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domenica 17 giugno 2018

Amazon progetta di sfruttare la nostra Luna come quella dei Klingon

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Al momento è ancora una progetto difficile da mettere in pratica ma la prospettiva di spostare sul nostro satellite naturale gran parte della produzione industriale pesante, per sgravare la Terra dalle conseguenze dell'inquinamento e dall'impatto ambientale di tale attività, è un obiettivo fermamente perseguito dal potente patron di Amazon Jeff Bezos.


Quando si parla di progetti fantascientifici, viaggi spaziali e colonizzazione di altri corpi celesti, il primo nome che salta in mente è quello di Elon Musk (citato nell'episodio 01x04 di Star Trek: Discovery) e del suo razzo riutilizzabile SpaceX.

Ma c'è un altro facoltoso privato intenzionato ad investire su quello che si preannuncia il nuovo grande business del futuro, ovvero Jeff Bezos di Amazon che con la sua società Blue Origin ed il veicolo spaziale Blue Moon (capace di trasportare fino a 4,5 tonnellate) intende avviare un servizio di spedizioni extra-terrestri per fornire tutto il necessario ai futuri coloni lunari che, stando alle previsioni, dovrebbero cominciare ad insediarsi sul nostro satellite già attorno alla metà del 2020.

Bezos è intervenuto alla Space Development Conference di Los Angeles spiegando che, sebbene l'appoggio di agenzie spaziali come la NASA e l'ESA sia determinante per accelerare i tempi di attuazione del programma, è disposto ad andare avanti da solo anche in un'ottica ambientalista:

La Terra non è il posto ideale per l'industria pesante. In questo momento per noi è ancora conveniente così ma in un futuro non troppo lontano - parliamo di decadi, potrebbero volerci 100 anni - inizierà ad essere più semplice fare nello spazio molte delle cose che facciamo qui sulla Terra, perché avremo tanta energia a disposizione. Dovremo lasciare il pianeta e questo lo renderà un posto migliore.


Mr. Amazon ha proseguito il suo discorso spiegando che la Terra continuerebbe ad essere un luogo ad uso ''residenziale", più adatto all'industria leggera e che in realtà un impianto di produzione lunare presenterebbe grandi vantaggi, considerando le caratteristiche naturali del nostro satellite: luce solare 24 ore su 24, 7 giorni su sette, acqua sotto la superficie e regolite per le costruzioni. 

Il commento di Bezos è stato molto eloquente:

E' come se qualcuno avesse messo lassù tutte quelle cose apposta per noi.


Il progetto è promettente ed al di là del bieco profitto non si può negare che la logica regga: spostare le attività inquinanti su un corpo celeste privo di vita animale e vegetale, sgravando di fatto il nostro pianeta da un carico ormai al limite della sostenibilità, non può che essere una prospettiva da accogliere favorevolmente. 


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Jeff Bezos presenta la sua Blue Origin


Sorvolando però su inevitabili ricadute socio-politiche di altro tipo (non così positive), va registrato che allo stato attuale i razzi prodotti dalla compagnia permettono di effettuare esclusivamente voli suborbitali e sono ancora inadatti all'utilizzo immaginato da Bezos.


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Inoltre i fan di Star Trek sanno benissimo cosa succede alle lune iper-sfruttate a livello minerario (come insegna Star Trek VI) quindi non bisogna mai abbassare la guardia sulla difesa dell'ambiente, sulla Terra o altrove…



Fonte: HDBlog




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