[INTERVISTA] James Swallow svela il passato di Saru in "Star Trek: Discovery - Fear Itself" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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lunedì 4 giugno 2018

[INTERVISTA] James Swallow svela il passato di Saru in "Star Trek: Discovery - Fear Itself"

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Questa settimana uscirà in America (e nel resto del mondo, in versione e-book) il terzo romanzo basato sulla serie Star Trek: Discovery, che vedrà come protagonista indiscusso il Kelpiano Saru in un'avventura ambientata a bordo della USS Shenzhou prima degli eventi narrati nella serie TV.

TrekMovie ha contattato James Swallow - autore di questo ed altri romanzi Trek, nonché di alcuni videogames - per parlare insieme a lui di Fear Itself e di cosa passa veramente per la testa di un Kelpiano.


Saru non è un fifone


In Fear Itself ci saranno riferimenti significativi ad altri personaggi storici di Star Trek, come nei due romanzi precedenti?

No, se stai pensando a qualche personaggio celebre, non ce n'è. Però ci saranno riferimenti canonici ad alcune fazioni e ad alcuni gruppi che i fan di Star Trek troveranno familiari. Ci sarà una minaccia, una forza in particolare che i fan della Serie Originale conoscono bene; parliamo di una specie che non è ancora apparsa in Discovery e sono felice di averla inserita nella storia. Ci saranno anche un paio di culture aliene che sono rimaste sullo sfondo e ai tempi di TNG e TOS non sono state approfondite: ho avuto modo di aggiungere io stesso dei dettagli e far scontrare queste due culture. E' all'interno di questo scontro che si frapporrà l'equipaggio della Shenzhou.


Il protagonista del romanzo è Saru: secondo lei, qual è l'essenza di questo personaggio? Da cosa è spinto?

Wow, che bella domanda. E' un personaggio complesso. Per scavarlo a fondo si parte da ciò che sappiamo di lui, cioè che appartiene ad una specie di prede, è talmente cauto da apparire codardo e sembra sempre sul punto di entrare nel panico. Però questa è solo una descrizione superficiale e credo che la realtà sia molto più complessa di così.

Per me, è una persona molto, molto motivata. E' stato il primo esponente della sua specie ad arruolarsi nella Flotta Stellare, è un solitario e sta cercando di trovare il suo posto nella vita. Ha un'idea molto chiara di dove vuole arrivare, cioè al comando di un'astronave tutta sua, ma deve ancora imparare a muoversi in un mondo molto complicato pieno di specie che non ha mai incontrato prima. Sta cercando di trovare il modo giusto per riuscirci.

Inoltre ha un rapporto particolare ed intrinseco con la paura a causa del suo passato. Adesso è là fuori, in un contesto completamente diverso da quello in cui è nato e quindi, dal mio punto di vista, ormai è separato per sempre dal suo 'angolino sicuro'. Tutti noi ne abbiamo uno ma lui lo sta ancora cercando, tanto a bordo della Shenzhou quanto più avanti sulla Discovery; lo sta cercando e non riesce a trovarlo, almeno non in questa prima parte della storia. Questa costante ricerca è una motivazione molto interessante per il personaggio.


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Saru è il protagonista del romanzo Star Trek: Discovery - Fear Itself scritto da James Swallow


Innestarsi nella serie TV


Sappiamo ancora poco di Saru e ancora meno della sua gente, i Kelpiani. Come si è preparato a scrivere un romanzo su questo personaggio avendo così poche informazioni a disposizione? Quanto è stato aiutato in questo processo dagli autori della serie TV?

Ma guarda, in realtà le cose sono andate al contrario. All'inizio, il romanzo era davvero molto diverso da quella che poi è diventata la versione finale. Nella prima stesura io avrei raccontato le origini vere e proprie del personaggio: da dove viene, com'è che si è arruolato nella Flotta Stellare, tutto quello che ha passato prima di vederlo a bordo della Discovery in TV. Però, man mano che andavo avanti, diventava sempre più probabile che quel genere di storia sarebbe stata raccontata proprio in TV dalla serie e alla fine pensai: "E' una storia troppo buona per rimanere confinata dentro un romanzo, troppo importante per lasciarla sulla carta." Perché, se è una storia che deve essere raccontata, allora è giusto che venga raccontata nella serie.

Così, alla fine abbiamo optato per una storia un po' diversa ma a quel punto buona parte del lavoro sulle origini del personaggio era già stato fatto. Parliamo delle origini non solo di Saru, ma anche di informazioni sui Kelpiani, sulla loro specie, la loro società e come tutto questo abbia influito sulla formazione del personaggio. Quali e quante di queste informazioni finiranno prima o poi sullo schermo non saprei dirlo, ma hanno fatto da base per il mio lavoro, mi hanno fatto capire da dove venisse Saru permettendomi di immaginare dove volesse andare.


Ma vedremo mai questa storia delle origini nella serie TV?

Onestamente non lo so. I tre autori dei romanzi basati su Discovery usciti finora - cioè il sottoscritto, Dayton Ward e David Mack - abbiamo redatto una sorta di bibbia che ci aiutasse nel nostro lavoro perché, per un po', tutti e tre abbiamo lavorato basandoci sullo stesso materiale di partenza. Naturalmente, quel documento adesso è diventato ufficialmente proprietà di CBS ed è nella disponibilità degli autori della serie. Se lo volessero usare, sarebbe favoloso. Ma se volessero andare completamente in un'altra direzione, potrebbero non prenderlo proprio in considerazione. E' a loro che spetta l'ultima parola su queste cose, ovviamente.


Oltre ad aver lavorato a Star Trek, lei ha scritto un certo numero di romanzi basati su altre serie famose come Stargate, 24 e Doctor Who per citarne alcune. Scrivere di Discovery per lei è stata un'esperienza diversa?

Quando abbiamo lavorato a questi romanzi durante la prima stagione dello show, il livello di interconnessione che si è instaurato tra noi e la produzione della serie è stato qualcosa senza precedenti. Lavoro a romanzi basati su licenze dai primi anni 2000 e mai ho avuto un tale livello di accesso alle informazioni. Ci hanno messo sotto contratto un anno prima che la serie venisse annunciata ufficialmente e ogni giorno, quando accendevo il computer, trovavo un'e-mail con le ultime bozze della sceneggiatura dell'episodio a cui stavano lavorando, con tanto di immagini della produzione e video del giorno prima.

Era evidente che non si trattava di un compito da svolgere in solitaria. Con altri romanzi basati su licenze ti danno un po' di materiale e sostanzialmente ti lasciano carta bianca perché, in effetti, a seconda della licenza, non tengono molto a queste cose. Alcuni ti dicono chiaramente solo cosa puoi e cosa non puoi fare. Anche con Star Trek, in certi romanzi si hanno sostanzialmente le mani libere perché sono basati su serie che non sono più in corso, quindi si possono aggiungere certi elementi senza preoccuparsi troppo di entrare in contraddizione o inciampare in qualche paletto.

Ma con Discovery abbiamo scritto questi romanzi contemporaneamente allo sviluppo della serie, seguendone tutte le evoluzioni perché ogni sceneggiatura non descrive mai perfettamente ciò che si vede poi sullo schermo. Alcune sceneggiature sono davvero molto diverse dalle bozze che mi hanno fatto leggere all'inizio. E' un processo organico, si ha la consapevolezza che anche noi autori dei romanzi possiamo restituire qualcosa alla serie ed il merito è tutto della mia buona amica e collega Kirsten Beyer [autrice di romanzi e fumetti di Star Trek, nonché parte dello staff di Discovery - N.d.t.]. Essendo lei stessa un'autrice di romanzi, fa da ponte fra questi due mondi.


Le storie narrate nei tre romanzi di Star Trek: Discovery si sono influenzate fra di loro?

Già. Dave Mack era in prima fila ed è stato lui a buttare giù le linee guida da seguire per noi tre romanzieri. Suoi sono anche tutti gli antefatti che riguardano l'equipaggio della Shenzhou. Prima di lui, i personaggi erano tutti identificati come "Guardiamarina delle comunicazioni" tizio o caio o qualcuno con un soprannome, nel migliore dei casi. E' stato Dave a dirci di trasformare questi nomi in personaggi veri e propri e si tratta di un elemento comune a tutti e tre i romanzi. Non solo, alcune di queste informazioni sono state usate anche dagli autori della serie TV. Per esempio, avete presente Detmer? La ragazza dai capelli rossi con l'impianto oculare. Dave le ha creato un passato e l'ha battezzata "Keyla", che è il nome con cui la chiamano nella serie, quindi ora è canon. All'inizio non aveva un nome di battesimo, perciò la produzione ci ha detto: "Se voi ne avete uno, useremo quello."


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Swallow ha lavorato a stretto contatto con David Mack e Dayton Ward, autori dei primi due romanzi basati su Star Trek: Discovery (Desperate Hours e Drastic Measures)


Sognando il videogioco di Star Trek definitivo


Cambiamo un po' argomento: lei è anche un apprezzato autore di videogiochi, famoso specialmente per la serie Dues Ex. Quello dei videogiochi è un ambito in cui Star Trek non ha mai esattamente brillato…

Diciamo che per Star Trek è un terreno "accidentato".


Secondo lei c'è un bel gioco di Star Trek che non ha ancora realizzato nessuno? E se sì, che tipo di gioco sarebbe?

Questa sì che è un'ottima domanda. Il titolo più vicino alla quintessenza di ciò che è Star Trek è Star Trek Online, che è ancora aggiornato. Probabilmente è il miglior simulatore in circolazione, per chi vuole sperimentare come sarebbe vivere nell'universo di Star Trek giorno per giorno. Mi piacerebbe vedere qualcosa sullo stesso stile, un grande gioco d'azione, RPG ed open world, tipo Deus Ex, Mass Effect, Horizon Zero Dawn, o Skyrim. Quel tipo di gioco dove si può impersonare un ufficiale della Flotta Stellare ed immergersi in un contesto narrativo ramificato, pieno di scelte e conseguenze, con 70 ore di gioco e tantissime sidequest. Credo che verrebbe fuori un videogame di Star Trek favoloso.


In che epoca lo ambienterebbe e in quale universo?

Ecco un'altra buona domanda. Dal punto di vista commerciale, sarebbe meglio ambientarlo nella linea temporale Kelvin perché è quella più nota al grande pubblico e chiaramente bisogna produrre un gioco che possa piacere a tutti i giocatori, non solo ai fan di Star Trek. E pensandoci bene, il Kelvin-verso è anche quello che lascia maggiormente le mani libere all'autore, perché non ha sulle spalle tutto il peso del canon e della continuity originale. Hanno già fatto un tentativo di portarlo nel mondo dei videogame con uno sparatutto basato sul film del 2009, e andava bene ma non ne hanno sfruttato a pieno tutto il potenziale.


Ha in programma di scrivere altri romanzi di Star Trek?

Al momento non sono sotto contratto per scriverne altri. Stiamo discutendo di un progetto che è ancora nelle sue primissime fasi ma non posso dirvi nulla.


Sta lavorando anche ad altro in questo periodo?

Oltre ai romanzi su licenza, sto scrivendo una serie di action/thriller moderni. Il terzo libro di questa serie si chiama Ghost e sta per essere pubblicato. Spero che se fra i miei lettori di Star Trek ce n'è anche qualcuno che ama il genere alla Mission: Impossible o Jason Bourne vorrà dargli un'occhiata. E poi sto anche lavorando ad un videogame non ancora annunciato.


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Ghost è il titolo del terzo romanzo scritto da Swallow con protagonista Marc Dane


Fear Itself arriva il 5 giugno


Star Trek: Discovery: Fear Itself uscirà il 5 giugno: si può prenotare su Amazon in versione cartacea, e-book o audiolibro.


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Il romanzo Star Trek: Discovery - Fear Itself è disponibile su Amazon, anche in formato e-book ed audiolibro



Fonte: TrekMovie




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