Jonathan Frakes tornerà a dirigere Star Trek: Discovery anche nella seconda stagione |   TG Trek  

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martedì 27 marzo 2018

Jonathan Frakes tornerà a dirigere Star Trek: Discovery anche nella seconda stagione


Ospite della Lexington Comic & Toy Convention, il regista e celebre attore di Star Trek: The Next Generation Jonathan Frakes ha lanciato una news interessante su Star Trek: Discovery.

Frakes ha inoltre rivelato cosa gli ha detto J.J. Abrams a proposito dell'idea di Quentin Tarantino per il nuovo film di Star Trek, ha espresso le sue opinioni su The Orville e - parlando di serie Trek - ha spiegato perché preferisce Deep Space Nine a Voyager ed Enterprise.


Ancora Discovery


Come certamente ricorderete, Jonathan Frakes ha diretto l'episodio 1x10 di Star Trek: Discovery e tornerà a dirigere la serie anche nella seconda stagione. "Si, tornerò a farlo" ha detto, aggiungendo:

Ho appena letto la prima sceneggiatura scritta per la seconda stagione e la bozza della successiva, che è in lavorazione proprio adesso.


Frakes ha partecipato a questa convention attorno alla metà di marzo, quindi sicuramente la bozza di sceneggiatura alla quale allude sarà adesso in una fase più avanzata ed è forse il caso di sottolineare che, se dirigerà nuovamente un episodio di Discovery e ha letto la prima sceneggiatura della nuova stagione... ne consegue che potrebbe essere proprio l'episodio iniziale della stagione due a vederlo nuovamente dietro la macchina da presa!

Il regista ha anche espresso apprezzamento per come si è conclusa la prima stagione della serie, con l'arrivo dell'Enterprise:

Un gran bel cliffhanger, non trovate anche voi?




Quentin Tarantino per un film di Star Trek? Si, ma anche no


Argomento di discussione sempre molto vivace fra i fan in questo periodo è quello che riguarda Quentin Tarantino e l'idea che ha proposto a Paramount per il prossimo film della saga.

Frakes, che ha diretto due film di Star Trek, mostra un misto di interesse e scetticismo sull'effettiva possibilità che il progetto possa concretizzarsi e ha raccontato al pubblico cosa gli ha detto J.J. Abrams a questo proposito:

Questa prospettiva mi affascina ma non sono del tutto convinto che si concretizzerà e non sono sicuro che il linguaggio di Quentin e ciò per cui è famoso rientri nell'ambito di ciò per cui è famoso Star Trek. Comunque sono un inguaribile ottimista, perciò ho inviato un messaggio di testo a J.J. [Abrams] – un amico che ho molto caro, a livello personale – e di cui sono ovviamente un fan. So che alcune persone non la pensano come me, ma penso che sia un narratore fenomenale e abbia fatto un gran bel lavoro, specialmente col primo dei suoi film di Star Trek.

Gli ho scritto: "Be', che succede? Com'è questa storia?". Gli ho chiesto se tutte queste voci sono vere e finora lo sono, perché hanno messo un gruppo di autori al lavoro. J.J. mi ha detto: "Quentin dice che sarà pazzesco." E' la cosa più vicina ad una risposta che sono riuscito ad ottenere ed è un po' quello che tutti immaginavamo comunque.

Ho la sensazione che potrebbe riuscire a sorprenderci e portarci in questo mondo vietato ai minori o comunque più adulto, in cui Star Trek già si trova in un certo senso. E penso che potrebbe rivelarsi incredibilmente creativo. Ho notato che Patrick Stewart è stato molto intelligente ad offrire subito la sua disponibilità, non appena ha sentito nominare Tarantino. In sostanza sono anch'io molto curioso, esattamente come voi. Non so se si farà davvero e verrà pubblicato, ma so che c'è un gruppo di autori al lavoro su una storia e che J.J. e Quentin sono d'accordo nel portarla avanti, quindi vedremo come andrà a finire.


The Orville riempie il vuoto lasciato da TNG


Jonathan Frakes può vantare di essere l'unico regista, finora, ad aver lavorato tanto in Star Trek: Discovery quanto nella serie di Seth MacFarlane The Orville. Frakes descrive MacFarlane come "un vero geek Trekkie" che è riuscito a convincere la Fox ad esaudire il suo sogno di diventare capitano di un'astronave, in una serie evidentemente ispirata alle atmosfere di The Next Generation:

Ha voluto chiaramente ricreare [con The Orville] una serie con l'aspetto di Next Generation. Per farlo ha ingaggiato un direttore della fotografia e un operatore e Brannon Braga, che ha scritto Star Trek: Primo Contatto e tante altre storie favolose. Robbie Duncan McNeill, uno dei meravigliosi registi di Voyager, James Conway, che ha diretto alcuni bellissimi episodi di The Next Generation. Ha ingaggiato anche me. Si è circondato di persone che hanno lavorato a TNG proprio per far sì che la serie trasmettesse quella particolare atmosfera e credo che ci sia riuscito.


Dovendo fare un raffronto fra quelle che sono le serie televisive e i film più recenti di Star Trek con ciò che sta realizzando MacFarlane in The Orville, ha detto:


Lo Star Trek che avevamo prima aveva trovato una sua voce e anche Discovery ha sicuramente trovato la sua voce. The Orville si inserisce in un vuoto. Molte persone considerano The Orville il loro nuovo Star Trek perché racconta storie alla maniera di The Next Generation, con un bel po' di umorismo.





La serie di Star Trek preferita


Jonathan Frakes non è solo un esperto di The Next Generation, visto che il suo personaggio è apparso anche in Deep Space Nine, Voyager ed Enterprise (e come regista ha diretto episodi tanto di DS9 quanto di Voyager). Quando un fan gli ha chiesto qual è la sua serie di Star Trek preferita dopo TNG, Frakes ha risposto:

Sono uno di quelli a cui è piaciuta davvero molto Deep Space Nine. Credo che sia quella dove hanno osato di più. Adoro le persone che hanno lavorato in Voyager, ma Voyager mi è sempre sembrata una specie di Next Generation versione light. E anche con Enterprise sembrava un voler spremere la rapa... cioè, era già la quarta serie di fila dopo tanti anni. Anche in quel caso non posso dire niente di negativo sulle persone che ci lavoravano ma... questo voler sfruttare Star Trek a tutti i costi... francamente penso che la Paramount sia stata ingorda, in modo esagerato, a creare tutte queste serie fino al punto da svuotare Star Trek di quell'essenza con cui Roddenberry l'aveva creata.

[Deep Space Nine] ha raccontato storie favolose, hanno sperimentato, hanno usato di più i viaggi nel tempo ed i flashback. I personaggi non erano tutti... è che Roddenberry era già scomparso e loro hanno un po' messo da parte questa idea che non dovessero esserci conflitti fra i personaggi, che è una cosa che rende più difficile costruire una tensione drammatica. In quella serie i conflitti c'erano, le persone avevano dei problemi fra di loro. Sto lavorando con Ira Behr - uno dei creatori di quella serie - al suo documentario [What We Left Behind] che penso uscirà a breve. L'altro giorno ho registrato un piccolo sketch. Lo so che non è la serie preferita da tutti, ma a me è sempre piaciuta e mi è anche piaciuto moltissimo prendervi parte.




Intervento integrale


Se volete, grazie al video realizzato dagli organizzatori della Lexington Comic & Toy Convention, potete vedere l'intervento di Jonathan Frakes in versione integrale:





Fonte: TrekMovie




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