Spazio: Navicella israeliana perde il controllo e libera migliaia di tardigradi sulla Luna |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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venerdì 9 agosto 2019

Spazio: Navicella israeliana perde il controllo e libera migliaia di tardigradi sulla Luna

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Probabilmente non avranno il tempo di evolversi in giganteschi alieni mangia-spore come quelli di Star Trek: Discovery ma, in questo momento, la Luna ospita un gran numero di tardigradi provenienti dalla Terra.

E non è così che dovevano andare le cose.

Houston, abbiamo un problema...


Lo scorso 11 aprile, la navicella spaziale Beresheet avrebbe potuto entrare nella storia come il primo veicolo spaziale privato ad atterrare sulla superficie lunare.

La Beresheet, partita dalla base di Yehud in Israele, avrebbe dovuto portare sul nostro satellite una biblioteca digitale (composta da 30 milioni di pagine di storia e informazioni), campioni di DNA umano e migliaia di tardigradi, minuscole creature - note anche come orsi d'acqua - in grado di sopravvivere in condizioni estreme.

Purtroppo qualcosa è andato storto in fase di atterraggio e la Beresheet si è schiantata al suolo. Secondo i calcoli effettuati su velocità e traiettoria della navicella prima di perdere il contatto, gli esperti ritengono che il suo carico sia ancora integro. Tardigradi inclusi.


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Per preparare i microscopici animaletti all'allunaggio, gli scienziati della Arch Mission Foundation (che fa capo all'imprenditore Nova Spivack) li avevano indotti in uno stato di disidratazione, in modo da "riattivarli" nel corso di future missioni. I tardigradi, infatti, sono in grado di sopperire alla mancanza d'acqua entrando in una sorta di ibernazione naturale.

Gli studi hanno dimostrato che, in questo particolare stato di disidratazione, i tardigradi sono in grado di sopravvivere anche 10 anni senz'acqua. Persino le radiazioni non rappresentano una minaccia per loro e lo stesso vale per le temperature lunari (sono in grado di sopportare sbalzi termici che vanno dai -200° C ai 149° C).

Del resto, è la ben nota resilienza di queste creature ad averle rese i candidati ideali per la missione della Arch Mission Foundation. Dunque, se sono sopravvissuti allo schianto della Beresheet, i tardigradi non si trovano più in un ambiente controllato ma, con tutta probabilità, sono sparsi sul luogo dell'impatto.

Cosa succederà ora? In realtà non dovrebbero esserci gravi conseguenze: fintantoché qualcuno non andrà a recuperarli ed eventualmente "reidratarli", i tardigradi rimarranno inerti.

I rischi di contaminazione sono pressoché nulli, dato che il nostro satellite naturale non ospita forme di vita autoctone. Fosse successa una cosa del genere su Marte (dove non si può ancora escludere la presenza di primitive forme di vita), l'incidente della Beresheet avrebbe avuto conseguenze ben più gravi...


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Fonte: HWupgradeWired




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