[SHORT TREKS] Aldis Hodge: "Dopo 'Calypso', vedrete 'Star Trek: Discovery' con altri occhi" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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giovedì 8 novembre 2018

[SHORT TREKS] Aldis Hodge: "Dopo 'Calypso', vedrete 'Star Trek: Discovery' con altri occhi"

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La miniserie 'Star Trek: Short Treks' tornerà stasera (esclusivamente in USA e Canada) con l'episodio intitolato 'Calypso', che si preannuncia come alquanto singolare.

La storia introdurrà un personaggio totalmente inedito per l'universo di 'Star Trek: Discovery' e sarà ambientata ben 1000 anni dopo la prima stagione della serie Netflix.

Il personaggio in questione si chiama Craft ed il sito ufficiale StarTrek.Com, nonché il blog ComicBook, hanno intervistato l'attore Aldis Hodge per provare a gettare un po' di luce sulla trama del mini-episodio e non solo.


ATTENZIONE: L'articolo contiene piccole anticipazioni sulla trama di 'Calypso'


Chi è Craft?


Com'è finito a recitare in un corto di 'Star Trek'?

Mi piace l'idea di dare ai fan qualcosina da mettere sotto i denti fra una stagione e l'altra. Quando è venuto da me uno dei produttori, Akiva [Goldsman], col quale avevo già lavorato in 'Underground', mi ha detto: "Guarda, sto lavorando su una cosa, qualcosa di nuovo, di diverso. Ti dirò di più man mano che lo svilupperò, ma pensi che potrebbe interessarti?" Ed io, subito: "Cacchio sì! Amico, parliamo di 'Star Trek', va bene tutto, anche truccarmi da alieno. Fate come volete, io ci sto."


Cosa può dirci di questo nuovo personaggio che interpreta, Craft?

Mah, onestamente non molto. Neanche a me hanno detto molte cose su Craft. Tutto ciò che so l'ho letto dal copione ed è quello che scoprirà anche lo spettatore, cioè che Craft è chiaramente un soldato, 1000 anni nel futuro, reduce da una guerra. Lo incontriamo in una situazione prossima alla morte, alla deriva nello spazio (da Dio solo sa quanto tempo). Rinviene e non riesce a capire dove si trova, chi è, cos'è successo. Perciò tenterà di trovare delle risposte ma, fondamentalmente, è un soldato che sta cercando di tornare dalla sua famiglia.

Ha subìto un attacco ed è stato recuperato dalla U.S.S. Discovery. Vorrebbe tornare alla sua vita, ma si rende conto che la nave è deserta e l'Intelligenza Artificiale che la guida ha sviluppato una sua identità. Sarà l'IA ad aggiornare Craft sugli eventi trascorsi, cioè 1000 anni da ciò che sappiamo di 'Star Trek: Discovery'.

Perciò alcune cose potrebbero fornire degli indizi su cosa accadrà alla 'Discovery', ma a Craft interessa solo tornare a casa. Più parlerà con l'IA della nave, più si renderà conto che per lui questa è la prima interazione umana (o quasi-umana) in tanti anni, e la cosa susciterà in lui delle emozioni, perché si chiederà: "Come gestisco questa cosa, come faccio a lasciarla" ma anche, "Voglio tornare dalla mia famiglia, ma dov'è? Resto qui? Dov'è la mia vita?"


Sembra quasi un rapporto simile a quello fra HAL e David in '2001: Odissea nello Spazio'...

In realtà ha una vibrazione molto diversa, sia rispetto a 'Star Trek', sia rispetto ad altri racconti spaziali che ho visto. E' proprio una cosa a sé stante e di certo molto "nuova", per 'Star Trek'. Apre prospettive pazzesche, perché è un viaggio nell'ignoto. Lascerà talmente tante domande senza risposta che cambierà il modo con cui il pubblico guarderà ai prossimi episodi di 'Discovery'. Quando ripenseranno all'equipaggio, alla nave ed a quello a cui andranno incontro, penso che cambierà anche la natura delle domande che si porranno. Perciò, per me non ha termini di paragone a questo punto.


Aveva già familiarità con il mondo di Star Trek, prima di interpretare Craft? O ha dovuto prima fare delle ricerche (o magari ha scelto di non farle)? 

Oh, no, no, certo che avevo già familiarità. Sono cresciuto guardando 'Star Trek' con mia madre. Sono un fan dei film, quelli nuovi, ma sono cresciuto guardando la vecchia serie. Worf era il mio personaggio preferito. Non mi definirei un super-fan, un Trekkie esperto di quelli che sanno tutto della saga, ma ne so abbastanza.

Sì, ero già assolutamente addentro al mondo di 'Star Trek' e mi piace ciò che stanno realizzando con 'Star Trek: Discovery'. Voglio dire, il valore della produzione, la qualità della serie è da far girar la testa. Hanno praticamente costruito una città dentro un teatro di posa. Magnifico. Giravo fra i set in estasi come un bambino perché, ragazzi, vai lì ed è tutto vero!

La nave sembra vera, c'è la plancia, la poltrona del capitano! Sono rimasto sorpreso nel vedere che la maggior parte dei set non usano il green screen, sono in realtà molto pratici. Premi un pulsante e le cose si illuminano per davvero. Eccezionale.
Inoltre conosco Sonequa [Martin-Green], ovviamente sono un suo fan e la sostengo.

E' fantastico crescere vedendo la serie e poi finirci dentro, ma per me è ancora più pazzesco perché la storia si svolge in un punto molto diverso dell'universo 'Trek', cioè 1000 anni nel futuro. Non conosciamo tutte le implicazioni. Sorgeranno un sacco di domande nel corso dell'episodio, ed il pubblico vorrà avere delle risposte.


Il trailer di 'Calypso' ('Star Trek: Short Treks')


La sceneggiatura


Parliamo di una sceneggiatura davvero unica nel suo genere, se confrontata con i tipici episodi di 'Star Trek' o quelli di 'Discovery' in particolare. Qual è stata la sua prima impressione, leggendola? 

Oh be', la mia prima reazione… sono rimasto davvero sorpreso dalla profondità del personaggio, in termini emotivi. Sai, se penso a 'Star Trek' mi vengono in mente corse su è giù per i corridoi a Phaser spiegati contro gli alieni e cose così - che sarebbe comunque fantastico - però questo personaggio ha un livello di genuina sincerità, di fiducia nel ricercare la verità su se stesso come persona, che è davvero magnifico. Per me la storia è narrata in modo fantastico e [Michael] Chabon ha fatto davvero un gran lavoro. Mi ha sorpreso, piacevolmente sorpreso, perché non mi aspettavo una cosa del genere.


L'autore Michael Chabon


A proposito di Michael Chabon, da quel che so è il primo vincitore di un Premio Pulitzer a scrivere la sceneggiatura di un episodio di 'Star Trek'. Conosceva già i suoi scritti? Ha lavorato con lui sul set?

Me l'hanno presentato - lui ed i suoi lavori - nel momento in cui mi hanno detto che avrebbe scritto l'episodio. Non credo di aver pienamente realizzato che fosse un Premio Pulitzer, mentre giravamo le scene. Se l'avessi capito, la posta in gioco si sarebbe alzata notevolmente. Forse troppo, per permettermi di recitare bene. Perché, voglio dire, appena ci pensi dici: "Aspetta un attimo: è questo il livello di questa produzione? E allora che ci faccio qui?"

Comunque è stato bellissimo, meraviglioso lavorare con gente che… cioè, se ricevi un riconoscimento come il Pulitzer, è perché sei riuscito a creare un altro tipo di esperienza e di prospettiva con la tua arte, che nel caso di Chabon è la scrittura. Ed è esattamente questo che Chabon ha apportato alla storia; come ho già spiegato, approfondisce la complessità di un personaggio come Craft, in modo differente dal solito. Ci ha permesso di volare alto con questa storia e mi ha permesso di elevare la mia performance. Almeno, spero di esserci riuscito.


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Michael Chabon


Una performance solitaria


E' una performance molto particolare la sua, considerando che - senza spoilerare troppo - praticamente è l'unico attore in scena per quasi tutto l'episodio ed il suo unico interlocutore è un'Intelligenza Artificiale.

Sì, è così: ci siamo solo io, me stesso e me medesimo di persona.


Come ha vissuto questa esperienza? Immagino che per la maggior parte del tempo lei fosse l'unico attore presente sul set, durante le riprese. Che sensazioni le ha dato?

Già, per la maggior parte del tempo sono rimasto da solo. Cioè, c'era anche un'attrice che leggeva le battute mentre giravamo. Ed è stata un aiuto immenso, di cui avevo veramente bisogno. Avevo la necessità di un compagno di squadra con cui recitare. La bellezza di una situazione così, di ritrovarsi l'unica persona sul set, è che puoi avere la libertà di… di provare a fare certe cose senza doverti trattenere, senza subire la pressione degli sguardi altrui. Di contro devi però rimanere molto concentrato e comprendere pienamente cosa stai facendo, perché c'è sempre il pubblico di 'Star Trek' ad osservarti.

Sai cosa intendo, no? C'è gente che segue 'Star Trek' da anni e noi dobbiamo onorare questo pubblico, dargli qualcosa da approfondire, da apprezzare, qualcosa che vorranno conoscere. La pressione, la responsabilità, è tutta lì. Devo dire, comunque, che la nostra troupe ed il nostro regista, Olatunde [Osunsanmi], mi hanno fatto sentire molto a mio agio e consapevole di ciò che stavo facendo. La pressione era lì, la avvertivo, ma non mi ha schiacciato, ecco.


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Un futuro nella fantascienza


Se non vado errato, questa è stata anche la sua prima esperienza in una serie fantascientifica ambientata nello spazio. Come attore, questo ha comportato un adeguamento del suo stile recitativo, per riuscire a proiettarsi in un mondo così futuristico?

Nella recitazione il mio approccio è sempre lo stesso, ovvero tirare fuori l'onestà del personaggio. In questo caso è stato particolarmente semplice, perché è scritto meravigliosamente e l'onestà della sua natura, delle sue intenzioni, della sua umanità vengono fuori dalla sceneggiatura. In questo senso, non ho dovuto sforzare più di tanto l'immaginazione. Se ad esempio si trattasse di combattere degli alieni, o dei gangster, allora alla radice delle oneste motivazioni del personaggio troveremmo l'istinto di sopravvivenza. Tutto ciò che dovrei pensare sarebbe: "Devo sopravvivere". Ma che effetto fa poi sullo schermo?

Perché, insomma, se ti spingi troppo oltre il contesto e cominci a pensare, "Ma si, tanto sono solo alieni nello spazio", perdi un po' quella libertà, quella capacità di immedesimazione che ti serve per considerare questi alieni come se fossero reali, esseri senzienti, individui con un'anima. Mi spiego? Non saranno umani ma hanno la stessa sinergia.


Un futuro per Craft


Siamo arrivati all'ultima domanda, che penso si porranno un po' tutti dopo aver visto l'episodio: rivedremo il personaggio di Craft in 'Star Trek: Discovery' o in un'altra serie, prima o poi?

Immagino che questo lo decreterà il pubblico. Sinceramente non lo so, ma spero che non sarà la prima ed ultima volta che vedremo Craft in circolazione.

Io sono disponibile. Bisognerà scoprire che guerra stava combattendo il personaggio. Io ancora non lo so e non vedo l'ora di conoscere le teorie dei fan in proposito. Contro chi stavo combattendo? Sappiamo che c'è stata una guerra con i Klingon, ma è sempre lo stesso conflitto? Nel corso dell'ultimo millennio sono riusciti a conquistare la galassia? E' qualcosa che mi piacerebbe proprio sapere.


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'Star Trek: Short Treks - Calypso' andrà in onda questa sera - 8 novembre 2018 - su CBS All Access ed in Canada sul canale Space.

Nonostante l'ottimismo del produttore esecutivo Alex Kurtzman, non esiste ancora un piano ufficiale per la distribuzione internazionale di questi mini-episodi.



Fonte: ComicBookStarTrek.Com





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