Douglas Trumbull: la leggenda degli effetti speciali riflette su 'The Motion Picture', 40 anni dopo |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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giovedì 22 agosto 2019

Douglas Trumbull: la leggenda degli effetti speciali riflette su 'The Motion Picture', 40 anni dopo

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Come è noto, Paramount Picture ha prodotto il primo film di Star Trek nel 1979 come risposta al successo di Guerre Stellari, uscito due anni prima.

In realtà gli Studios, più che emulare George Lucas, decisero di ispirarsi a Stanley Kubrik, tanto da affiancare al regista Robert Wise il supervisore degli effetti speciali di 2001: Odissea nello Spazio, Douglas Trumbull.

Trumbull ha ricordato il suo impegno in The Motion Picture in questa intervista pubblicata su Comicbook.com per il quarantesimo anniversario del film.


Da Kubrik a Roddenberry


Come è stato coinvolto in Star Trek: The Motion Picture? Era già un fan di Star Trek?

No, non ero un fan di Star Trek. Ero un giovane regista presuntuoso, che aveva già lavorato con Stanley Kubrick a 2001: Odissea nello Spazio, e ritenevo che Star Trek fosse qualcosa al di sotto di me. Questo non l'ho mai detto a nessuno, ma la situazione all'epoca era questa: la verità è che c'era una differenza abissale fra la narrazione melodrammatica di Star Trek e l'epicità di 2001. Perciò non è che mi interessasse molto lavorare a Star Trek. Ovviamente conoscevo il fenomeno Star Trek e sapevo che lo gestiva Paramount. Stavo già lavorando per Paramount, sviluppando nuove tecnologie cinematografiche con una società chiamata Future General Corporation.

Fu allora che venne fuori un progetto per Star Trek. Per Paramount si trattava di una cosa talmente importante da eclissare completamente qualunque altro progetto in corso in quel momento.


Ritiene che, con questo film, Paramount abbia cercato di elevare Star Trek a prodotto d'autore?

Già, penso di sì. Credo che lo pensassero tutti. C'era indubbiamente la voglia di portarlo su un piano più alto, più epico. E' proprio per questo che si intitola 'Star Trek: Il film' e non Star Trek… qualcos'altro. Volevano chiaramente marcare la differenza con la serie televisiva. Credo anche che sia per questo che abbiano chiamato Robert Wise a dirigerlo, dato che aveva già firmato pellicole come 'Tutti insieme appassionatamente' e 'West Side Story', film importanti con un approccio epico. Credo che volessero la stessa cosa anche per Star Trek.

Penso che il mio contributo sia stato quello di aver portato la mia esperienza con Stanley Kubrick in 2001, e cioè regalare al pubblico un'esperienza priva di commento, priva di tutti quegli ovvi dialoghi esplicativi. Niente dialoghi: solo spazio alla spettacolarità delle immagini. Lavorando a 2001, abbiamo realizzato per Kubrik la sequenza del portale cosmico; ma nel film, non si sente mai qualcuno domandare: "Che cos'è un portale cosmico?" oppure: "Guardate, quello è un portale cosmico", o ancora: "Stiamo entrando in un portale cosmico" o: "Wow! Come è fatto?", o cose così. Non c'è niente del genere. E' tutto affidato alla musica ed agli effetti visivi. Credo che volessero proporre in Star Trek lo stesso tipo di sequenze, dove la gente smette di parlare e semplicemente osserva quello che sta succedendo.

E' sempre stato quello uno dei miei obiettivi nei film dove ho lavorato. Che si trattasse di Star Trek, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Blade Runner o quel che volete, ho sempre tentato di infondere quella particolare sensibilità, quel tocco epico, d'impatto, quello spettacolo visivo che mi pare si sia perso nel cinema di oggi.


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Un film che migliora col tempo


So che 'The Motion picture' è stato realizzato a ritmi molto serrati, tanto che la sua salute ne ha risentito ed ha dovuto farsi ricoverare per un periodo, dopo aver terminato il lavoro. Considerando tutto questo (ed anche i quarant'anni trascorsi nel frattempo), è cambiato il suo giudizio su questo film? Oggi si ritiene più soddisfatto che in passato?

Be', questa è proprio una bella domanda, perché in effetti provo più soddisfazione oggi di quanta non ne abbia mai provato prima. Comincio a capire questo film adesso, più di quanto non abbia fatto in passato, perché l'ho rivisto con attenzione per prepararmi alle varie interviste [per il quarantennale di TMP] e la convention di Star Trek a Las Vegas di qualche settimana fa. Sono successe un paio di cose che mi hanno fatto comprendere meglio non solo il film, ma l'universo di Star Trek nel suo insieme, con i suoi Trekkie (come li chiamano), nella sua realtà di fenomeno culturale profondamente importante.

E' difficile da descrivere ed io non sono uno scrittore, ma chi ama Star Trek è intrinsecamente una persona molto dolce e intelligente, che guarda al futuro con grande ottimismo. Questo è davvero molto affascinante, molto bello e scalda il cuore. E' fantastico ritrovarsi nell'ascensore dell'albergo con un Klingon ed uno star trooper (o come si chiamano). Non posso che dire cose belle su queste persone. Quando terminai il lavoro su 2001 - come ho detto - ero un giovane arrogante, convinto di sapere cosa dovesse essere la fantascienza e cosa no. Ora mi rendo conto che Star Trek è davvero molto più grande di quanto non ritenessi all'epoca.


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Cinema VS Televisione (e streaming)


The Motion Picture tornerà nelle sale americane quarant'anni dopo il debutto. Molti fan vedranno questo film sul grande schermo per la prima volta, rispetto alla visione a casa sul divano. Ritiene che il film perda qualcosa - in versione Home Video - rispetto all'esperienza cinematografica?

Be', spero che la gente riuscirà a cogliere la differenza tra vedere qualcosa in televisione e vederla in una sala cinematografica. Per me la differenza è molto marcata. In questi ultimi vent'anni la differenza è stata quasi azzerata dai cambiamenti nel mondo dell'intrattenimento, che oggi è dominato dallo streaming. Netflix, Hulu, Amazon, Apple, Disney… tutti quanti sono saliti sul carro dello streaming, che si basa sulla mercificazione dei contenuti, in modo che possano essere visti sulla TV, sullo smartphone, sul tablet, sul PC o dove vi pare.

La sola idea di andare a vedere un film al cinema, come se fosse un evento spettacolare o particolare, più importante di un prodotto televisivo - come uno spettacolo di Broadway o un circo - be', quello si sta perdendo o si è già perso del tutto in questi vent'anni. Uno dei nostri obiettivi era quello di elevare Star Trek a qualcosa di più epico rispetto alla serie televisiva; dovevamo farlo rimarcando le differenze con il budget delle serie TV, giocando sulla spettacolarità, sul nome di un regista importante e su quello di alcuni membri storici del cast. Per Paramount si è trattato di un esperimento molto coraggioso, devo dire.


Ripensandoci oggi, c'è un momento od una sequenza in particolare di The Motion Picture che le è rimasta impressa? Qualcosa che si è rivelato particolarmente impegnativo da realizzare o soddisfacente, di cui va fiero?

Credo che tutti ti risponderebbero allo stesso modo, cioè che siamo molto fieri della scena con l'Enterprise nel bacino spaziale. Quella scena l'ho diretta personalmente e ne ho supervisionato la progettazione. C'è la mia essenza come regista: niente parole e lasciamo che siano le immagini e la musica a fare tutto. Nella mia mente, quella sequenza spicca fra tutte le altre alla pari di quella con il portale cosmico in 2001, oppure quella di Incontri ravvicinati, dove è la nave madre a parlare per sé. Insomma, non indugio su quello che definisco dispregiativamente melodramma.

Per me, è molto importante lo spettacolo visivo di un film goduto sul grande schermo di un cinema. La gente lo adora e credo che cerchi e desideri proprio quello. Penso che sia lo stesso desiderio che, oggigiorno, spinge le persone verso la realtà virtuale. Cercano il modo di trascendere le limitazioni fisiche della nostra realtà. Solo che, secondo me, la realtà virtuale non ci riesce. Ci riescono i film proiettati sul grande schermo, molto grande, come quelli formato IMAX. E The Motion Picture si gode particolarmente bene su uno schermo così grande.

Il punto è che se vuoi raccontare una storia, facendo leva sul dramma, l'amore, l'odio, la suspance… puoi raccontare quella storia anche solo con l'audio. Puoi fruire di quella storia sul tuo smartphone e certamente ne coglierai la trama, ma non riuscirà a passare l'epicità dello spettacolo. E' come se la televisione fosse di per sé un filtro, che fa passare solo alcuni elementi. Per questo sono sempre a favore dell'esperienza cinematografica. Questo 40° anniversario, che riporterà The Motion Picture nelle sale, offrirà un'importante opportunità al pubblico per cogliere la differenza tra una cosa vista in TV e la stessa cosa vista al cinema. Se è stata girata per il cinema.


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Un fan in più


Lo ha accennato brevemente prima, ma come definirebbe la sua esperienza con i fan di Star Trek e le convention?

Ho avuto una prima, fugace esperienza con le convention di Star Trek molti anni fa, credo al Waldorf Astoria di New York. Non ricordo di preciso quando è stato. Fu un'esperienza mordi-e-fuggi, più o meno nel periodo in cui stavamo lavorando a The Motion Picture, negli anni '70. Ma questa [di Las Vegas] per me è stata la prima vera full immersion ad una convention di Star Trek, dove ho potuto sperimentare tutto quello che stava accadendo. Ero tra il pubblico che assisteva al monologo di Bill Shatner. Davvero fantastico. C'è tutto un universo alternativo, una cultura alternativa che vive attraverso la passione e la dedizione di queste persone. E' davvero affascinante e bellissimo.


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Douglas Trumbull alla convention 2019 di Star Trek a Las Vegas


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Star Trek: The Motion Picture tornerà nelle sale americane il 15 ed il 18 settembre (info su FathomEvents.Com). Sull'onda del quarantesimo anniversario del film, Paramount Picture sta pensando di realizzare una versione 4K della Director's Cut pubblicata in DVD nel 2001.

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Fonte: Comicbook.com




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