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venerdì 23 marzo 2018

Ron Moore racconta com'è nata la scena sul ponte ologrammi con Stephen Hawking

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A pochi giorni dalla scomparsa del famoso fisico, lo sceneggiatore dell'episodio Il ritorno dei Borg ricorda il dietro le quinte dello storico cameo del Professor Hawking in The Next Generation.


Intervistato da The Wrap, lo sceneggiatore Ronald D. Moore ha spiegato in che modo si è preparato per scrivere l'iconica scena del poker dei fisici a bordo dell'Enterprise-D.

Quando gli è stato chiesto di inserire il Professor Hawking nell'episodio per un cameo, la prima cosa che ha fatto è stata parlarne con il consulente scientifico Nareen Shankar (che, oltre ad essere stato suo compagno di stanza al college, è attualmente lo showrunner della serie The Expanse):

Naren è laureato in fisica applicata e quando l'ho contattato era felicissimo di poter scrivere delle battute per Stephen Hawking. E' suo l'impianto scherzoso della scena, con Stephen che continua a vincere e lui ed Einstein che si coalizzano contro Isaac Newton, che si comporta da rompiscatole. Una volta stabilito questo, la scena si è scritta praticamente da sola.


Moore, una delle poche persone autorizzate a trovarsi sul set durante le riprese di quella scena, ricorda anche che Brent Spiner (Data) era "molto nervoso" all'idea di recitare insieme ad Hawking:

Eravamo tutti quanti stupefatti, perché lì davanti a noi c'era la persona che aveva letteralmente espanso la nostra concezione dello spazio e venne fuori che era un fan di Star Trek. Per noi creatori di storie in questo universo, condividere con lui questo legame è stato incredibile.


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Dietro le quinte


Grazie ad una clip girata nel 1993 da CNN, possiamo vedere qualche momento sul set delle riprese con Hawking. Nel video appaiono il produttore esecutivo Rick Berman, l'attore Brent Spiner e lo stesso Hawking che, col suo famoso senso dell'humour, ammette di non avere alcun problema ad apparire a bordo di un'astronave che vìola il limite einsteiniano della velocità della luce.




Stephen Hawking e l'esistenza del multiverso


Secondo l'edizione londinese del Times, il Professor Hawking stava lavorando ad un nuovo studio che potrebbe davvero spingere l'umanità verso nuove frontiere come quelle immaginate in Star Trek.

Inviata ai suoi colleghi pochi giorni prima di morire, la ricerca di Hawking descrive in che modo potrebbe essere possibile individuare altri universi per ottenere la prova dell'esistenza del cosiddetto multiverso.

Hawking ha elaborato questa teoria insieme al suo vecchio studente e cosmologo Thomas Hertog, in un documento intitolato A Smooth Exit from Eternal Inflation?

Lo stesso Hertog cita espressamente Star Trek, parlandone con Nature:

Abbiamo stabilito come sviluppare dei metodi per inserire l'idea del multiverso all'interno di una cornice scientifica coerente e verificabile. Era ciò che faceva Hawking: andare coraggiosamente là dove persino Star Trek temeva di avventurarsi.


Il documento, che deve ancora essere passato al vaglio della comunità scientifica, delinea dettagliatamente un modello matematico volto a descrivere il multiverso. Nel 1983 Hawking teorizzò che il Big Bang avesse originato simultaneamente un numero infinito di universi. Per quanto i calcoli fossero matematicamente corretti, il problema di questa teoria è che non c'era modo di poterla verificare.

Il nuovo modello emerso da quest'ultimo studio aggiusta il tiro e ipotizza che il multiverso possa essere più piccolo di quanto inizialmente immaginato. Perché è così importante? Perché i nuovi calcoli suggeriscono che la creazione di un multiverso finito possa aver lasciato delle tracce nel cosmo e che ci sia un modo per misurarle.

In altre parole: Hawking potrebbe aver lasciato in eredità al genere umano la possibilità di dimostrare l'esistenza degli universi paralleli.


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L'articolo del Times riporta anche le parole del Professor Carlos Frenk, cosmologo alla Durham University, che commenta così la ricerca di Hawking:

Queste idee aprono una prospettiva mozzafiato sulla possibilità di provare l'esistenza di altri universi; qualcosa che cambierà profondamente la percezione del nostro posto nel cosmo.


Fonte: TrekMovie




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