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lunedì 14 gennaio 2019

Per Alex Kurtzman Star Trek è una missione di vita, onorando Picard e imparando da DS9 e VOY

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La settimana scorsa si è conclusa con una lunga serie di interviste concesse alla stampa dal produttore esecutivo Alex Kurtzman, in particolare sugli sviluppi di Star Trek: Discovery nella seconda stagione.

Kurtzman ha però toccato anche altri argomenti, come la nuova serie con Picard che sta producendo col contributo dello stesso Patrick Stewart, l'importanza di dare ad ogni serie una sua anima precisa e come si sia innamorato perdutamente di questo franchise.


La serie con Picard sarà diversa, ma rispetterà il personaggio


Rispondendo alle domande di Variety, Alex Kurtzman ha spiegato come il suo staff sia andato incontro alla precisa richiesta di Patrick Stewart di creare una serie diversa dal passato, ma capace di onorarlo:

Quel che abbiamo fatto, è stato dimostrare [a Patrick Stewart] che è nostra intenzione almeno provare a scrivere qualcosa di diverso. Gli abbiamo fatto capire che si è seduto ad un tavolo attorno al quale ci sono persone che non solo lo amano, ma amano il suo personaggio. Partendo da questi presupposti, abbiamo cominciato a lavorarci sostanzialmente tutti insieme. Dopodiché arriva il momento in cui ci si domanda: "Come lo vogliamo fare? In che modo deve differire dalle altre serie?" Così è emersa questa idea fantastica che lo differenzierà moltissimo da Discovery, ma per me è una gran cosa; è una cosa necessaria.


E quali reazioni spera di suscitare Kurtzman con questa serie? Il produttore risponde così:

La gente guarderà questa serie con certe aspettative; noi ne soddisfaremo alcune, ma sicuramente sbaglieremo su qualche altro fronte. Perché non è materialmente possibile che a tutti piaccia tutto. Parte di ciò che rende Star Trek così bello è che la gente ne parla di continuo ed ha mille opinioni in proposito. E' raro che proprio tutti i Trekker o Trekkie si ritrovino d'accordo su qualcosa. Ed è questo il punto. E' una serie che da sempre coinvolge i suoi fan in dibattiti e simposi. Del resto, un prodotto così significativo per tante persone, che dura da più di 50 anni, non può fare felici tutti. E va bene così. Ma dove bisogna stare davvero attenti, dove la gente si arrabbia sul serio, è laddove il pubblico percepisce che stai mancando di rispetto al franchise o che stai gettando un velo di oscurità su un personaggio che viene percepito in un certo modo. Se si modifica il personaggio, trasformandolo in qualcosa di diverso da ciò che il pubblico ama di lui, la cosa si fa difficile. Discutiamo di continuo su dove tracciare questa linea, per non oltrepassarla.


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Imparare da Voyager e Deep Space Nine per espandere l'universo Trek


Dato che CBS intende sviluppare varie serie di Star Trek nel prossimo futuro, Kurtzman guarderà agli anni '90 - periodo in cui serie Trek come Deep Space Nine e Voyager sono andate in onda contemporaneamente per molte stagioni - per evitare di incappare nelle stesse criticità che all'epoca afflissero il franchise:

Voglio essere assolutamente certo che ogni serie proporrà qualcosa di unico e differente dalle altre. Credo che Deep Space Nine e Voyager siano incappate in questa trappola quando il pubblico [generalista] non ha colto le differenze fra questi due show, che pure ci sono e sono molte, ma ha cominciato a chiedersi: "Non vedo cosa ci sia di così diverso, quindi perché dovrei seguire una piuttosto che l'altra?"

La nostra missione è assicurarci che ogni nuova serie proponga una prospettiva molto diversa da tutte le altre serie Trek esistenti. E' un po' la stessa cosa che fanno alla Marvel o alla Pixar: propongono una moltitudine di storie che coesistono nello stesso ambito ma sono ognuna molto diversa dall'altra, salvaguardando comunque una forte identità del marchio.

Ogni volta che si va a vedere un film della Marvel, il pubblico sa già cosa aspettarsi; però un conto è Ragnarok, un altro è Black Panther e un altro ancora è Iron Man. Sono tutti film che hanno un impatto diverso, ma sempre con una grande attenzione alla narrazione… ed anche se tutti i loro film sono differenti gli uni dagli altri, se vai a vedere un film della Pixar lo sai già che sarà un gran bel film. Io vorrei riuscire ad elevare Star Trek su quello stesso piano. Vorrei che quando andrete a vedere una delle nuove serie di Star Trek, lo faceste sapendo già di poter contare su una grande narrazione. Cambieranno i tipi di storie, il modo di raccontarle, ma voglio costruire un contesto Trek dove questa aspettativa sia ormai assodata.


Star Trek senza limiti


Che tipo di storie ha in mente Alex Kurtzman, per questo nuovo universo di Star Trek? Il produttore risponde a Variety che deve ancora trovare un limite:

Fra gli elementi più belli di Star Trek c'è che offre moltissime scappatoie, moltissimi spazi - nel suo contesto narrativo e nei suoi molteplici punti di vista - da permettere un'enorme varietà di scelta nei generi da adottare per la narrazione. Succede anche perché ha una lunga tradizione alle spalle nel valorizzare i suoi personaggi. Quindi poter cambiare radicalmente il punto di osservazione - anche quando la serie ha per protagonista un solo personaggio - e mettersi nei panni di un altro personaggio… per me rappresenta una sfida continua, che mi spinge a cercare sempre nuovi modi per raccontare certe storie e non solo; per esempio, mi sprona a cercare nuovi paradigmi, nuove strutture… non ho ancora trovato un limite a ciò che può offrire Star Trek. Non penso che esista davvero una regola in Star Trek secondo cui: "Questo non si può fare".


Star Trek è una missione di vita


Prima di co-creare Star Trek: Discovery con Bryan Fuller - diventandone in seguito showrunner - Kurtzman aveva già lavorato a Star Trek nei film di J.J. Abrams ambientati nella linea temporale Kelvin. Commentando questa esperienza con Variety, il produttore esecutivo è stato molto franco ed ha ammesso che lavorare a Discovery - dopo una deludente esperienza con il film La Mummia - ha cambiato il suo punto di vista sul franchise e gli ha fatto capire che tipo di progetti è meglio abbracciare:

L'ho vissuta come un'esperienza bellissima e ristoratrice, perché mi sono ritrovato connesso a questo mondo [di Star Trek] sempre di più, mentre il mondo stava cambiando. E per la prima volta - nonostante l'esperienza alle spalle con i film - ho cominciato a capire quanto fosse necessario Star Trek al mondo d'oggi. Se Guerre Stellari parla di una galassia lontana, lontana…. Star Trek parla invece della versione migliore di noi stessi, di ciò che potremmo diventare. Ed ora come ora, abbiamo bisogno proprio di questo insegnamento. Oggi più che mai dobbiamo imparare a vivere in un mondo fatto di infinite diversità in infinite combinazioni - come dicono i Vulcaniani - e dobbiamo farlo tirando fuori la parte migliore di noi stessi. E' la speranza che tiene unito l'equipaggio della Discovery, la speranza in quel futuro che permette a quel gruppo di persone, così eterogeneo, di coesistere e collaborare a bordo della stessa nave.

Così è diventata improvvisamente una missione di vita, mi sono detto: "Non voglio più produrre cose prive di significato." Non voglio più raccontare storie che non abbiano al loro interno un messaggio per il mondo, necessario e positivo. Quindi mi sono innamorato di Star Trek per molti motivi. Lo amavo già, però improvvisamente è diventata l'unica cosa che volessi fare; l'unica storia che volessi raccontare. Sono arrivato ad un punto della vita dove se quel che faccio non ha un valore formativo, ovvero non ha niente di significativo da dire - sul mondo, sulle persone - allora non m'interessa. Non voglio più perdere tempo con quelle cose lì.


Più avanti nell'intervista, Kurtzman è tornato su questo tema per aggiungere:

Per me è diventata veramente una missione. [Lavorare ai film del Kelvinverso] è stato fantastico e sono stato fortunato a poter contare su così tante persone di talento che - devo essere onesto - sapevano molte più cose di me. Però ora è diverso. Ora posso dire, in tutta onestà, di sentirmi autenticamente un… non lo so, come si dice? Trekkie o Trekker? Scegliete voi quello che preferite. Ma ora che sono così profondamente innamorato di questo mondo e che a modo mio ho trovato il mio spazio, mi si è parato davanti in modo completamente nuovo rispetto a prima.


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Fonte: TrekMovie




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