[DST18] Star Trek Discovery: nuovi episodi all'insegna di ottimismo, scienza e 'girl power' |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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domenica 21 ottobre 2018

[DST18] Star Trek Discovery: nuovi episodi all'insegna di ottimismo, scienza e 'girl power'

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Sabato scorso il cast di 'Star Trek: Discovery' si trovava a Birmingham, UK, per partecipare a 'Destination Star Trek'.

In quella che probabilmente è stata l'ultima convention di DSC, prima dell'arrivo dei nuovi episodi di 'Discovery' il 18 gennaio su Netflix, sul palco sono saliti le attrici e gli attori Sonequa Martin-Green (Burnham), Doug Jones (Saru), Anthony Rapp (Stamets), Mary Wiseman (Tilly), Wilson Cruz (Culber), e Mary Chieffo (L'Rell).

Insieme a loro c'erano anche Jason Isaacs (Lorca), Jayne Brook (Cornwell), Kenneth Mitchell (Kol) e Sam Vartholomeos (Connor).

In questo primo report dell'evento ci siamo concentrati sulle dichiarazioni degli attori sulla seconda stagione di 'Discovery' (che si preannuncia più "tradizionale"), sul make-up Klingon ed altro ancora.


Ritornare allo Star Trek più familiare 


Dal pubblico della convention si è levato qualche dubbio sul tono di 'Discovery', giudicato fin troppo cupo, persino più di 'Star Trek: Deep Space Nine'. Anthony Rapp, che probabilmente è il più Trekkie del gruppo, ha commentato così:

Tutta la prima stagione è stata influenzata dall' "effetto Mirror Universe", per colpa del Capitano Lorca. Perciò abbiamo dovuto attraversare tutto quel tunnel prima di uscirne dall'altra parte, con il discorso finale di Burnham. E' stato tutto costruito in modo da uscire dall'oscurità ed andare verso territori molto più familiari. Quindi la seconda stagione prosegue assolutamente su quel percorso, di costruzione di una Flotta Stellare più familiare.


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L'attore ha inoltre offerto ai fan lo stesso consiglio già espresso al Comic-Con di New York, ovvero di avere un po' di pazienza:

E' inusuale per il pubblico di 'Star Trek' ritrovarsi con una narrazione così estesa, perché il format è tradizionalmente molto più episodico. Vi abbiamo chiesto di darci fiducia perché sappiamo cosa stiamo facendo: sappiamo che impiegheremo un anno per svoltare e tornare su un sentiero più familiare.


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Anche l'attrice protagonista di 'Discovery', Sonequa Martin-Green, tiene a precisare che l'equipaggio ha sempre lottato per difendere gli ideali della Flotta Stellare:

Bisogna dire una cosa su questa lotta, perché rappresenta la parte più bella della nostra serie. C'è anche nelle altre serie di 'Star Trek', ma è più presente nella nostra perché noi non vi mostriamo semplicemente il futuro, ma vi presentiamo lo sforzo per costruirlo, per arrivare a quel punto e difenderlo. E' per questo che ci avete visto virare verso l'oscurità, perché eravamo in guerra. Ma ci avete anche visto lottare per uscirne. Per me è quello che trasmette la speranza, più di ogni altra cosa.


Martin-Green chiosa su questo tema con una considerazione di carattere tecnico, facendo notare che la percezione di 'Star Trek: Discovery' come una serie eccessivamente cupa è dovuta al contesto e alla struttura fortemente serializzata dello show:

Uno dei nostri produttori esecutivi una volta disse che questa serie non è cupa, è solo che i personaggi ricordano quello che è successo il giorno prima. Cosa vuol dire? Che se ricordi quello che è successo il giorno prima, avverti il senso di tristezza, avverti il dolore della perdita, entri nella filosofia della lotta. Ma c'è anche - sempre - lo sforzo per riuscire a comportarsi secondo i dettami della Flotta Stellare, che sono un'ancora di salvezza. Non è solo una rappresentazione: c'è bisogno di mettere in pratica questo esempio.


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Più spazio all'approfondimento scientifico


La seconda stagione di DSC non sarà soltanto caratterizzata da toni più leggeri ed ottimisti, ma promette di tornare ad onorare la tradizione prestando maggiore attenzione ai temi scientifici.

Di questo ha parlato lo "scienziato" della serie, Anthony Rapp:

In questa nuova stagione ci sarà più spazio per la scienza, l'antropologia, la sociologia, anche un po' di fisica, come è sempre stato in 'Star Trek'. E' qualcosa a cui gli autori tengono molto: vogliono essere sicuri che ogni elemento scientifico - pur in un contesto di fantasia - abbia sempre una certa corrispondenza con quanto viene dibattuto oggigiorno dalla comunità scientifica.


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Klingon: un make-up che ti fa entrare nella parte


L'aspetto dei Klingon mostrati in 'Star Trek: Discovery' ha da subito scatenato forti polemiche fra i fan. Anche un esperto di Klingon come Michael Dorn (Worf) ha recentemente criticato il nuovo design, giudicandolo troppo complesso rispetto a quello di TNG/DS9, al punto tale da nascondere completamente la performance dell'attore sotto la maschera.

Per questo un fan ha chiesto un parere sulla questione a Mary Chieffo, la quale - quando si tratta di entrare nel personaggio di L'Rell - non vede nel nuovo make-up un ostacolo ma un vantaggio:

Ero molto emozionata all'idea di subire una trasformazione totale, anche perché questo mi dava l'opportunità di mettere in pratica tutto ciò che avevo studiato a scuola sul movimento e sulla recitazione in maschera, per non parlare della modulazione vocale e del modo di esprimersi di un'entità così diversa da me. Così, quando mi guardo allo specchio e non vedo più Mary Chieffo, perché c'è solo L’Rell, per me è un'emozione ed è molto gratificante.


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Mary Chieffo ha trovato il nuovo design dei Klingon molto utile anche come fonte di ispirazione, per arricchire la sua performance:

Quando ho chiesto spiegazioni a Neville Page e Glenn Hetrick - i nostri designer - a proposito di queste creste frontali così complesse, mi hanno risposto che l'intento era quello di enfatizzare l'articolato sistema sensoriale dei Klingon. Allora ho cominciato a giocare io stessa con questo concetto, cominciando ad inclinare la testa in un certo modo come se avvertissi davvero l'arrivo di queste informazioni sensoriali. Neville mi ha incoraggiata, mi ha detto: "Fai bene, perché i tuoi sensi sono più acuti dietro la testa."


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Burnham e L’Rell protagoniste di una scena tagliata dal season finale


Tanto Mary Chieffo quanto Sonequa Martin-Green concordano nel vedere un forte parallelismo fra i loro due personaggi, benché in realtà abbiano interagito soltanto durante l'episodio finale della prima stagione:

L’Rell si è vista costretta ad uscire dall'ombra grazie a Burnham, nonostante queste due donne siano legate dallo stesso dramma amoroso. Entrambe trovano forza nella propria debolezza ed hanno sofferto molto per giungere a quella consapevolezza.
- Mary Chieffo


Abbiamo lottato per raggiungere quel punto. Una cosa che adoro di queste due donne, almeno sulla carta, è che sono entrambe potenti ma vulnerabili, in sintonia con la propria femminilità ed il potere che ne deriva. Sanno di essere più grandi della somma delle loro parti.
- Sonequa Martin-Green


Martin-Green ha anche svelato un particolare dell'episodio finale della prima stagione, che avrebbe dovuto mostrare un dialogo fra Burnham e L’Rell dove entrambe decidono formalmente di collaborare. La scena purtroppo è stata tagliata dal montaggio definitivo:

C'era una battuta - mi spezza il cuore che non sia stata inserita nel montaggio finale - nella scena dove le do il detonatore dimodoché possa assumere la guida dell'Impero Klingon. L'Imperatore Georgiou mi chiede: "Ma perché lo fai? E' una tua nemica." ed io le rispondo: "Oggi non è mia nemica." Mi piaceva moltissimo, perché era quasi un presentimento. Quell' "oggi" poteva tranquillamente significare "per sempre". Non siamo davvero nemiche: ci siamo capite a vicenda per servire un bene più grande.


Mary Chieffo concorda, aggiungendo che il rapporto Burnham-L’Rell presenta un messaggio molto forte per il mondo di oggi:

Credo che sia l'unico modo possibile per avere successo come società, aiutarci a vicenda. Come donne, avremmo veramente bisogno di sostenerci a vicenda. Dobbiamo capire che è il modo migliore per avere successo: sostenerci a vicenda anche se siamo diverse.


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Fonte: TrekMovie






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