[INTERVISTA] Rainn Wilson sul suo Harry Mudd: "E' il tipo di persona che combatte l'establishment" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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giovedì 3 gennaio 2019

[INTERVISTA] Rainn Wilson sul suo Harry Mudd: "E' il tipo di persona che combatte l'establishment"

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Questo giovedì sera, oltreoceano (e ahinoi solo lì) uscirà il quarto ed ultimo episodio della miniserie Star Trek: Short Treks intitolato 'The Escape Artist'.

Il nuovo corto presenterà un'inedita avventura in solitaria del traffichino Harry Mudd, interpretato ancora una volta dall'attore Rainn Wilson che ha ereditato il ruolo da Roger C. Carmel, apparso in due episodi della Serie Classica di Star Trek.

Wilson ha anche firmato la regia di questo Short Trek, basato su una sceneggiatura di Mike McMahan, autore di Rick & Morty nonché di una nuova serie animata di Star Trek intitolata Lower Decks, di cui speriamo di conoscere presto i dettagli.

In due interviste, rilasciate a ComicBook.com ed al sito ufficiale StarTrek.com, l'attore/regista ha discusso del suo Short Trek e del futuro di Harry Mudd.


Il suo episodio di Star Trek: Short Treks è unico nel suo genere, dato che l'attore protagonista è anche il regista. Come è successo?

Be', ad essere onesti, è qualcosa che è proprio piovuta dal cielo. Veramente, stavamo discutendo su come riportare in scena Mudd, sulla possibilità di farlo apparire in altri episodi di Discovery e del ruolo che avrebbe potuto giocare in futuro. Ad un certo punto, mi arriva questa sceneggiatura. Una sceneggiatura brillante, molto divertente, piena di colpi di scena ed ovviamente con un fantastico finale a sorpresa.

Mi fanno: "Lo vuoi dirigere, oltre che interpretare?" ed è stata un'opportunità incredibile, perché avevo già diretto tre episodi di The Office ma, siamo onesti, The Office è molto semplice da dirigere: voglio dire, essenzialmente devi solo decidere da che parte della scrivania vuoi mettere la cinepresa, con uno stile quasi da documentario. Ma qui parlavamo di una vera e propria sfida.




E com'è stato lavorare ad un progetto così grande, con un budget importante e molti effetti speciali?

Ho imparato un sacco di cose. Dico sul serio. Ci sono molti flashback che mostrano vari Mudd in vari posti, che devono essere allo stesso tempo molto diversi ma anche coerenti, cioè dare l'impressione che facciano tutti parte dello stesso mondo: stesso universo, ma mondi diversi.

Ho partecipato ad alcune delle riunioni con gli autori, per essere sicuro che tornassero i conti e che il tono fosse quello giusto. Sono stati molto benevoli nei miei riguardi come regista, dato che ero un po' fuori dal mio elemento. Mi hanno anche permesso di assumere un artista per lo storyboard ed è la prima volta che lavoro con una figura del genere, che mi ha aiutato davvero molto a capire come raccontare questa storia da un punto di vista visivo. Gran parte del racconto si svolge a bordo di una nave tellarita quindi… come faccio a raccontare la storia senza rischiare di annoiare? Mischiando visivamente le scene, intervallando tutti i dialoghi che avvengono sulla nave dei Tellariti, trovando angoli sempre diversi per le inquadrature, tecniche di ripresa differenti, ma sempre preservando quella coerenza che rende il tutto un'unica storia.

Ho imparato tantissimo anche sugli effetti speciali: non so quanti soldi abbiano speso per realizzare questo corto o quanto fosse il budget assegnato (non me l'hanno detto) ma, dato che a Toronto c'è già in moto questo gigantesco meccanismo sforna Star Trek, con i professionisti per gli effetti speciali, il compositore, il reparto costumi, il reparto per gli oggetti di scena che costruisce qualsiasi cosa ti possa servire… tutto questo l'ha fatta subito sembrare una produzione enorme. Abbiamo girato il corto mentre la squadra filmava l'ultimo episodio della seconda stagione di Discovery [probabilmente era in realtà il penultimo, dato che ne è stato aggiunto un altro successivamente - N.d.r.]

Per me è stata un'opportunità incredibile sperimentare l'atmosfera di una produzione sci-fi così grande.


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Rainn Wilson e due Orioniani fuori dai set di
'Star Trek: Short Treks - The Escape Artist'


A giudicare dal trailer, nel corto sarà preso a pugni, sarà colpito con scariche elettriche e verrà persino sospeso a mezzo metro da terra. Quando si trovava appeso al soffitto e da regista gridava "Stop!", gli attori avrebbero anche potuto lasciarla lì a penzolare e andarsene a pranzo. Come è stato dirigere un episodio in quelle condizioni?

Grazie a Dio la troupe non si è ribellata e nessuno mi ha lasciato legato in prigione. E' sempre complicato dirigere e recitare allo stesso tempo, perché devi dire "Stop!" e correre subito verso un piccolo monitor, per valutare sul momento la tua performance e quella degli altri attori, ed accertarti che si accordino bene insieme.

Ma devi anche tenere sottocchio tutto il resto, cioè dove sono posizionate le cineprese, l'ampiezza dell'inquadratura e continui a chiederti: "Stiamo facendo tutto nella giusta sequenza? Stiamo riuscendo a raccontare la storia nel modo più efficace?"

E' incredibilmente impegnativo trovarsi da entrambe le parti della telecamera ma, ragazzo mio, di sicuro è divertente. Per fortuna ho già interpretato Mudd un paio di volte, quindi sento di conoscere piuttosto bene il personaggio ed ho ben chiaro come voglio rappresentarlo.


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Harry Judge è davvero bravissimo nei panni del Tellarita. E' lo stesso Tellarita - Gorch - già apparso in Discovery?

No, penso che sia un altro Tellarita. Lui è un po' il Tellarita che va bene per tutte le occasioni, ma è un personaggio differente. E' un po' come accadeva nelle vecchie compagnie shakespeariane, dove è il costume che sceglie il ruolo. "A chi viene bene questo costume? Oh, veste bene su Harry Judge.”

E' un attore straordinario, con una preparazione teatrale e un sacco di Shakespeare alle spalle. Ha recitato anche in tantissimi film e serie TV. Riesce davvero a dare corpo al suo personaggio, a portarlo in vita, ed ha svolto un ottimo lavoro. Spero che trovino il modo di riportarlo in scena anche in Discovery, magari nei panni di un altro Tellarita.


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Sulla base della sua performance nella prima stagione di Star Trek: Discovery, alcuni fan giudicano la sua interpretazione di Harry Mudd un po' troppo "omicida" (in mancanza di altri termini) rispetto a quella originale di Roger C. Carmel. Lei è d'accordo con questa valutazione? Ha in mente una sua personale teoria su come il suo Mudd evolverà in quello di Carmel?

Sì. Penso sia una discussione interessante perché, per prima cosa, bisogna trovare il giusto equilibrio da dare al personaggio. Come si bilancia il comico col tragico, l'adorabile canaglia con l'antagonista machiavellico? Prendete la Serie Classica, il secondo episodio in cui appare Mudd. 'Io, Mudd' sembra una commedia leggera ma, in effetti, Mudd progettava di imprigionare l'equipaggio dell'Enterprise su quel pianeta con gli androidi e di rubargli la nave. Voglio dire, è un comportamento omicida. Noi ci ricordiamo sempre gli aspetti più divertenti del personaggio, come quando viene vessato dall'androide con le sembianze di sua moglie Stella ma... anche nel primo episodio in cui appare, 'Il filtro di Venere', lui compra e vende schive sessuali, prostitute, no? Gioca con le vite altrui e plagia la gente per spingerla ad acquistare queste lavoratrici del sesso. Insomma, è roba forte ma tutti noi ricordiamo solo la brillante interpretazione comica di Roger C. Carmel.

Il fatto è che sotto c'è molto di più e ne abbiamo discusso, quando Discovery era ancora all'inizio. Per cominciare, sapevamo che Discovery sarebbe stata una serie più cupa, che sarebbe stata ambientata in tempo di guerra e che avrebbe dovuto riflettere in questo modo la cupezza dei nostri tempi. Non sarebbe stato il solito show di Star Trek a cuor leggero. Era tempo di qualcosa più con i piedi per terra.

Francamente non volevo interpretare un personaggio comico, uno di quelli che serve ad alleggerire l'atmosfera. Perciò tutto sta nel bilanciare il tono fra il Mudd comico e quello ignobile: quello che lo rende divertente è che ti fa ridere, ma poi ti pugnala allo stomaco e poi magari ti chiede scusa e ti aiuta a ricucire la ferita.

E' un personaggio pieno di sorprese.


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Harry Mudd in versione Rainn Wilson (sinistra) e Roger C. Carmel (destra)


Una cosa che ho sempre trovato affascinante di Mudd è che fa di tutto per mettersi qualche soldo in tasca, eppure vive in una società dove il denaro non si usa più e la povertà è stata debellata. Nella Serie Classica lo si accettava perché Carmel rientrava un po' nel filone Western che caratterizzava il concept originale di Gene Roddenberry per  Star Trek, come un western spaziale. Ma ai giorni nostri cosa spinge davvero Mudd a fare la vita che fa? E' una sorta di rivoluzionario antisistema?

Sì, credo che sia il tipo di persona che va contro l'establishment. Non so se sia proprio la Federazione a non andargli a genio ma è un contrabbandiere, un imbroglione ed un truffatore quindi è normale che non voglia farsi raggiungere dal lungo braccio della legge. Se fosse nel Far West di certo sarebbe il classico venditore che gira di città in città, vendendo falsi intrugli miracolosi fintantoché gli sceriffi e le forze dell'ordine… è questo che ha messo fine al vecchio West - restando nella metafora - cioè la legge, l'ordine, le prigioni, le esecuzioni, gli sceriffi, gli eserciti. Lui lotta contro tutto questo. Si frappongono fra lui ed i suoi affari e - per me - è tutto qui, non ci sono molti altri motivi.


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Dopo 'The Escape Artist' i fan si chiederanno certamente se e quando rivedranno Harry Mudd.

Di sicuro spero che ci sia ancora spazio per Mudd ma, al momento, non lo so davvero. In ogni caso sarei assolutamente pronto ad interpretarlo ancora perché è un personaggio che da la scossa. E' il modo in cui si evolve che cattura lo spettatore perché con lui non sai mai se puoi farti quattro risate o se devi guardarti le spalle. E' un maestro dell'inganno, un furfante e niente è mai come sembra, quando c'è di mezzo Harry Mudd. E' questo che lo rende emozionante e spero davvero di poter giocare ancora con questi aspetti del personaggio, in futuro.

Lo adoro e adoro far parte di questo mondo. L'universo di Star Trek ha rappresentato tanto per me negli anni della crescita, ed è stata davvero una parte importante della mia giovinezza e della mia adolescenza. E' un'emozione essere entrato a far parte di questo mondo e spero di apparire ancora.


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'The Escape Artist' sarà trasmesso oggi, giovedì 3 gennaio, su CBS All Access in America e su Space in Canada alle 21,30ET (ora locale).

La miniserie 'Star Trek: Short Treks' non ha ancora trovato un distributore internazionale per l'Europa e per gli altri paesi.

***

'Star Trek: Discovery' è disponibile su Netflix: i nuovi episodi verranno trasmessi da venerdì 18 gennaio 2019.

La prima stagione è già disponibile su Blu-ray e DVD.


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Fonte: ComicBookStarTrek.com




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