[SPOILER] Riassunto ed analisi di "Star Trek - Short Treks: Calypso" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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domenica 11 novembre 2018

[SPOILER] Riassunto ed analisi di "Star Trek - Short Treks: Calypso"

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Il secondo corto della miniserie 'Star Trek: Short Treks' rappresenta un interessante diversivo narrativo, sia rispetto a 'Star Trek: Discovery' sia rispetto al mini-episodio precedente, 'Runaway'.

La storia ruota attorno ad un nuovo personaggio, interpretato magistralmente da Aldis Hodge, che trova nell'Intelligenza Artificiale di bordo la sua unica compagnia. Il debutto in 'Star Trek' dello sceneggiatore Michael Chabon prende la forma di un dramma emozionale fra due personaggi, costruito deliziosamente ad arte a bordo della USS Discovery.

L'autore Premio Pulitzer è stato chiaramente influenzato dalla letteratura mitologica ed è riuscito molto efficacemente ad usare il piccolo spazio offerto dal format degli 'Short Treks' per raccontare una storia indipendente, piena di significato.


ATTENZIONE AGLI SPOILER: l'articolo prosegue con il riassunto dettagliato dell'episodio.


Calypso


Star Trek: Short Treks: episodio 2 - trasmesso giovedì 8 novembre 2018

Sceneggiatura: Michael Chabon
Storia: Sean Cochran e Michael Chabon
Regia: Olatunde Osunsanmi


Il trailer di 'Calypso' ('Star Trek: Short Treks')


Riassunto dell'episodio


Soli


'Calypso' si apre subito con un mistero, mostrandoci un uomo morente, alla deriva in una instabile e tempestosa regione spaziale, a bordo di una capsula di salvataggio dal design sconosciuto, che proietta al suo interno scene di antichi cartoni animati come 'Betty Boop'.

Il colpo di fortuna arriva con l'improvvisa comparsa della USS Discovery, che cattura e porta a bordo la capsula.


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L'uomo rinviene in una infermeria scarsamente illuminata e vuota. Il suo primo istinto è quello di prendere con sé uno strumento medico da usare come arma (non si sa mai) ma la solitudine è solo apparente perché, all'improvviso, una voce di donna - che si presenta come 'Zora' - dichiara di averlo salvato, anche se non è riuscita a fare altrettanto con la capsula di salvataggio che è andata distrutta.

In compenso, Zora creerà per l'uomo abiti e cibi sintetici nella sala mensa della nave.


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Allentata la tensione con un buon pasto, Zora rivelerà di non essere una persona in carne ed ossa ma un'intelligenza artificiale, sorridendo all'idea di essere stata scambiata per una persona reale ("Oh cavolo, davvero pensavi che fossi viva?").

Per certi versi le astronavi di 'Star Trek' possono considerarsi quasi dei personaggi esse stesse, ma 'Calypso' porta questo concetto ad un altro livello.

In uno spirito di condivisione, anche l'uomo decide di presentarsi: si chiama Craft, ma non è il suo vero nome, piuttosto un soprannome che rispecchia le sua competenze ed il suo lavoro su Alcor IV ['Craft' significa 'astuto' o 'abile', in inglese - N.d.t.].

Craft si descrive come un "riluttante soldato" che ha combattuto una guerra col gruppo detto V’draysh, dal quale è scappato su una capsula di salvataggio per tornare a casa da moglie e figlia.

E' qui che Zora rivela di essere rimasta sola, a bordo della Discovery, per quasi 1000 anni. Questo significa che il mini-episodio si svolge nientemeno che nel 33° secolo, ben al di là di ogni momento storico conosciuto in 'Star Trek' (tanto di cappello ai costruttori della 'Discovery': 1000 anni se li porta bene!)

Zora è molto più avanzata delle IA installate a bordo delle nevi della Flotta Stellare nel 23° e 24° secolo. Del resto, ha trascorso questi anni evolvendosi. Di sicuro, è un' IA molto più simpatica di quella del replicatore con cui ha litigato Tilly nel mini-episodio precedente...


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Insieme


Zora non vuole (o semplicemente, non può) disobbedire all'ultimo ordine ricevuto, ovvero di mantenere la posizione della nave in attesa del ritorno dell'equipaggio; di conseguenza Craft non può usare la Discovery per tornare a casa e comincia ad attrezzarsi per restare a bordo della nave, accampandosi nella sala teletrasporto, con tanto di amaca (non è chiaro perché non usi semplicemente uno dei tanti alloggi vuoti: probabilmente non vuole arrendersi all'idea di dover rimanere a bordo della nave a tempo indefinito).

Il tempo passa e la strana coppia uomo-software si lega sempre di più, attraverso la cucina, i giochi e le lunghe conversazioni. L'atmosfera minacciosa con cui si è aperta la storia è svanita del tutto e la situazione viene ulteriormente alleggerita dalla molto efficace colonna sonora di Jeff Russo.

Ad un certo punto, Zora mostra a Craft quello che per lei è il film più bello trovato fra gli archivi di bordo, la commedia musicale del 1957 'Cenerentola a Parigi', con Fred Astaire ed Audrey Hepburn (qui in un'allettante versione 3D olografica, proiettata sul ponte di comando).


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Chiaramente felice di aver trovato compagnia dopo tanti anni di solitudine, Zora fa di tutto per rendere felice anche Craft, per esempio ricreando per lui i suoni della sua terra natia. La performance di Aldis Hodge è davvero convincente ed emozionante di scena in scena, man mano che il suo personaggio - da ruvido veterano di guerra - si addolcisce fino ad instaurare un legame vero con questa compagna incorporea. La loro storia è talmente commovente da far dimenticare al pubblico le mille domande in sospeso sulla Discovery ed il fato del suo equipaggio scomparso.


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Alla fine, Craft è così riconoscente nei confronti di Zora che vuole darle qualcosa in cambio. Con tutto il tempo a sua disposizione, l'uomo impara a danzare e riesce anche a ricreare un completo identico a quello indossato da Fred Astaire in 'Cenerentola a Parigi'. Ecco quindi che Craft inviterà Zora a ballare olograficamente con lui, ma non con le sembianze di Audrey Hepburn, bensì con quelle che la stessa IA immagina per se stessa.

Qui la magia diventa talmente reale che Craft deve fare un passo indietro, rendendosi conto di essere sul punto di innamorarsi di Zora, tradendo così la famiglia verso la quale ha giurato di tornare attraverso la sua odissea personale.

In un momento molto emozionale, è la stessa Zora che tenta di confortare Craft ricordandogli che - in fondo - lei non è reale perciò non dovrebbe sentirsi in colpa pensando alla sua famiglia.

In appena 13 minuti, Chabon ed il regista Olatunde Osunsanmi sono riusciti a creare un forte legame fra il pubblico e questi due personaggi, ovviamente anche per merito dei due attori protagonisti Aldis Hodge ed Annabelle Wallis (che, per gli amanti del gossip, è anche la fidanzata di Chris "Capitano Kirk Reboot" Pine).


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Separati


Dato che è pur sempre un 'corto', la trama ad un certo punto deve procedere velocemente ed è solo adesso che Zora rivelerà a Craft di aver segretamente riparato una delle ultime navette rimaste a bordo della Discovery, per permettergli di continuare il viaggio verso casa. In più, donerà a Craft una tuta spaziale dorata tutta nuova per l'occasione (in questo mini-episodio, Craft/Hodge si cambia d'abito una decina di volte: non male, per soli 15 minuti di storia!)


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Dopo un millennio di solitudine, Zora compie il sacrificio definitivo lasciando partire un pezzo di sé per tornare nell'isolamento più totale. Ma prima di dire addio al suo compagno di ballo, l' IA vorrebbe finalmente conoscere il vero nome di Craft. L'uomo risponde che può essere proprio lei a darglielo; così Zora lo battezzerà 'Funny Face' (il titolo originale del film con Fred Astaire ed Audrey Hepburn).


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Analisi


Un salto nell'Antica Grecia


Non dovrebbe essere poi una gran sorpresa scoprire che un autore come Michael Chabon ha portato la narrazione di 'Star Trek' su un piano stilistico completamente diverso da quello di 'Discovery'.

La storia sarà anche ambientata nel 33° secolo ma 'Calypso' attinge chiaramente a piene mani dall'antica mitologia greca e dall'Odissea di Omero, sin dal titolo dell'episodio che è anche il nome della ninfa immortale condannata a vivere sull'isola di Ogigia, destinata per sempre ad innamorarsi di uomini mortali ai quali avrebbe dovuto dire addio.

Secondo la leggenda, Ulisse fu uno di quegli uomini e rimase con Calypso sette anni prima di ripartire alla volta di Itaca.

Anche il nome del protagonista, Craft, è in realtà un omaggio ad Ulisse - l'eroe greco dall'astuzia proverbiale -  e come ha fatto Ulisse col Ciclope Polifemo, anche Craft non rivela il suo vero nome.

La tuta dorata con la quale Craft lascia la Discovery sembra poi un richiamo al vello d'oro di Giasone nelle Argonautiche.

Non contento delle citazioni dall'antica Grecia, Chabon è riuscito ad includere in 'Calypso' anche riferimenti a 'Betty Boop' ed al musical del 1950 'Cenerentola a Parigi', peraltro non come semplice sfoggio di cultura popolare ma come elementi ben integrati nell'economia della storia: davvero un risultato notevole per una storia breve.


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Si ma... è davvero 'Star Trek'?


'Calypso' tiene certamente fede al proposito dei produttori degli 'Short Treks' di voler sperimentare nuovi stili, formati ed approcci narrativi nell'universo di 'Star Trek'. L'aver ambientato la storia 1000 anni nel futuro ha di fatto - e di proposito - tagliato ogni legame con le avventure della USS Discovery. Lo stesso Chabon ha dichiarato che per lui questo corto è "isolato dal vasto tessuto narrativo di 'Star Trek'."

Il corto però solleva molte domande: che fine ha fatto l'equipaggio? Quando e perché ha abbandonato la nave? Questa è davvero la stessa USS Discovery che abbiamo visto nella serie principale, il che vorrebbe dire che non verrà mai distrutta nel corso dei prossimi episodi? Come ha fatto il computer di bordo ad evolversi? E' stata la stessa Zora ad inventare la tecnologia necessaria per permetterle di curare Craft, riparare la navetta, muovere i pezzi degli scacchi e via dicendo? La Federazione esiste ancora nel 33° secolo? Come ha fatto l'umanità a non avere più coscienza di cosa sia un tacos o di cosa voglia dire 'martedì'?

Questo episodio chiaramente non si prefigge il compito di rispondere a questi interrogativi, piuttosto cerca di sfruttare al massimo il formato 'Short Trek' ed il distacco temporale da 'Discovery' per raccontare un'appassionante storia di fantascienza. 'Calypso' è essenzialmente quello che in gergo teatrale si chiama "un gioco a due", una pièce con due soli personaggi in scena. Ricorda per certi versi episodi di 'Ai confini della realtà' con un simile impianto, quali 'Soli' ed 'Oltre il buio'.

'Calypso' è una storia breve che potrebbe inserirsi all'interno di una qualsiasi antologia di fantascienza, tanto che si potrebbe obiettare che non è davvero un episodio di 'Star Trek', avendo poco o nulla a che fare con le vicende di 'Discovery' o della saga più in generale.

Tuttavia al centro della narrazione, l'episodio esplora una questione esistenziale: cosa vuol dire davvero essere umani?

E questo è molto da 'Star Trek'.


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Un futuro luminoso


D'accordo, 'Calypso' non ci regala alcun indizio sui nuovi episodi di 'Star Trek: Discovery' od i suoi protagonisti, ma è del tutto evidente che non è mai stato questo lo scopo del corto (a questo penserà sicuramente il prossimo, 'The Brightest Star', che racconterà un flashback sulla vita di Saru). Piuttosto, 'Calypso' va visto come un esperimento narrativo fantascientifico, inserito in tematiche ed ambientazioni di 'Star Trek': da questo punto di vista, il prodotto supera il test ben oltre le aspettative.

Inoltre, questo mini-episodio fa molto ben sperare per quanto riguarda la nuova serie di 'Star Trek' con Jean-Luc Picard, la cui produzione dovrebbe iniziare ad aprile 2019 e di cui proprio Michael Chabon è autore e produttore esecutivo.

La sua competenza ed il suo stile letterario sono assolutamente una novità ben accetta in 'Star Trek'.

La miniserie 'Star Trek: Short Treks' continuerà ad intrattenere il pubblico del continente Nord Americano con questi episodi mordi-e-fuggi distribuiti mensilmente su CBS All Access, in attesa della seconda stagione di 'Star Trek: Discovery' che debutterà il 17 gennaio 2019 in America e Canada ed il giorno successivo nel resto del mondo, grazie a Netflix.

Il prossimo 'Short Trek' arriverà il 6 dicembre con 'The Brightest Star', che mostrerà ai fan di 'Discovery' un interessante squarcio su Saru ed il suo pianeta natale, prima del suo arruolamento nella Flotta Stellare.


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Pensieri sparsi


Il contenitore per popcorn con il logo della Flotta Stellare è già diventato il nuovo oggetto dei desideri di molti fan in giro sui social media, e sembra che la famosa T-Shirt con la scritta 'DISCO' sia stata ridisegnata con un font leggermente diverso.

Chiudiamo l'articolo con una domanda: il gufo rosso tatuato su Craft potrebbe celare un qualche riferimento all' 'angelo rosso' visto nel trailer della seconda stagione di 'Discovery'?


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***


Noi fan Italiani (come tutti gli altri fan non americani, ad eccezione di quelli canadesi) siamo ancora in attesa di capire se Netflix prima o poi acquisterà e trasmetterà questi corti: nonostante l'ottimismo del produttore esecutivo Alex Kurtzman, non esiste ancora un piano ufficiale per la distribuzione internazionale di 'Star Trek: Short Treks'.


Fonte: TrekMovie






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