[STLV18] Jonathan Frakes e Marina Sirtis a Las Vegas, un cuore in due fra "Star Trek" e "The Orville" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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domenica 5 agosto 2018

[STLV18] Jonathan Frakes e Marina Sirtis a Las Vegas, un cuore in due fra "Star Trek" e "The Orville"

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L'incredibile convention 2018 di Star Trek a Las Vegas ha visto insieme sul palco una delle coppie più amate del franchise, se non la più amata in assoluto: Jonathan Frakes e Marina Sirtis, grandi amici nella vita ed Imzadi sullo schermo.

La chimica fra i due piccioncini è ancora molto forte, specie quando raccontano episodi del periodo trascorso insieme durante Star Trek: The Next Generation o, più recentemente, quando si sono trovati nuovamente colleghi di lavoro nella serie The Orville.

Ecco i punti salienti del loro intervento.


Frakes svela le prossime guest star che appariranno in The Orville


Frakes ha esordito spiegando di aver suggerito alla produzione di The Orville di includere un cameo di Marina Sirits nell'episodio che aveva appena finito di dirigere, a suo dire "una scelta azzeccata".

A fargli eco è stata Sirtis, che ovviamente approva:

Sono in un episodio davvero molto buono.


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Ma Frakes aveva altri annunci da fare sul fronte degli attori ospiti di The Orville perciò, col permesso del creatore della serie Seth MacFarlane, il regista ha svelato che nell'episodio che ha diretto vedremo anche F. Murray Abraham (Ru'afo in Star Trek: L'Insurrezione) e Ron Canada (già guest star in Star Trek in più occasioni) come ammiragli dell'Unione Planetaria. Ci sarà anche Tony Todd (che sempre in Star Trek ha interpretato vari personaggi, fra i quali Kurn, il fratello di Worf) e Ted Danson, star di Cheers e The Good Place.


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F. Murray Abraham, Ron Canada, Tony Todd e Ted Danson


Sirtis adora il regista Jonathan Frakes


Marina Sirtis ha espresso tutto il suo apprezzamento per Jonathan Frakes, dicendo chiaramente che per lei è il suo regista preferito, quello con cui più di tutti ama lavorare:

E' una forza della natura e ce l'ha dentro. Ci sono due tipi di registi: quelli a cui piace fare cose strane con la macchine da presa, le inquadrature e tutto il resto, e poi ci sono quelli che ci sanno fare con gli attori.

Di solito ricadono in due categorie separate, ma questo qui [dice, indicando Frakes] è entrambi… Gli Studios lo amano, gli attori lo amano, la squadra di lavoro camminerebbe a piedi nudi sul vetro, per lui. Quando c'è lui, sul set sono tutti felici, si porta a termine il lavoro e non ci sono mai tensioni o frustrazioni. Sai sin dal principio che riuscirai a fare un buon lavoro, che stai producendo qualcosa di buono perché al timone hai una brava persona. E' perfetto, semplicemente perfetto.


Dopo questa sentita dichiarazione d'amore (professionale) per lui, Frakes ha ricambiato i complimenti a Marina Sirtis ricordando come, ai tempi di Star Trek: The Next Generation (serie nella quale ha mosso i suoi primi passi da regista) se si trovava nei guai in sala montaggio e aveva bisogno di trovare la giusta inquadratura, poteva sempre contare su un primo piano di Marina perché, dice, "è un'ascoltatrice partecipe", specialmente in tutte quelle scene nella sala riunioni dell'Enterprise.


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Che fine avrebbe fatto Deanna Troi se Tasha Yar non fosse morta?


Quando il presentatore del panel Matt Mira (chi seguiva il talk show After Trek su Netflix, sa benissimo chi è) ha commentato il fatto che gli autori di The Next Generation sembrano aver impiegato molto tempo, prima di riuscire ad inquadrare e sfruttare al meglio il personaggio di Deanna Troi nella serie, Marina Sirtis ha confermato quest'impressione dicendo di essersi sentita lei stessa una figura meramente "decorativa" in molte delle scene girate, tanto da essere convinta che sarebbe stata licenziata durante la prima stagione:

[Gli autori pensavano] "Se riesce a percepire in anticipo quello che sta per succedere, siamo costretti ad escluderla dalla storia…" perciò mi sentivo veramente insicura durante la prima stagione, perché continuavano a tagliare fuori il mio personaggio dalle sceneggiature. Sono passata dall'essere la favorita da tutti - perché lo ero veramente quando mi hanno ingaggiata. Gene mi adorava ed era evidente che fosse lo stesso anche per gli altri - sono passata da quello, ad essere praticamente evitata: se un produttore mi vedeva arrivare, si girava dall'altra parte e cambiava strada.

Perciò ero sicura che quel lavoro fosse al capolinea… ormai ero spacciata.


Non è la prima volta che Sirtis racconta questi retroscena sui suoi primi passi in Star Trek, ed anche Majel Barrett, la moglie del creatore di TNG Gene Roddenberry, anni dopo confermò i sospetti dell'attrice su un suo imminente licenziamento.

Sirtis ricorda infatti che, stando a quello che le disse Majel Barrett, per Roddenberry "c'erano troppe donne" nella serie e riteneva che "non ci fosse davvero bisogno di una psicologa, nel gruppo".

Per questo, in un certo senso, Sirits sente di dover ringraziare Denise Crosby e la sua decisione di lasciare lo show durante la prima stagione, che ha portato gli autori a far morire il personaggio di Tasha Yar.

Se Crosby fosse rimasta, sicuramente Sirtis sarebbe stata licenziata:

Mi ha salvato il posto.


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Fonte: TrekMovie




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