Michael Chabon sottolinea i collegamenti dello Short Treks 'Q&A' con 'The Cage', TNG e 'Picard' |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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martedì 15 ottobre 2019

Michael Chabon sottolinea i collegamenti dello Short Treks 'Q&A' con 'The Cage', TNG e 'Picard'

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Intervistato da SyFy, lo showrunner di Star Trek: Picard ed autore dello Short Treks 'Q&A', ha spiegato in che modo il suo mini-episodio ha cercato di riconciliare certe contraddizioni de 'Lo Zoo di Talos' con il canon, quale episodio di Star Trek: The Next Generation è stato di ispirazione per il corto ed in che modo tutto questo si rifletterà sulla nuova serie di Star Trek con Patrick Stewart.


ATTENZIONE: L'articolo contiene SPOILER su Star Trek: Short Treks - Q&A


Come una fanfiction


Per Micheal Chabon, scrivere per Star Trek non è diverso da scrivere fanfiction in generale, nonostante il suo curriculum di tutto rispetto ed i premi vinti nella sua carriera (dal Pulitzer allo Hugo):

Voglio dire: è un prodotto su licenza che dev'essere vagliato ed approvato, quindi tecnicamente non è più una fanfiction, ma per me non è così. Continuo a cercare di rispondere a certe domande che interessano ai fan come me.


Le domande alle quali si riferisce Chabon probabilmente sono:

1) Perché Spock sorrideva nel primo episodio pilota della Serie Classica?
2) Perché, dopo quell'episodio, Spock sembra aver ereditato tutte le caratteristiche di Numero Uno?


Riferendosi al primo ufficiale del Capitano Pike, Chabon ha detto:

Non credo che esista, in nessun altro fandom, un personaggio come la Numero Uno. Capire in che modo inserirla nel canon è una questione che probabilmente appassiona solo i fan della saga. Cioè: devi essere per forza qualcosa di più di uno spettatore occasionale per conoscerla, prima della sua apparizione nella seconda stagione di Discovery.


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Spock (Ethan Peck) e Numero Uno (Rebecca Romijn)
in Star Trek: Short Treks - Q&A


Interpretata originariamente nel 1964 da Majel Barrett (futura sposa di Gene Roddenberry), la Numero Uno avrebbe dovuto essere un membro regolare del cast di Star Trek. Le cose non andarono come previsto, Roddenberry dovette rimescolare le carte con un secondo episodio pilota e la Numero Uno venne eliminata (sul perché fu fatta fuori, vi consiglio la lettura di questo interessante articolo).

L'unico membro del cast ad essere confermato fra un episodio pilota e l'altro è stato Leonard Nimoy, che ereditò in Spock molte caratteristiche della Numero Uno, personaggio entrato ugualmente nel canon grazie ai flashback dell'episodio TOS 'L'Ammutinamento'.

Ora che l'inflessibile primo ufficiale dai capelli corvini è tornata ad apparire stabilmente in Star Trek nell'interpretazione di Rebecca Romijn, grazie a Discovery e gli Short Treks, si pone il problema di come giustificare narrativamente le evidenti somiglianze caratteriali tra la Numero Uno e lo Spock che vedremo qualche anno dopo. Per di più, ai tempi del Capitano Pike il mezzo-Vulcaniano sembra non volere (o non sapere) reprimere ancora molto bene le sue emozioni. Qui entra in gioco Chabon con 'Q&A':

Sono questioni sulle quali rimugino sin dalla prima volta che ho visto 'L'Ammutinamento'. Avrò avuto dieci anni. Ovviamente ci sono motivi oggettivi che spiegano perché Spock si comporti così diversamente, ma che spiegazione può esserci da un punto di vista narrativo? Perché quel gran sorriso? E' una manifestazione emotiva che lascia un po' sgomenti, considerando quel che sappiamo del personaggio a posteriori. Dal punto di vista della scrittura, Spock ha assimilato le caratteristiche di Numero Uno. Se ora i due personaggi coesistono e vanno approfonditi, non possiamo non tenerne conto.

Volevo quindi mostrare in che modo la Numero Uno avesse influenzato la personalità di Spock; volevo che gli dicesse: "Se vuole diventare un comandante, deve sacrificarsi totalmente al dovere ed alle responsabilità".


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Spock (Leonard Nimoy) e Pike (Jeffrey Hunter) ne 'Lo Zoo di Talos'


I fan più attenti avranno notato che i riferimenti al canon di Star Trek in 'Q&A' non si limitano a 'Lo Zoo di Talos', ma puntano anche a The Next Generation, ed in particolare all'episodio del 1991 intitolato 'Disastro sull'Enterprise'.

In 'Q&A', infatti, la Numero Uno canta un brano di Gilbert e Sullivan intitolato 'I Am the Very Model of a Modern Major General', che è lo stesso cantato da Geordi LaForge nell'episodio di TNG appena citato. In quello stesso episodio, il Capitano Picard resta bloccato in un turboascensore con tre ragazzini, in una situazione molto simile a quella in cui si ritrovano Spock e Numero Uno nello Short Trek scritto da Chabon.

Tuttavia, l'autore afferma candidamente di non aver pensato a quello specifico episodio di TNG come fonte d'ispirazione per il suo corto:

Guarda, devo essere onesto. Ricordo quell'episodio, ma le somiglianze sono del tutto casuali. Sicuramente, il ricordo di Picard bloccato in un turboascensore doveva essere lì, in qualche zona della mia mente. Ho visto quell'episodio almeno un paio di volte. Forse di più, nel corso degli anni. Ma l'idea di inserire Gilbert e Sullivan è nata leggendo il curriculum di Rebecca Romijn! Non lo sapevo. Ho chiesto. Riflettevo sul carattere "bizzarro" della Numero Uno, così ho chiesto se Rebecca avesse qualche dote particolare di cui io non fossi a conoscenza. Una delle prime caratteristiche che sono venute fuori, è che Rebecca conosce il repertorio di Gilbert e Sullivan. Pensai che fosse perfetto.

Forse ho pensato che lo fosse perché nel mio subconscio c'era il ricordo di quell'episodio di TNG, ma sicuramente non è la prima cosa che mi è venuta in mente. La prima cosa che ho pensato, in effetti, è che sarebbe stato figo mostrare questa donna, di solito così fredda e distaccata, cimentarsi con un brano così frizzante. Mi sembrava perfettamente adatto a mostrare la vera personalità di Numero Uno. Quindi sì, tutto considerato è venuto fuori un accidentale omaggio a quell'episodio di TNG, di cui sono un grande fan.


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Una scena tratta dall'episodio 'Disastro sull'Enterprise' (TNG)


Chabon ha inoltre rivelato a SyFy che, in origine, avrebbe voluto che 'Q&A' fosse un doppio episodio e che aveva proposto alla produzione anche un'altra idea per un nuovo Short Treks, stavolta dedicato all'ultimo giorno di servizio della Numero Uno a bordo dell'Enterprise. L'autore non esclude che questa idea possa ancora concretizzarsi.




Ma quali sono, per Michael Chabon, le differenze maggiori fra scrivere uno Short Treks e scrivere un episodio di Star Trek: Picard?

Scrivere per 'Picard' è molto diverso dallo scrivere uno Short Trek. L'arco narrativo di 'Picard', il modo in cui si plasma il personaggio ed ogni aspetto della storia è co-creato e concordato simultaneamente. Nasce tutto da un'idea di base partorita dal gruppo composto da Akiva Goldsman, il sottoscritto, Kirsten Beyer ed Alex Kurtzman. Il gruppo delinea la trama generale in senso più ampio e da lì, il gruppo di autori di 'Star Trek: Picard' (che è una sorta di gruppo espanso rispetto a quello originale) co-crea e co-scrive le trame dei singoli episodi. Non ci sono storie calate dall'alto, né sono io che le creo tutto da solo. Sono il frutto di una collaborazione.


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Picard (Patrick Stewart) e Riker (Jonathan Frakes)
in una scena di 'Star Trek: Picard'


Chabon sostiene di capire perfettamente perché certi fan nutrano grosse perplessità, ogni volta che si profilano possibili modifiche al canon della saga, ma tiene a precisare che 'Picard' viene scritto con lo stesso profondo amore che ha messo nel suo Short Trek:

I fan sono spesso terrorizzati dai cambiamenti, vero? Vorremmo che i cambiamenti fossero tutti per il meglio. Ma è più facile immaginare che saranno tutti dei peggioramenti.

Non vedo l'ora che possiate vedere 'Picard', perché è una serie che nasce esattamente dallo stesso punto della mia mente, della mia immaginazione e del mio cuore da cui è nato questo Short Trek. Penso che i fan ameranno questa serie.


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Michael Chabon


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CBS non ha ancora comunicato i suoi piani per la distribuzione internazionale dei nuovi Short Treks.

Il primo gruppo di mini-episodi che ha preceduto la seconda stagione di Star Trek: Discovery, è stato distribuito su Netflix solo a serie conclusa. Se dovesse ripetersi lo stesso schema, i nuovi Short Treks potrebbero non arrivare in Italia prima del 9 gennaio 2020.

Star Trek: Discovery è distribuita in Italia su Netflix, che ha in catalogo la prima e la seconda stagione complete (più la mini-serie speciale Star Trek: Short Treks). La prima e la seconda stagione di Star Trek: Discovery sono anche disponibili in Home Video.

La terza stagione della serie debutterà nel corso del 2020.


Fonte: SyFy




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