Star Trek Discovery, stagione 3: l'equipaggio non tenterà di tornare a casa come in "Voyager" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 26 aprile 2019

Star Trek Discovery, stagione 3: l'equipaggio non tenterà di tornare a casa come in "Voyager"

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Ormai è chiaro che la terza stagione di Star Trek: Discovery porterà una vera rivoluzione nello show, ma pochi indizi sono stati forniti al pubblico su cosa troverà l'equipaggio, dall'altra parte del wormhole temporale.

Per fortuna, con questa intervista esclusiva a TrekMovie, a fare un po' di chiarezza ci pensa la co-showrunner ed autrice dell'episodio finale della seconda stagione, Michelle Paradise.


Può spiegarci cosa vi ha spinti a dividere l'episodio finale in due parti? Come avete deciso cosa raccontare nella prima e nella seconda parte?

Abbiamo deciso di dividere l'episodio in due perché ci siamo resi conto di avere ancora molta storia da raccontare, misteri da chiarire in modo soddisfacente e tributi che era doveroso dare a molti personaggi. Mi riferisco in modo particolare a Burnham e Spock, che sono stati il cuore di questa stagione. Volevamo chiudere degnamente anche con Pike. Per quanto riguarda Spock, dovevamo raccontare come sarebbe tornato a bordo dell'Enterprise, pronto ad affrontare tutte le avventure che avrebbe vissuto da lì a dieci anni nella Serie Classica. Bisognava dare spazio alla Numero Uno e a tutti gli altri fantastici personaggi di questa stagione, per non parlare dell'Angelo Rosso, dei segnali e tutto il resto.

Quando abbiamo cominciato a ragionare sul finale, concentrandoci in modo particolare sulla storia, è stato subito evidente che c'era troppo materiale per poter essere condensato in un solo episodio. Così abbiamo deciso di farne due; è sembrato naturale.

Sul metodo scelto per operare questa suddivisione, sapevamo già dalla fine del dodicesimo episodio che si sarebbero rese necessarie soluzioni drastiche per proteggere il futuro. Una volta capito che tutte le soluzioni alternative non avrebbero funzionato, ci è sembrato giusto concentrarci sui personaggi, dargli tutta la scena, prepararli alla battaglia. E credo che sia stato un punto di cesura molto organico, fra i due episodi: ci ha lasciato abbastanza spazio per rendere giustizia a tutte le trame ancora in corso.


Nota: Al di là dei motivi prettamente autoriali, è giusto ricordare che anche problemi di carattere organizzativo potrebbero aver giocato un ruolo, nella decisione di aggiungere un episodio in più alla seconda stagione (come abbiamo spiegato in un precedente articolo).


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Parliamo della decisione di saltare nel futuro: in che modo ha influito sullo sviluppo della seconda stagione?

Dato che mi sono unita alla serie solo a metà della seconda stagione, non ero ancora lì quando è stata assunta questa decisione. So che era stato deciso ancor prima dell'inizio di questa stagione. Avevano chiaro da subito che sarebbe andata a finire così. Tra le discussioni alle quali ho partecipato anch'io, ce ne sono state alcune sull'opportunità o meno di andare in un futuro ben oltre quello del canon, per esplorare uno scenario totalmente inedito. E mi sembra che narrativamente sia uno sviluppo molto coerente, per arrivare a questo scopo.


Analizzando questa decisione dal punto di vista dei personaggi, c'è un momento del finale in cui appare chiaro che Controllo è stato neutralizzato. Quindi, perché l'equipaggio ha deciso di proseguire ugualmente con il piano di andare nel futuro?

Be', Controllo viene neutralizzato solo nel momento in cui Burnham sta già entrando nel wormhole e la Discovery la segue a ruota. Quando Georgiou finalmente elimina Leland - la personificazione di Controllo - anche l'armata della Sezione 31 diventa inerte ed è allora che Pike ordina di fare fuoco, per spazzare via la flotta di Leland. Ma Burnham e la Discovery sono già lontani. Anche se Controllo fosse stato sconfitto 5 minuti prima, resta il problema dei dati della Sfera: se la Sezione 31 ha permesso a Controllo di diventare la minaccia che si è rivelata, quali altri rischi potrebbero esserci che ancora non sappiamo? I personaggi lo hanno sottolineato nell'ultimo atto del 14° episodio: bisogna fare in modo che un'altra entità come Controllo (anche se costruita con le migliori intenzioni) non arrivi di nuovo a trasformarsi in una minaccia simile. E finché i dati della Sfera saranno accessibili, quella minaccia sarà sempre presente.

Quindi, una volta capito che non c'era altra soluzione se non quella di saltare nel futuro, i nostri eroi si sacrificano per tenere i dati al sicuro. Nel nostro tempo, invece, ci si interroga su come fare le cose in modo differente (è il senso della scena finale, con l'ufficiale della Flotta Stellare). Cosa si può fare per riformare la Sezione 31, in modo che cose del genere non si verifichino mai più?




Sempre analizzando la questione dal punto di vista dei personaggi, il canon di Star Trek stabilisce che in futuro i viaggi nel tempo diventeranno quasi di routine. In questo senso, far tornare a casa la Discovery non dovrebbe essere così difficile. Cosa faranno i personaggi? Decideranno di restare nel futuro per proteggere i dati della Sfera?

In base alle informazioni del loro secolo, per i nostri personaggi i viaggi nel tempo non sono per niente la routine. Il loro punto di vista è focalizzato su risolvere il problema della Sfera, e quindi portare i dati lontano nel futuro, dove non possano essere usati per fare del male. E' questo che li spinge: portarli nel futuro e restare nel futuro. L'equipaggio ha deciso di restare con Burnham e - dal loro punto di vista - sanno che è un viaggio di sola andata.


Adesso nasce un certo parallelismo con Star Trek: Voyager, dato che anche quell'equipaggio è stato lontano da casa. Però in Discovery si tratta di una scelta volontaria. Significa che non cercheranno di tornare a casa?

Tutto quello che sappiamo, dalla seconda stagione, è che hanno deciso di andare nel futuro per assicurare un futuro a tutti gli altri. E' un viaggio che devono fare per assicurare un domani a tutta la vita senziente. Sono concentrati su questa missione e per questo hanno detto addio ai loro amici ed alle loro famiglie. Quando hanno detto a Burnham: "Noi veniamo con te", tutti sapevano che a causa del cristallo sarebbe stato un viaggio di sola andata.


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Un chiarimento veloce: in un'intervista della scorsa settimana, Alex Kurtzman ha dichiarato che la Discovery è andata avanti di 950 anni nel futuro. Ma in realtà sono "solo" 930 anni, vero?

Sì, sono 930 anni. Sono 950 dal punto di vista della madre di Burnham, ma 930 da quello dei nostri eroi. Del resto quando, alla fine dell'episodio, Burnham imposta i parametri del salto sullo schermo olografico della tuta, dice lei stessa che sono 930 anni.


Quindi è ufficialmente il 32° secolo, o il 3187 per essere più precisi?

Già, ma dovrei fare i calcoli [ride].


La USS Discovery ha un equipaggio molto numeroso, ma non è chiaro quanti siano rimasti a bordo al momento del salto. Per esempio: Linus è fra questi?

[Ride] Tutti mi chiedono sempre di Linus! Sono sicura che stia bene. Gli vogliamo tutti bene. Sicuramente alcuni membri dell'equipaggio saranno rimasti indietro, ma dovrete aspettare la nuova stagione per scoprire chi siano. Lo abbiamo detto esplicitamente nella scena dove Tilly accompagna Burnham nel corridoio: ci sono anche altri che resteranno con lei, ma stanno lavorando.

Quindi è chiaro che la nave ha a bordo tutto il personale necessario a governarla ed inviarla dentro il wormhole. L'implicazione è che - in quel momento - non tutti hanno deciso di restare a bordo ma molti sì.


Nota: Linus non è l'unico personaggio in forse, perché in una precedente intervista l'autrice non ha voluto (o potuto) sciogliere lo stesso dubbio sul Tenente Nhan: si trovava a bordo della Discovery quando è saltata nel futuro, ma non l'abbiamo mai vista rialzarsi dopo il corpo-a-corpo con Leland.




I cambiamenti apportati alla serie con la seconda stagione, sembrano aver tenuto conto delle critiche dei fan alla prima. Ci sono critiche alla seconda stagione che stanno influenzando lo sviluppo della terza?

Senza scendere nei particolari della terza stagione posso dirti che, secondo noi, molte cose della seconda stagione hanno funzionato davvero bene e sono piaciute molto al pubblico. La gente ha risposto in modo molto positivo a tutti quei momenti basati sui personaggi; perciò continueremo ad esplorarli. Ci sono elementi che piacciono alla gente, e sono elementi che solo Star Trek riesce ad offrire, come i dibattiti etici e morali, e la scienza che ci sta dietro. Sono elementi di Star Trek che risuonano nel pubblico sin dal principio, e risuonano allo stesso modo in noi autori e fan del franchise. Sono l'ambito nel quale continueremo a muoverci.

Mi piacciono le storie intriganti, umane, che analizzano la condizione umana. La Serie Classica per me è sempre stata una fonte di ispirazione, in tal senso. Mi sento ispirata anche dalla scienza. Sono un'appassionata di temi scientifici, in generale. Mi sono emozionata moltissimo vedendo la prima foto di un buco nero. La scienza vera mi appassiona molto e cerco di restare al passo con le ultime scoperte, per quanto - da profana - sia in grado di comprenderle. Quindi credo che la scienza e le storie basate sui personaggi, con tutti quei piccoli momenti umani che poi formano un quadro più grande, di domande e temi da affrontare… sono quelle le cose che mi interessa portare avanti.

Voglio scoprire di più su questi personaggi, voglio conoscere quello che ancora non sappiamo di loro, sia in rapporto alle loro relazioni personali, sia in rapporto alla storia più generale.


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Può dirci come procedono i lavori nella stanza degli autori e se ci sono stati dei cambiamenti nello staff, fra la seconda e la terza stagione?

Tante persone che hanno lavorato alla seconda stagione, sono tornate al lavoro. Incluse molte persone che sono qui sin dall'inizio della serie. Abbiamo portato a bordo un paio di facce nuove: autori ed esseri umani meravigliosi. Siamo molto eccitati da questo gruppo di lavoro. Naturalmente con noi c'è anche Alex [Kurtzman, produttore esecutivo, co- creatore e co-showrunner della serie]. Mando avanti la serie insieme a lui, che è sempre molto coinvolto in tutte le decisioni che riguardano la terza stagione. Gli do una mano, strada facendo. Siamo entusiasti di come stanno procedendo i lavori fino a questo momento e c'è molta coesione fra noi perché - come ho detto - molte persone sono lì già dalla stagione precedente o sin dall'inizio, quindi è troppo bello.


Quale direbbe che sia la vostra principale fonte di ispirazione, per la terza stagione?

La Serie Classica di Star Trek mi ha sempre ispirato e continua a farlo. Rappresenta un po' il progetto in pianta, le fondamenta su cui si poggiano tutte le incarnazioni successive del franchise. Continuiamo a farci ispirare da quello e - come ho detto - dai dilemmi etico-morali che non hanno necessariamente una risposta giusta ed una sbagliata: l'importante è il modo in cui i nostri eroi interagiscono col mondo che li circonda. Tutte queste cose continuano ad ispirarci e la Serie Classica è sempre argomento di discussione nella stanza degli autori.


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Star Trek: Discovery è distribuita in Italia su Netflix, che ha in catalogo la prima e la seconda stagione complete (più la mini-serie speciale Star Trek: Short Treks). La prima stagione di Star Trek: Discovery è anche disponibile in Home Video.

La serie è stata confermata per un terza stagione, le riprese inizieranno a luglio 2019.


Fonte: Trekmovie




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