[INTERVISTA] Chabon su Intelligenza Artificiale, ricerca dell'umanità ed un sequel di 'Calypso' |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 16 novembre 2018

[INTERVISTA] Chabon su Intelligenza Artificiale, ricerca dell'umanità ed un sequel di 'Calypso'

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Il mini-episodio 'Calypso' della serie 'Star Trek: Short Treks' sembra aver riscosso un grande successo di critica e di pubblico (IGN lo valuta 9.5/10, descrivendola come "la miglior storia di 'Star Trek' in anni).

Molti gli elementi che hanno contribuito alla buona riuscita di questo prodotto sperimentale, fra i quali spiccano certamente le citazioni dalla mitologia classica e l'originale approccio dell'autore Michael Chabon al tema del rapporto uomo-software.

Di questo e dei possibili sviluppi per una prosecuzione dell'Odissea di Craft ha parlato Chabon a Deadline ed IGN.


ATTENZIONE: l'articolo contiene SPOILER sul mini-episodio 'Star Trek: Short Treks - Calypso'

1000 anni nel futuro


In 'Calypso' (trovate qui riassunto e recensione dettagliate dell'episodio) un soldato di nome Craft (Aldis Hodge) viene salvato dall'Intelligenza Artificiale di una USS Discovery deserta, che ormai - 1000 anni nel futuro - è gestita interamente dal computer di bordo Zora (doppiata dall'attrice Annabelle Wallis). Zora si prenderà cura di Craft fino alla sua completa guarigione, lasciando lo spettatore con mille dubbi su questo strano rapporto uomo/macchina che si instaura fra i due personaggi.


Il trailer di 'Calypso' ('Star Trek: Short Treks')


A proposito dell'ambientazione temporale, così distante dal futuro fin qui immaginato in 'Star Trek', Michael Chabon spiega:

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Michael Chabon
Non c'è stata una gran discussione [con CBS] su questo punto. Quello più preoccupato di non riuscire a vendere questa idea ero io, in realtà. Già nella prima bozza della storia avevo pensato ad un salto temporale di 1000 anni ma, senza che qualcuno avesse sollevato obiezioni, fui proprio io a farmi prendere dai dubbi; pensai: "Ok, è pazzesco. Non posso… posso farlo? Me lo lasceranno fare?" così ho provato ad accorciare la distanza temporale ma non funzionava, perché ambientare la storia in un periodo più vicino avrebbe sollevato ancora più domande, rispetto all'idea che sia trascorso addirittura un millennio [dall'ultimo episodio di 'Star Trek: Discovery' conosciuto].

Per me era fondamentale asserire che Zora fosse rimasta sola per quasi mille anni; è un'affermazione molto più potente di dire che è rimasta sola 92 mesi o anche 10 anni. Volevo che il periodo di isolamento fosse talmente lungo da rendere ovvio che mai nessun membro dell'equipaggio sarebbe tornato a bordo della nave. Volevo che il pubblico capisse immediatamente questo concetto.

Penso che, nel profondo, anche Zora sappia che l'equipaggio non tornerà mai più ma - in un certo senso - anche lei è solo "umana", no? Si aggrappa agli ultimi ordini che ha ricevuto [mantenere la posizione della nave fino al ritorno dell'equipaggio - N.d.r.] perché sono un conforto, la proteggono dal dover pensare a cosa fare. Però chi lo sa, forse un giorno la sua consapevolezza arriverà al punto da farle dire: "Ma che cavolo, io me ne vado."


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Zora, in una scena di 'Star Trek: Short Treks - Calypso'


Ricercando l'Umanità


Come avrete capito, Chabon non è un fan delle Intelligenze Artificiali subdole e votate alla distruzione del genere umano, come Ultron dei fumetti Marvel o le inquietanti tecnologie profetizzate in molti episodi di 'Black Mirror' (del resto, che non fosse un amante della distopia lo aveva dichiarato pochi giorni fa).

L'autore spiega così la sua visione su questa tematica molto di moda:

In un certo senso ci sono due visioni contrapposte in 'Star Trek', quando si parla di Intelligenza Artificiale. Nella Serie Classica, anche se non la chiamavano ancora così, l'idea prevalente dell' IA era quella di un computer pericoloso. C'è un episodio ['La sfida'] dove la sonda Nomad è convinta di dover sterilizzare l'umanità per rimuovere dal creato un'imperfezione. Da lì, negli anni '60 e '70, abbiamo visto molte volte computer apocalittici uscire di senno con lo scopo di conquistare il mondo e far fuori l'umanità. E' uno stereotipo che abbiamo visto anche in 'Terminator' e dura ancora ai nostri giorni.

Poi però c'è l'altra faccia della medaglia che emerge pienamente in 'Star Trek: The Next Generation' con Data, che è ben più di un' IA, è un umano artificiale. Grazie a lui è stata esplorata una delle domande persistenti di 'Star Trek': cosa significa essere umani?

Se volete studiare la questione dal punto di vista di Spock, la domanda è: quanto, della natura umana, si regge nell'equilibrio tra emotività e razionalità? Un dilemma simile viene riproposto con Sette di Nove ed i Borg. Ma Data ha portato il dibattito su un altro livello e Zora segue un po' la stessa missione di Data, vuole sforzarsi di diventare più umana. Col vantaggio di aver avuto molto più tempo a disposizione per riuscirci.

Insomma, parliamo di una tematica che affascina 'Star Trek' da sempre ed è da quel sottogenere che nasce la storia di 'Calypso', di un naufrago e dell' Intelligenza Artificiale che lo salva. Cos'è un umano e come può cambiare la sua percezione dell' Intelligenza Artificale?

Non so se ho scritto una storia del genere di proposito ma, per certi versi, forse non avrei potuto fare diversamente [trattandosi di 'Star Trek'].


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Aldis Hodge ed Annabelle Wallis in una scena di 'Star Trek: Short Treks - Calypso'


Un sequel di 'Calypso'?


La storia fra Craft e Zora sembra concludersi definitivamente alla fine di 'Calypso', ma il mini-episodio lascia il pubblico con molte domande in sospeso: cos'è accaduto all'equipaggio della 'Discovery'? La serie madre si concluderà dunque con l'abbandono della nave? Come ha fatto il computer di bordo ad evolversi in Zora? Che ne sarà adesso di Zora e Craft?

Di tutte queste domande, quella che sembra affascinare maggiormente Chabon è proprio l'ultima e l'autore non nasconde la voglia di trovare una risposta:

Mi piacerebbe moltissimo, moltissimo. Te lo dico chiaramente, vorrei tantissimo poter continuare a raccontare questa Odissea nella sua interezza. Vorrei prendere Craft e riscrivere attraverso questo personaggio la storia dei viaggi di Ulisse e della guerra che ha combattuto, di tutto ciò che ha vissuto, immaginando cosa potrebbe succedergli in un contesto come quello di 'Star Trek'.

Penso che sarebbe divertentissimo ma... succederà mai? Ne dubito.

Potrebbe essere davvero divertente scrivere qualcosa a partire da lì: che succede se un giorno Zora decide di, non so, disobbedire agli ordini ed andare in giro per l'universo per conto suo, come una nave senziente? Pensate se si spargesse la voce ed un giorno le navi cominciassero ad autodeterminarsi come personaggi senzienti; avremmo sostanzialmente una nuova razza, con la propria cultura, che rivendica i propri diritti. Anche quello sarebbe uno sviluppo divertente.

Però chi lo sa? Sono solo idee che mi sono venute sul momento.


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Uno scatto dal backstage di 'Star Trek: Short Treks - Calypso'


***


Peccato non poter ancora vedere la miniserie 'Star Trek: Short Treks' in Europa, a causa di una gestione non proprio illuminata di CBS sulla vendita dei diritti internazionali di questi mini-episodi...

Con un tweet dello scorso 5 novembre, gli autori degli 'Short Treks' hanno invitato i fan di 'Star Trek' ad avere pazienza:



Stiamo ancora aspettando notizie aggiornate su come faranno i nostri spettatori non Americani/Canadesi a vedere questi corti...


Aggiungendo poco dopo:

Gli accordi ed i modelli di distribuzione internazionale sono molto complicati. Non sono questioni nelle mani degli autori...


In effetti, gli accordi con Netflix non sono mai molto lineari (abbiamo approfondito la questione in questo articolo), ma in ogni caso che ve ne pare delle idee di Chabon? Vi piacerebbe scoprire come prosegue la storia di Craft e Zora? E cosa pensate di una razza di astronavi senzienti?

Dite pure la vostra nella sezione commenti o sulla nostra pagina Facebook!



Fonte: TrekTodayIGN






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