[SPOILER] Riassunto ed analisi di "Star Trek - Short Treks: The Escape Artist" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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domenica 6 gennaio 2019

[SPOILER] Riassunto ed analisi di "Star Trek - Short Treks: The Escape Artist"

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Il quarto ed ultimo episodio di Star Trek: Short Treks ci regala un delizioso spaccato sulla vita a dir poco bizzarra del malvivente Harry Mudd.

Spetta ancora una volta a Rainn Wilson interpretare questo personaggio decisamente fuori dai canoni Trek, valorizzato dalla brillante sceneggiatura di Mike McMahan (Rick e Morty).

Ricco di riferimenti tanto a Discovery quanto alla Serie Originale, il corto intitolato 'The Escape Artist' ha sfruttato molto bene il format breve degli Short Treks con un'avventura originale, ma coerente con l'universo di Star Trek; divertente, ma capace di fermarsi prima di scivolare un po' troppo nella parodia.


ATTENZIONE AGLI SPOILER: l'articolo prosegue con il riassunto dettagliato dell'episodio.


The Escape Artist


Star Trek: Short Treks: episodio 4 - trasmesso giovedì, 3 gennaio

Storia: Mike McMahan
Regia: Rainn Wilson




Riassunto dell'episodio


Mudd, chi io?


'The Escape Artist' inizia subito con un Harry Mudd decisamente indignato per essere stato venduto da un incappucciato cacciatore di taglie a Krit, un altro cacciatore di taglie Tellarita.

Chissà come mai, il nostro furfante preferito è ancora una volta dal lato sbagliato della legge e neanche le sue doti di negoziatore consumato riescono a dissuadere i due cacciatori dal rinunciare alla "compravendita".

Anche se lo scopo di Krit è consegnare il prigioniero alla Federazione per intascare la generosa taglia di 100.000 crediti, il Tellarita ha dei motivi di risentimento personali verso Harry Mudd: lo ha derubato di un antico bastone (un cimelio di famiglia) dopo essere andato a letto con sua sorella… certo, forse è uno stereotipo un po' abusato ma, ammettiamolo, immaginare Harry Mudd a letto con una Tellarita strappa un sorriso!

Come i precedenti Short Trek, anche questo si configura sostanzialmente come una pièce a due, con Harry Mudd da un lato ed il Tellarita Tevrin Krit (Harry Judge) dall'altro. Rainn Wilson fa sfoggio di tutta la sua abilità nel cambiare al volo ogni genere di strategia pur di tirarsi fuori da questo pasticcio, ma Krit sa il fatto suo e la fedina penale di Mudd parla chiaro, quindi non è facile da raggirare.

L'Harry Mudd che ritroviamo in questo corto è decisamente più in linea con quello classico della Serie Originale, che minimizza e si fa beffe dei numerosi capi di accusa a suo carico. C'è sicuramente un'atmosfera più leggera rispetto agli episodi di Star Trek: Discovery ed i precedenti Short Treks, aiutata dalla carica comica del personaggio ("Sono accusato di regicidio? Era un duca, non conta come regicidio. Che c'è? Adesso cerchiamo di uccidere anche la precisione?")

Per quanto riguarda la collocazione temporale di questo corto, una battuta lo pone certamente dopo gli eventi dell'episodio 'Toglie di senno fin anche i più saggi' (la famosa puntata con il loop temporale), dato che Mudd viene anche accusato di aver "penetrato una balena spaziale".


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Mudd il romantico


Giocano un ruolo essenziale nella narrazione di 'The Escape Artist' i numerosi flashback, atti a dimostrare come il nostro simpatico antieroe si ritrovi molto spesso in situazioni perniciose.

Lo vediamo per esempio in una prigione orioniana, o al guinzaglio di una piccola aliena del tutto indifferente ai suoi tentativi di seduzione. Per un attimo lo vediamo anche con i Klingon (forse proprio sulla nave-prigione di L'Rell, prima degli eventi narrati nell'episodio 'Scegli il tuo dolore').

Ma viene da chiedersi come abbia fatto Mudd a conquistare il cuore di sua moglie Stella, se le sue frasi ad effetto sono come quelle rivolte alla sua aguzzina orioniana: "La tua pelle è lussuriosamente verde, come un verde limone del piacere."


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In rapporto alla sua breve durata, questo corto lascia stupefatti per gli alti livelli raggiunti dalla produzione in termini di personaggi minori, costumi, ambientazioni ed oggetti di scena. Tutto quanto si tiene insieme molto bene, anche se alcuni set sono stati in realtà riciclati e modificati da Discovery (come potete vedere più giù):


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La plancia della nave di Krit è anche...
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...l'alloggio di Spock sull'Enterprise!

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La poltrona del capitano Krit è una versione modificata...
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…della poltrona del Capitano Georgiou sulla USS Shenzou!
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Ed anche le prigioni della Shenzhou sono state riciclate!


Abbiamo già visto il nuovo look dei Tellariti nella prima stagione di Discovery, ma è in questo corto che il make-up 'cinghialesco' viene sfruttato pienamente su un personaggio principale.

La colonna sonora di Jeff Russo si accorda molto bene con i toni insolitamente comedy di questo spin-off, incorporando sonorità che si amalgamano in modo efficace al tema di Discovery.


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Gran finale


Mudd le prova proprio tutte per convincere il Tellarita a non consegnarlo alle autorità, ma non c'è niente da fare. Arriva perciò il momento in cui la nave di Krit effettua un rendezvous con la U.S.S. De Milo. Il Tellarita è senza dubbio fiero di sé per aver resistito a tutte le macchinazioni del suo prigioniero, che sembra genuinamente atterrito all'idea di finire nelle mani della Flotta Stellare.

Ma il buon vecchio Mudd ha come sempre un asso nella manica. Anzi, in realtà ha portato avanti un piano ben preciso sin dal principio!

Con un divertente colpo di scena che strizza l'occhio alla Serie Classica, scopriamo che il Mudd catturato dal Tellarita non è altro che un androide con le sue fattezze. Per la verità, non è neanche un caso isolato: a bordo della De Milo ne hanno una stanza piena! Uno dei tanti "Mudd" sfoggia persino un abito di scena simile a quello dell'episodio 'Io, Mudd'.


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Ma allora che fine ha fatto il vero Mudd? Lo abbiamo già visto sotto mentite spoglie all'inizio dell'episodio, perché era proprio lui il misterioso cacciatore di taglie incappucciato che ha venduto l'androide al Tellarita!

Nella scena finale del corto troviamo infatti Mudd a bordo della sua nave, circondato da un equipaggio di copie androidi, intento a crogiolarsi fra i suoi oggetti rubati (fra i quali c'è anche il bastone Tellarita di Krit).

Il corto si chiude poco prima che la storia si ripeta: Mudd si appresta a raggirare un nuovo ignaro cacciatore di taglie con un altro dei suoi androidi...


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Analisi


Un furfante con un piano


Come i precedenti Short Trek (in particolare 'Runaway' e 'The Brightest Star') anche 'The Escape Artist' offre al pubblico l'opportunità di conoscere meglio la vita di un personaggio.

Harry Mudd è apparso in due episodi della Serie Classica ed in uno della Serie Animata, sempre rappresentato come un truffatore e malvivente incallito ma con un certo charm. Wilson ha rappresentato il personaggio in due episodi della prima stagione di Discovery, con un piglio decisamente più dark rispetto all'originale, tanto da riuscire a farsi beffe del terribile Capitano Lorca. In quest'ultimo corto, Mudd mantiene il tono adulto del personaggio riletto in chiave moderna ma gli omaggi all'interpretazione originale di Roger C. Carmel sono decisamente più marcati.

Gli Short Treks rimangono comunque l'incubo dei maniaci della continuity, dato che gli autori si guardano sempre bene dall'inserire riferimenti temporali precisi, in grado di collocarli in questo o in quel punto della cronologia 'Trek'.

Ad esempio, una teoria vuole che questo 'The Escape Artist' si svolga non fra la prima e la seconda stagione di Discovery, ma addirittura dopo gli eventi dell'episodio 'Io, Mudd'. La tesi nasce dal fatto che Mudd potrebbe aver creato il suo esercito di androidi-fotocopia proprio dopo la sua permanenza forzata sul pianeta degli androidi, alla fine di quell'episodio. Inoltre, la sua fedina penale è molto più corposa in 'The Escape Artist' che ne 'Il filtro di Venere' (l'episodio della Serie Classica nel quale ha esordito il personaggio, ambientato circa 9 anni dopo la seconda stagione di Discovery e due anni prima di 'Io, Mudd').

Contro questa tesi gioca il fatto che la USS De Milo ha un design decisamente in linea con i canoni estetici di DSC, Mudd non è ancora stempiato e sfoggia la barba, piuttosto che i soli caratteristici baffoni.

Sfruttare narrativamente l'innata abilità di Mudd per togliersi dai guai è stata una bella mossa, che si ricollega perfettamente alle precedenti apparizioni del personaggio: basti ricordare che in 'Io, Mudd', il Capitano Kirk gli dice: "Pensavo che fossi in prigione", ottenendo per risposta: "E' una lunga storia. Sì".

Il colpo di scena finale con gli androidi, poi, non è solo un sincero omaggio al succitato episodio ma la prova che Mudd è molto più che una 'macchietta': il personaggio è certamente uno stratega e la truffa messa in moto per trarre profitto dalla taglia che pende sulla sua testa lo renderebbe degno di un posto nella Divina Tesoreria Ferengi.

Lo Short Trek ci permette inoltre di indagare un po' sulle vere motivazioni che spingono Mudd a vivere nell'illegalità. Sebbene l'idea di una fronda anti-Federazione sia solo una boutade, tirata fuori dal personaggio in uno dei suoi mille tentativi di ingannare il Tellarita, potrebbe esserci un fondo di verità nel fatto che Mudd veda se stesso come un combattente per la libertà, un partigiano che si oppone all'egemonia socio-culturale della Federazione. Del resto, ogni buon 'cattivo' si crede un eroe.

Tutto considerato, 'The Escape Artist' rende giustizia al personaggio di Mudd, ci fa entrare nella sua testa e ci lascia con la voglia di vederlo nuovamente all'opera. Se queste sono le premesse, Mudd potrebbe diventare per Discovery l'equivalente di ciò che fu Q per The Next Generation, creando scompiglio di tanto in tanto con i suoi schemi buffi e pericolosi.

Non possiamo fare a meno di pensare a questo corto come ad una sorta di prova generale, un test in vista di una serie spin-off dedicata al personaggio. L'idea è stata avanzata dallo stesso Rainn Wilson ad ottobre 2017, molto prima che CBS tirasse fuori dal cilindro gli Short Treks o la sua intenzione di espandere ulteriormente il franchise.

Se vi sembra un'ipotesi ardita… sappiate che di uno spin-off su Mudd si parlò già negli anni '60, ai tempi della Serie Originale (come racconta Roger C. Carmel).


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Star Trek secondo Mike McMahan


'The Escape Artist' segna il debutto nella stanza degli autori di Mike McMahan. L'autore, Trekkie della prima ora con al suo attivo una divertente parodia-social di TNG, pubblicata originariamente su Twitter e poi raccolta in volume con licenza ufficiale CBS, è conosciuto e apprezzato principalmente come sceneggiatore del cartoon umoristico/fantascientifico Rick e Morty, grazie al quale ha vinto un Emmy nel 2018.

Dallo scorso ottobre è entrato a tutti gli effetti nella grande famiglia di Star Trek come produttore di una nuova serie animata, chiamata Lower Decks.

L'umorismo di 'The Escape Artist' mostra evidentemente un po' dello stesso piglio che ha reso celebre Rick e Morty, perciò gli estimatori di quella e di altre serie simili troveranno senza dubbio divertente questo Short Trek. Fermo restando che ognuno ha un suo personale senso dell'umorismo, forse i più sensibili potrebbero non gradire certe scelte operate da McMahan e - per quanto sia coerente con il mood anni '60 del Mudd originale - la rappresentazione femminile in questo corto, relegata esclusivamente ad ex o potenziali partner sessuali di Mudd, potrebbe far storcere il naso a chi si aspettava, anche da uno spin-off di Discovery, la stessa sensibilità evoluta che CBS ha sempre tenuto a sottolineare con la serie più gay friendly e girl power del franchise.

D'altro canto, con questi omaggi alla Serie Classica, McMahan ha dimostrato di conoscere molto bene la saga e di sapere quali corde toccare per strappare più di una risata al pubblico, rispettando il format e la concretezza della storia: tutte cose che fanno ben sperare per gli episodi di Lower Decks.


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Ed ora... Discovery!


Tirando le somme, 'The Escape Artist' si rivela un ottimo diversivo per ingannare il tempo in attesa della seconda stagione di Star Trek: Discovery, ormai vicina.

I quattro mini-episodi hanno offerto ai fan una gran varietà di stili e toni narrativi, a modo loro unici. Benché non sempre significativi e con qualche caduta di stile lungo la strada, i corti di Star Trek: Short Treks hanno comunque il pregio di averci dato degli assaggi sulla vita di Saru, sullo stile di McMahan e sulla sensibilità di Michael Chabon, autore di 'Calypso' e produttore esecutivo della nuova serie TV con Picard.

Sull'efficacia dell'operazione commerciale in sé, invece, ci sarebbe da riflettere a lungo: 15 minuti al mese, da soli, non bastano a convincere la gente a sottoscrivere un abbonamento a CBS All Access (la piattaforma streaming che distribuisce Star Trek in America al posto di Netflix) e certamente gli Short Treks hanno miseramente fallito nel mantenere alto l'hype per Discovery a livello internazionale, dato che non sono mai stati distribuiti fuori da USA e Canada.

Recenti dichiarazioni dell'Amministratore Delegato pro tempore di CBS indicano che gli Studios intendono produrre altri Short Treks in futuro, quindi ci auguriamo vivamente di non essere tagliati fuori e che CBS faccia tesoro di questo esperimento per migliorare tanto i nuovi corti, quanto le serie più grandi.


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Curiosità


  • Per la prima volta, in epoca Discovery, viene nominato il latinum.
  • Il design della USS De Milo ricorda in qualche modo quello della Discovery, ma più "compatto": un po' quello che la classe Nebula rappresenta per la classe Galaxy, nel 24° secolo.


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  • Un ufficiale della De Milo indossa lo stesso elmetto a chiocciola usato dal Tenente Narwani a bordo della Shenzhou



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  • Per chi ama i dettagli, la nave di Krit è il mercantile Tellarite DR-756 
  • Fra la refurtiva a bordo della nave di Mudd possiamo scorgere la Gioconda, numerose bat’leth e l'elmetto andoriano che ha indossato nell'episodio 'Toglie di senno fin anche i più saggi'.


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  • C'è persino un piccolo Easter Egg per i fan di Star Wars: la voce artefatta usata da Mudd per comunicare con i cacciatori di taglie da truffare, ricorda da vicino quella della Principessa Leia camuffata da Boushh (guarda caso, un altro cacciatore di taglie) ne Il Ritorno dello Jedi.


Galleria fotografica


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La miniserie 'Star Trek: Short Treks' non ha ancora trovato un distributore internazionale per l'Europa e per gli altri paesi.

'Star Trek: Discovery' è disponibile su Netflix: i nuovi episodi verranno trasmessi da venerdì 18 gennaio 2019.

La prima stagione è già disponibile in Blu-ray e DVD.


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Fonte: TrekMovieTrekCore




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