Kate Mulgrew: "Ho sempre evitato di esprimere i miei veri sentimenti, sul set di Star Trek: Voyager" |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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sabato 25 maggio 2019

Kate Mulgrew: "Ho sempre evitato di esprimere i miei veri sentimenti, sul set di Star Trek: Voyager"

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Con la pubblicazione del suo nuovo libro di memorie, Kate Mulgrew ha ripercorso alcuni episodi particolari della sua vita privata. A quando un libro di memorie sulla sua esperienza in Star Trek: Voyager? E cosa ne pensa della nuova serie di Star Trek con Patrick Stewart?

TrekMovie ha intervistato l'attrice in cerca di risposte!


Ha già scritto due libri di memorie in cui si è aperta con molta onesta sulla sua vita privata: ha mai pensato di scrivere qualcosa del genere anche sulla sua esperienza in Star Trek: Voyager, come ha fatto a suo tempo William Shatner per la Serie Classica?

Se lo facessi, non penso che ne verrebbe fuori un libro alla Shatner. Non ho letto i suoi libri, ma Bill mi piace e sono sicura che i suoi libri siano molto godibili.

Se dovessi raccontare la mia esperienza in Star Trek: Voyager, dovrei dire la verità e probabilmente non sarebbe il libro che ci si aspetta. Scriverei cosa ho provato imbarcandomi in questo difficile viaggio, in un momento di grandi cambiamenti per la mia vita. I miei figli erano piccoli, avevo appena divorziato. Nel periodo in cui Voyager stava per concludersi, mia madre si è ammalata di Alzheimer. E' successo di tutto in quei sette anni e non ho avuto molto tempo per elaborarlo, perché di solito lavoravo 16 ore al giorno.

Non so se ai fan interesserebbe conoscere tutto quello che potrei condividere con loro, ovvero i sentimenti più veri di un'attrice con la pistola puntata contro. La prima cosa da fare - quando sei il capitano - è imporre un tono sul set. Perciò ho sempre evitato di esprimere i miei veri sentimenti, all'epoca. Se l'ho fatto, mi sono lasciata andare solo durante le ore piccole, quand'ero troppo stanca per fare altrimenti.

Quindi, se scrivessi un libro, non trovereste frasi tipo: "E poi è successo questo, ho incontrato Jeri Ryan e ci siamo urtate", bla, bla, bla. Non ci sarebbe niente del genere… non sono cose che mi appassionano, affatto. Sarebbe più che altro un ritratto della Kate Mulgrew di quegli anni.


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Patrick Stewart sta girando una nuova serie di Star Trek in cui interpreta Picard, vent'anni dopo il film Star Trek: La Nemesi (al quale ha partecipato anche lei). Stewart ha dichiarato di trovare molto interessante la possibilità di esplorare quel che è successo al suo personaggio, in questi vent'anni. Lei dove vedrebbe il suo personaggio vent'anni dopo? E se glielo chiedessero, le piacerebbe esplorarlo ancora?

Ma in Voyager l'ho fatto; ho interpretato l'Ammiraglio Janeway, quindi credo di averlo già fatto.

Non lo so. Mi ha sorpreso vedere Patrick salire sul palco e dare quell'annuncio; io ero lì quel giorno. Mi ha sorpreso che volesse farlo. Ma probabilmente sa bene che sarà un grande successo. E non c'è nessuno che ami lavorare quanto Patrick Stewart. Probabilmente sa che avrà successo, perché Picard è un personaggio molto amato. Sì, sarà interessante ma su Janeway non saprei cosa risponderti: sette anni sono già molti per sviluppare un personaggio, e non so se le farebbe piacere una sorta di ritorno. E' stata una persona molto, molto energica; finché c'è stata.


Quindi riportare in scena Janeway è una prospettiva che non la entusiasmerebbe troppo, mi pare di capire.

E' una situazione nella quale dovrei trovarmi, per poterti rispondere. Non è nei miei pensieri.


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Recentemente è stato proiettato il documentario di Ira Steven Behr su Deep Space Nine, da cui si evince che gli addetti ai lavori di quella serie si sentivano discriminati rispetto alle altre serie del franchise. Il cast di Star Trek: Voyager ha mai provato la stessa sensazione?

No. Non credo di averlo mai pensato. Sapevo che The Next Generation era amata da tutti e che Patrick Stewart era diventato molto popolare grazie al suo capitano, ma ero totalmente immersa in quel che riguardava Star Trek: Voyager, impegnata a lasciare il segno in quella serie, valutandola per se stessa ed in se stessa.

Rappresentare il primo capitano donna fu come un terremoto, suscitò onde d'urto nella pubblicità e nella risposta del pubblico, perché ora c'era una ragazza al comando. Ed ho dovuto battagliare parecchio per questo, almeno un'intera stagione. Forse una e mezza. Ma se la televisione investe milioni di dollari per rappresentare una donna al comando, in uno dei franchise più famosi e di successo nella storia delle televisione... devi prendere le cose sul serio, perché diventi messaggero di cambiamenti culturali e politici che poi si avverano nella società; come è successo.

Mi impegnai a fare di Janeway il capitano migliore che potesse essere, ma non per ragioni prettamente femministe: da attrice e da essere umano, volevo lasciare il segno su una donna scritta così bene. E sapevo di avere attorno a me un gruppo davvero molto capace. Con Bob Picardo ed Ethan Phillips siamo ancora buoni amici. Voglio dire, sono attori bravissimi quindi… no. So perfettamente che è un ambiente molto competitivo. Io stessa sono una persona molto competitiva, o comunque lo sono stata facendo l'attrice. Mi arrabbio sempre se qualcuno dice che Voyager era un gradino sotto The Next Generation o che Janeway valeva meno di Picard o di Kirk.

Ma è un po' sciocco, non trovi?


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How To Forget: A Daughter’s Memoir, il nuovo libro di memorie scritto da Kate Mulgrew è disponibile su Amazon.


Fonte: Trekmovie




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