Non è qualcosa che capita spesso nella produzione di una serie TV, anche se oggigiorno è più frequente. Ho saggiato il terreno con un solo episodio [Testimone oculare - N.d.t.], che adoro e penso abbia una buona storia e sia venuto fuori molto, molto bene. Posso solo dire di essere stato molto fortunato a poterlo fare.


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La sua esperienza in Star Trek è stata messa anche al servizio di alcuni fan film, come Star Trek: Renegades che poi è stato de-Trekkizzato semplicemente in Renegades a causa delle nuove linee guida di CBS per impedire un uso improprio della sua proprietà intellettuale. Pensa che CBS abbia adottato un atteggiamento troppo restrittivo, in tal senso?

Ma guarda, tecnicamente non puoi negare di fare soldi e di pagare le persone per un lavoro professionale legato a qualcosa che appartiene a qualcun altro. Perciò, non si può fare. Sapevo sin dal primo giorno che questa situazione non sarebbe durata. Devi avere necessariamente la licenza ed il permesso per fare queste cose. Anche se non metti in vendita il risultato del tuo lavoro (che sarebbe una violazione evidente del copyright), devi pagare le persone coinvolte nel progetto e chiedi soldi per loro e per te stesso. Come ho detto in altre occasioni, se i fan decidono spontaneamente di donare e di donare tanto, è perché hanno familiarità con la serie e questo succede perché la serie è trasmessa da qualcun altro. Quindi, hanno tutto il diritto di tutelarsi e così hanno fatto.


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Tim Russ di nuovo nello spazio


L'attore ha partecipato recentemente alla serie Personal Space che racconta la vita di un gruppo di astronauti a bordo di una nave generazionale, ripresi a loro insaputa in una sorta di reality show trasmesso sulla Terra durante le loro sedute di psicoterapia. Fra gli attori troviamo oltre allo stesso Russ (che appare in 2 episodi), Nicki Clyne (Battlestar Galactica), lo scomparso Richard Hatch (Battlestar Galactica), Kurt Yaeger (Sons of Anarchy), e Cliff Simon (Stargate: SG-1).


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La prima stagione è composta da 28 corti di 5 minuti. Russ interpreta l'ingegnere Jeff Lipschitz, il migliore amico del Capitano al momento in sonno criogenico. Lo show è fruibile tramite Amazon (ma non dall'Italia, a quanto pare). Maggiori dettagli sul sito ufficiale personalspace.tv.

Inoltre sta curando un nuovo progetto intitolato Mythe - un thriller fantascientifico ambientato in epoca contemporanea - che vedrà fra i suoi protagonisti anche Marina Sirtis (Deanna Troi - TNG) ed Ethan Phillips (Neelix - VOY).


Fonte: TrekMovie




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