[INTERVISTA] Patrick Stewart era stanco di Picard: "Dissi al mio agente, niente più fantascienza" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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sabato 13 ottobre 2018

[INTERVISTA] Patrick Stewart era stanco di Picard: "Dissi al mio agente, niente più fantascienza"

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In un'intervista rilasciata l'anno scorso (ma resa pubblica soltanto ora) Sir Patrick Stewart dichiara di aver preso le distanze dal personaggio di Jean Luc-Picard per il bene della sua carriera… aggiungendo così un contesto decisamente interessante al suo redivivo interesse per il ruolo, considerando il suo atteso ritorno in Star Trek!


Patrick Stewart sentiva di doversi allontanare da Picard


Due mesi fa, Sir Patrick Stewart ha sorpreso il mondo intero annunciando pubblicamente il suo ritorno in una nuova serie TV di Star Trek, ovviamente nei panni di Jean-Luc Picard.

Uno dei motivi che ha reso l'annuncio così inaspettato è che dal 2002 - anno in cui ha recitato in uniforme per l'ultima volta nel film 'Star Trek: La Nemesi' - l'attore ha sempre liquidato l'idea di tornare prima o poi in Star Trek. Salvo in rare occasioni.

Ad esempio, in un'intervista concessa a Variety l'anno scorso, a proposito di un eventuale ritorno del Capitano Picard, disse:

Non riesco ad immaginare una singola occasione in cui una cosa del genere potrebbe concretizzarsi. Ormai credo di aver attaccato l'uniforme al chiodo definitivamente ed essermi lasciato alle spalle quel mondo tanto tempo fa. Forse, se qualcuno proponesse un'idea brillante, potrei ripensarci.


Queste parole risalgono a dicembre 2017 e nell'estate di quello stesso anno, Sir Patrick aveva già più o meno affrontato l'argomento nel video che vedrete fra poco, realizzato dal BAFTA [la British Academy of Film and Television Arts, in un certo senso l'equivalente britannico dei Premi Oscar - N.d.r.]. Il video è stato pubblicato solo questa settimana.

Come leggerete nella trascrizione integrale dell'intervista, la star di The Next Generation lamenta l'estrema difficoltà nel discostarsi dal ruolo di Picard che, se da un lato gli aveva donato la notorietà, dall'altro stava rappresentando un grosso ostacolo per la sua carriera.




Lei ha creato uno dei personaggi più iconici della TV con Jean-Luc Picard, eppure è riuscito a fare tante altre cose da allora. Come ha fatto a non lasciarsi intrappolare dal personaggio, com'è accaduto ad altre persone associate al franchise di Star Trek?

Non è stato semplice. E' qualcosa che adesso prendo con un po' più di leggerezza, ma guida ancora in parte le mie decisioni.

Poco dopo la fine delle sette stagioni della serie [The Next Generation] e forse uno o due film - abitavo qui, ho abitato qui per 17 anni, perché tutto si svolge qui e pensavo che la mia vita nel Regno Unito fosse ormai acqua passata - c'era un progetto che mi stava molto a cuore, nel quale avrei voluto partecipare con tutte le mie forze, in un ruolo che bramavo moltissimo. Un bel personaggio di supporto.

Riuscire ad incontrare il regista si è rivelato molto complicato ma alla fine ce l'abbiamo fatta, grazie al mio agente col quale avevo instaurato un rapporto fantastico. E' stato un incontro molto cordiale e stava andando tutto benissimo, finché ad un certo punto il regista mi dice: "Guardi, lei è un attore bravissimo, ammiro sinceramente il suo lavoro, ma mi tocca dirle che non vorrei ritrovarmi con Jean-Luc Picard nel mio film."

E' stato bruttissimo sentirselo dire. Niente che avessi fatto prima di allora mi si era mai ritorto contro in quel modo. Questo mi ha reso davvero molto suscettibile sull'argomento, sul fatto che ci fosse un potenziale svantaggio nell'aver ottenuto così tanto successo, in una serie di successo, con un certo personaggio che aveva un modo molto peculiare di comportarsi.

Poco dopo questo episodio (ora mi ricordo: avevamo girato il primo film di The Next Generation), dissi al mio agente: "Non m'interessa quale sarà il mio prossimo ingaggio, l'importante è che non abbia niente a che vedere con la fantascienza, niente a che vedere con lo spazio, niente a che vedere con i gradi militari, niente a che vedere con stare seduto su una poltrona...!" e che Dio lo benedica, è arrivato con una proposta per il personaggio di Sterling, nel film 'Jeffrey'.

Si trattava di un omosessuale il cui compagno, affetto da AIDS, stava per morire; ed entrambi decidono di affrontare questo momento, questa imminente tragedia, con senso dell'umorismo. Il film ha riscosso un discreto successo ed il ruolo per me ha rappresentato una trasformazione completa.

Sa, da quel momento, nonostante sia passato tanto tempo, sento sempre una vocina nella testa che si domanda: "Quanto si discosta questo personaggio da Jean-Luc Picard? Stavolta sarò in grado di convincere il regista che non si ritroverà in scena Jean-Luc Picard, ma qualcun altro?" come ad esempio Charles Xavier.


Mal di spazio 


Negli anni '90 - ad eccezione dei film di Star Trek - Stewart è apparso in ruoli di supporto in una manciata di film fino al suo approdo nel franchise degli X-Men dove, dal 2000 al 2017, ha finito per interpretare sul grande schermo il Professor X più volte di quante non abbia interpretato Picard.

Fedele al proposito di restare alla larga dallo spazio, negli ultimi vent'anni Sir Patrick si è tenuto impegnato in TV ed al cinema con film d'animazione, commedie, drammi e persino horror (ha interpretato il cattivo del film 'Green Room' nel 2016).

E' notizia del mese scorso che l'attore parteciperà al reboot di 'Charlie's Angels' nella parte di Bosley, quindi è ovvio che quella "vocina" che gli dice di cercare ruoli molto diversi da Jean-Luc Picard dev'essere ancora molto loquace. 


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Patrick Stewart in 'Jeffrey' (1995), 'X-Men 2' (2003) e 'Green Room' (2016)


Un'opera di convincimento 


Durante la convention di Star Trek a Las Vegas in cui ha annunciato il suo ritorno, è stato lo stesso Stewart a discutere degli "effetti collaterali" del suo rapporto con Picard, di quanto questo abbia danneggiato inizialmente la sua carriera e quindi del perché avesse in un primo momento rifiutato l'offerta messa sul piatto da CBS.

E' solo grazie all'insistenza e alla perseveranza dei produttori - e solo dopo una seconda visione di TNG, secondo quanto racconta lui stesso - che l'attore ha deciso di ignorare la "vocina" e riabbracciare completamente il ruolo di Jean-Luc Picard.

Tuttavia, la riluttanza di Stewart è il motivo per cui tutti quanti ritenevano che la sua partecipazione si sarebbe limitata ad una miniserie da pochi episodi, di quelle che CBS ha dichiarato di voler produrre.

Benché sia in ottima forma per la sua età, Stewart compirà 79 anni nel 2019, cioè non molto tempo dopo l'inizio (supposto) per le riprese della serie. Per questo suona ancora più sbalorditiva la notizia di qualche giorno fa, secondo cui la nuova serie sarà di ampio respiro e composta da un numero imprecisato di stagioni (almeno nelle intenzioni del network e del produttore Alex Kurtzman).

Insomma, sembra che almeno in questo caso Patrick Stewart abbia davvero deciso di ignorare completamente quella "vocina"… e da fan di Star Trek gliene siamo profondamente grati!


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Patrick Stewart insieme ad autori e produttori della nuova serie di Star Trek



Fonte: TrekMovie






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