Discovery, Picard, Sezione 31, Lower Decks: il cronoprogramma di CBS per il futuro di Star Trek |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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sabato 19 gennaio 2019

Discovery, Picard, Sezione 31, Lower Decks: il cronoprogramma di CBS per il futuro di Star Trek

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I mesi scorsi sono stati caratterizzati da una fervente attività attorno al franchise di Star Trek, con tanto di annunci ufficiali su nuove serie e spin-off in via di sviluppo per la piattaforma streaming CBS All Access.

Quello che non è ancora del tutto chiaro, è come CBS intenda gestire questa enorme mole di contenuti. Dai vertici della compagnia arriva una direttiva precisa: non fare le cose di fretta.


Star Trek: trattare con cura


Intervistata da The Wrap, la Vicepresidente esecutiva per i contenuti originali di CBS All Access - Julie McNamara - ha chiaramente detto che CBS non intende affrettare i tempi, pubblicando nuove serie tutte in una volta:

Non ci sarebbe alcun vantaggio ad immettere sul mercato tonnellate di contenuti Trek. Non è nei nostri piani: vogliamo valorizzare il marchio con saggezza ed efficacia.


McNamara prosegue dando manforte ad Alex Kurtzman - il produttore incaricato di plasmare questa espansione del franchise - confermando l'intenzione di differenziare stilisticamente ed intervallare temporalmente ogni nuova serie, in modo da non sovrapporle:

In un mondo ideale, penso che i fan di Star Trek dovrebbero trovare interessanti grandi serie di Star Trek, che proponessero una gran varietà di soggetti e coinvolgessero un'ampia platea di talenti. Bisogna che siano "giuste", anche nella tempistica.


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Programmando il futuro di Star Trek


Ad oggi, l'unica nuova serie Trek ad avere ufficialmente una finestra temporale per il suo debutto è quella con Picard (Patrick Stewart), prevista tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020.

L'articolo di The Wrap getta un po' di luce anche sulle tempistiche della nuova serie animata, Star Trek: Lower Decks, che non vedremo tanto presto, poiché:

[Sceneggiature a parte] la sola animazione richiederà un anno di tempo.


Per quanto riguarda invece lo spin-off sulla Sezione 31 con Michelle Yeoh, si tratta di un progetto ancora "in fase di progettazione" e - mettendo insieme le varie dichiarazioni - si evince che CBS lo trasmetterà qualche tempo dopo il debutto della serie con Picard e dopo la terza stagione di Discovery (ad un passo dal ricevere il via libera ufficiale). In soldoni, parliamo più o meno del 2021.

E Discovery? Il produttore Alex Kurtzman ha dichiarato recentemente di considerare Star Trek: Discovery una serie di lungo corso. Tuttavia non è più consuetudine, per serie Premium come Discovery, durare anche sette stagioni come negli anni '90. Di conseguenza, quando Kurtzman guarda sul lungo periodo - sia riferendosi a Discovery, sia riferendosi a Picard - non è semplice quantificare esattamente il lasso di tempo effettivamente in gioco.

Quel che è certo è che anche la Vicepresidente McNamara guarda alla programmazione di questi nuovi progetti in prospettiva:

Alcune [di queste nuove serie] si possono considerare come "rimpiazzi", piuttosto che come "aggiunte". Le serie di Star Trek richiedono molta preparazione, e molte risorse per gli effetti speciali… più che altro, a noi interessa che ci sia sempre un costante flusso di contenuti Trek di qualità [in catalogo].


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Un gioco di strategia


Per un pubblico tradizionalmente generalista come quello italiano - abituato a seguire (faticosamente) le avventure dell'Enterprise, della Voyager, o della Deep Space Nine sulla TV in chiaro o via satellite - questa potrebbe sembrare una strana impostazione da parte di CBS.

Occorre quindi ricordare che l'espansione di Star Trek in TV (inaugurata da Star Trek: Discovery nel 2017, dopo 12 anni di buio seguiti alla cancellazione di Star Trek: Enterprise) non è avvenuta a caso, ma è nata dalla necessità di CBS di proporre contenuti originali sulla propria piattaforma streaming CBS All Access che - detto francamente - è davvero una formica al confronto di realtà come Netflix, Amazon Prime o la nascitura Disney+.

L'investimento ha ripagato totalmente CBS, che però adesso si è legata a doppio filo con Star Trek e ne ha bisgno per mantenere alto il valore della sua piattaforma, il numero dei suoi abbonati e risultare attrattiva agli occhi degli investitori.

Di conseguenza, CBS non ha davvero alcun interesse a far accavallare fra loro le varie serie Trek, quanto piuttosto ad aggiungere costantemente nuovi contenuti che invoglino (obblighino) i fan ad abbonarsi e rinnovare mensilmente la propria quota: se infatti caricassero i contenuti tutti insieme - a stagioni complete come fa Netflix - ai fan basterebbe abbonarsi solo per un mese, fare una bella maratona in binge wathing e togliersi il pensiero.

Ovviamente, per CBS sarebbe un modello totalmente antieconomico e fallimentare.


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I detrattori potrebbero quindi accusare CBS di spremere il brand Star Trek per mero profitto e senza amore per il franchise: anche in questo caso, però, occorre ricordare che il marchio ha già attraversato questa fase in diverse occasioni della sua storia; la prima, negli anni '70, quando Paramount - dopo aver cassato sistematicamente ogni sforzo di Gene Roddenberry per riportare in scena la sua creazione - decise di investire nel primo film della saga, sostanzialmente per avere qualcosa da controbattere al successo planetario di Star Wars; successivamente, toccò a 'Star Trek: The Next Generation' fare da testa d'ariete per spingere a livello commerciale la nuova rete in syndication di Paramount (una sorta di consorzio di reti televisive regionali); ultimo esempio in ordine di tempo - prima di Discovery - lo abbiamo in Star Trek: Voyager: la serie con Janeway & Co. doveva servire come show di punta dell'appena nato network UPN (che ebbe vita molto breve).


Fonte: TrekMovie