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sabato 2 giugno 2018

Emmy Awards: Showrunner di "Discovery" promuovono la serie parlando della seconda stagione

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Giovedì scorso a Studio City (CA), CBS ha organizzato un evento speciale all'interno della sua campagna promozionale in vista degli Emmy Awards, con una serie di incontri rivolti ai giurati.

A rappresentare Star Trek: Discovery troviamo i due showrunner della serie, Aaron Harberts e Gretchen J. Berg, che nella conferenza moderata da Keltie Knight di Entertainment Tonight hanno detto qualcosa sulle novità che ci attendono nella seconda stagione dello show.


Questioni di famiglia


La presentatrice ha chiesto alla coppia di dare qualche piccolo indizio sulla seconda stagione e Gretchen ha risposto facendo appello alla nostra immaginazione:

Potreste già trovare qualche indizio alla fine del nostro ultimo episodio, il numero 15. E' tutto pronto per affrontare ciò che avete visto finora e - se state pensando a qualche personaggio in particolare - forse lo rivedrete.


Anche Harberts ha fornito una risposta alquanto vaga ma un po' più articolata:

La serie e le tematiche che toccheremo in questa nuova stagione sono molto collegate alla famiglia, a quella che ti sei scelto e a quello in cui ti sei ritrovato. Come ha detto Gretchen, abbiamo concluso la stagione mettendo sul tavolo l'Enterprise e la Discovery e, dato che parliamo di famiglia, potete trarre da soli le conclusioni.


In effetti, la prima stagione di Discovery si è conclusa con l'inaspettato arrivo della USS Enterprise capitanata da Christopher Pike. Il nuovo interprete di Pike (Anson Mount) è già stato trovato e annunciato ad aprile, quindi il membro di quell'equipaggio su cui si stanno concentrano tutte le attenzioni dei fan è senza dubbio Spock, figlio di Sarek e fratello adottivo di Michael Burnham… personaggi che si trovano entrambi sulla Discovery proprio quando l'Enterprise li raggiunge verso la fine dell'episodio.

Immediatamente dopo che Netflix ha trasmesso il season finale, i produttori si sono affrettati a precisare che Spock non sarebbe stato un personaggio della seconda stagione, tuttavia le interviste più recenti sembrano andare in direzione contraria, con Sonequa Martin-Green che giusto un paio di settimana fa, parlando anche lei delle dinamiche familiari che vedremo in Discovery, ha detto:

Sappiamo tutti chi si trova a bordo dell'Enterprise.


In un certo senso abbiamo una 'prova fotografica' di quanto afferma l'attrice, dato che nel teaser trailer pubblicato da CBS un paio di mesi fa, si vede chiaramente Michael Burnham entrare in quelli che (stando alla sigla riportata sulla parete) dovrebbero essere gli alloggi di Spock.

Il punto è capire se gli autori intendono mostrarci Spock a bordo dell'Enterprise o vogliono affrontare questa tematica familiare solo attraverso una serie di flashback: l'unico che ha chiaramente detto che vedremo Spock in Discovery è stato il regista Jonathan Frakes, ma con altrettanta chiarezza ha parlato solo di uno Spock bambino. Inoltre non va dimenticato che Sarek e Spock sono in piena guerra fredda in questo punto della cronologia (2257) già da circa sette anni, perciò per rispettare il canon non dovrebbero neppure parlarsi.




La lotta interiore di Michael


In altre interviste, gli showrunners hanno più volte anticipato che una tematica centrale della seconda stagione vedrà scontrarsi i concetti di scienza e di fede. Harberts ha voluto spiegare meglio cosa significa tutto questo e in che modo uno scontro ideologico può mettere in crisi la protagonista della serie:

In questa nuova stagione, scienza e spiritualità potrebbero trovarsi ad interagire ed in Michael si innescherà una lotta interiore, divisa fra ciò che sono i fatti, le emozioni e appunto la fede.


Un tutt'uno col canon


Altro concetto espresso con grande enfasi in varie occasioni (anche dalla stessa Gretchen J. Berg al recente Vulture Festival di New York) è che la seconda stagione di Discovery servirà per creare un solido ponte fra la nuova serie ed il resto della saga. Lo spiega così Aaron Harberts:

Un elemento della seconda stagione che per noi è molto emozionante è che risponderemo a tutti quei fan di Star Trek che finora si sono strappati i capelli domandandosi: "Ma com'è possibile? Micheal Burnham è la sorellastra di Spock? E perché non usano più il motore a spore in tutte le altre serie?" Ecco, uno dei nostri obiettivi con questa nuova stagione sarà quello di cementare fermamente Discovery nel canon di Star Trek e di spiegare al pubblico come tutti questi elementi si tengano insieme.




Alzando l'asticella della qualità


Commentando l'incredibile grado di dettaglio raggiunto dalla produzione nella prima stagione dello show, Gretchen J. Berg sostiene che il livello sia salito ancora:

Star Trek è una serie più grande di noi e richiede una squadra enorme di persone, che devono metterci tutta la loro passione e tutto il loro talento. Abbiamo avuto modo di vedere un montaggio preliminare del primo episodio della nuova stagione e sono rimasta esterrefatta. Anche se alla serie ci lavoro e ho preso parte ad ogni singola riunione, ad ogni tavola rotonda e tutto… mi ha lasciato a bocca aperta mentre lo vedevo. E' davvero stupefacente la maestria che sta dietro tutto questo e penso che la nostra squadra abbia davvero fatto un salto di livello.


C'è sempre un piano


Harberts ha sottolineato che lo show è stato volutamente strutturato per la visione in binge-watching, pertanto hanno già pensato con largo anticipo allo sviluppo di certi elementi:

Da un punto di vista creativo, la serie è pensata per essere vista e rivista più volte e questo spiega perché abbiamo deciso di strutturarla su così tanti livelli, con così tanti elementi da svelare nel tempo. In generale, già prima di cominciare a girare, sappiamo perfettamente dove stiamo andando. La parte divertente è rivedere tutto col senno di poi; rivedere la serie e cogliere tutte quelle sfumature e sviluppi della storia che alla prima visione possono essere sfuggiti e godersi davvero ogni dettaglio.



Star Trek: Discovery non sarebbe una serie adatta alla TV tradizionale


Una parte importante di ciò che rende Discovery una serie unica nel suo genere nel panorama delle serie di Star Trek, è che lo show viene trasmesso esclusivamente in streaming (su CBS All Access in America e su Netflix in oltre 180 paesi).

Entrambi gli showrunner non hanno fatto altro che elogiare i vantaggi offerti da questo tipo di distribuzione in termini di libertà creativa, tanto nelle piccole cose (come non dover stare attenti all'orologio per rispettare i rigidi palinsesti della TV tradizionale) quanto a livello narrativo. Dice Harberts:

Uno dei requisiti numero uno nella TV tradizionale è l'appetibilità del protagonista; la nostra protagonista, Michael Burnham, commette un ammutinamento nel primo episodio in cui fa la sua comparsa. Non penso proprio che in tante emittenti tradizionali ci avrebbero permesso di giocarcela così. Invece [in streaming] abbiamo potuto farlo e ci ha consentito di raccontare un capitolo emozionante nella storia di quel personaggio e del suo percorso. [CBS All Access] è sempre stata aperta a questo approccio e ci sostiene in questo genere di cose.




La conferenza


Grazie a Terry Snyder che ha girato e condiviso il video su YouTube, possiamo vedere anche noi l'intervento integrale dei due showrunner all'evento organizzato da CBS.





Fonte: TrekMovie




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