[STAR TREK DISCOVERY] Alex Kurtzman chiarisce importanti dettagli sul futuro della serie |   TG TREK - Star Trek News Italia  

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lunedì 7 ottobre 2019

[STAR TREK DISCOVERY] Alex Kurtzman chiarisce importanti dettagli sul futuro della serie

DSC, Discovery, Stagione 3, NYCC19, Alex Kurtzman, Michelle Paradise, Heather Kadin, TG TREK Star Trek News Novità Notizie Italia

Il cast e la troupe di Star Trek: Discovery hanno trascorso lo scorso weekend nella Grande Mela, per partecipare sia al Comic-Con di New York che al PaleyFest. Questi eventi hanno dato modo ai produttori di lanciare qualche indizio sulla terza stagione dello show, che a quanto pare non metterà in soffitta il motore a spore e riporterà i fan sul pianeta natale di una specie aliena molto amata...

Inoltre, il produttore esecutivo Alex Kurtzman non esclude di aggiungere altri episodi ai 13 già confermati per la nuova stagione.


Il ritorno dei simbionti


Alex Kurtzman, salendo sul palco del PaleyFest di New York in qualità di timoniere del franchise, ha confermato che la terza stagione di Discovery mostrerà le versioni future di alcune specie aliene molto amate dai fan, a partire dai Trill (non si tratta di uno spoiler, considerando che si vedono chiaramente nel trailer rilasciato sabato scorso).

Kurtzman ha spiegato che alcuni personaggi inediti, che il pubblico conoscerà nei nuovi episodi, dovranno recarsi su Trill per un motivo molto specifico. Ovviamente non ha detto quale...




Gli alieni con le macchie ed il simbionte (non tutti lo hanno, per la verità), sono stati introdotti per la prima volta in Star Trek: The Next Generation (vedi l'episodio 'L'ospite'), ma solo in Star Trek: Deep Space Nine sono stati largamente sviluppati, grazie al simbionte Dax (ospitato sia da Jadzia che da Ezri).

Come sarà il mondo dei Trill, 930 anni nel futuro di Discovery (o 813 dall'ultimo episodio di DS9, se preferite)? Possiamo aspettarci il cameo di un certo simbionte conosciuto nel 24° secolo?

Su questo, Kurtzman ha tenuto la bocca chiusa.


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Trill del futuro, nel trailer di Star Trek: Discovery (stagione 3)


La presenza di una specie aliena ben nota agli appassionati, nella terza stagione di Discovery, spazza via l'atroce dubbio che gli autori avessero intenzione di fare tabula rasa del vecchio canon, con la scusa del salto nel tempo.

Il produttore Alex Kurtzman pone la questione in questi termini:

Be', per noi è una vera gioia prendere tutto ciò che pensate di conoscere su Star Trek - a proposito di alieni, pianeti, Federazione etc. - ed avere la libertà di mettere tutto questo in un frullatore perché, ovviamente, saltando 1000 anni nel futuro, il tempo deve aver cambiato ogni cosa. Sarebbe assurdo se [l'equipaggio della Discovery] trovasse tutto esattamente come lo aveva lasciato.

Diciamo spesso che Star Trek è come uno specchio in cui la società deve riflettersi. Guardandoci attorno, vediamo molta disillusione, molta confusione, molta distanza. Molte virtù quali la compassione, la speranza, l'empatia, il cercare di capirsi… sembrano svanire ogni giorno di più.

Star Trek è un faro di speranza per eccellenza, quindi se ti ritrovi in un futuro che non è esattamente quello che avevi immaginato, dev'essere la tua àncora di salvezza, che ti tiene fermo nel cercare di dare il meglio di te.

La Discovery, entrando in quel futuro, sarà lei stessa il faro che ricorderà alle persone il loro potenziale e darà loro una speranza.

Vogliamo dire la nostra su cosa è diventato il nostro mondo, attraverso lo schermo.


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Alex Kurtzman e Sonequa Martin-Green (Foto: Twitter)


Il canon quindi non sparirà da Star Trek: Discovery, ma per Kurtzman era necessario un cambio di passo:

Finiremmo per disattendere la promessa fatta alla fine della seconda stagione, se ora non vi proponessimo davvero qualcosa di sorprendente e del tutto inaspettato.

Tuttavia, il canon continua ad essere di vitale importanza per noi e non lo stiamo buttando fuori dalla finestra. Il canon che conoscete esiste ancora, non lo stiamo riscrivendo, non lo stiamo modificando, non c'è alcuna riscrittura del passato a causa di questo dislocamento temporale. Gli eventi del canon sono la base su cui si regge tutto ciò che è accaduto in quel futuro.

E' solo che quel futuro non è affatto quello che immaginavano, emergendo dall'altra parte del tunnel spaziale.


Grazie a queste novità, Discovery si conferma la serie di punta per attrarre nel franchise chi non ha mai seguito attivamente Star Trek; caratteristica sottolineata dalla produttrice esecutiva Heather Kadin:

La cosa bella di questa serie - in generale - è che non ha mai richiesto al pubblico di conoscere il canon, per essere seguita. A maggior ragione adesso, specialmente perché il nostro cast è così magnetico da attirare anche gente che non sa per forza cos'è successo in precedenza.


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Michelle Paradise, Heather Kadin ed Alex Kurtzman
al PaleyFest di New York


Il motore a spore non sarà dismesso


La rete del micelio introdotta nella prima stagione di Star Trek: Discovery - basata sulle ricerche del Dr. Paul Stamets (quello vero) - finora non è mai stata menzionata altrove nel canon di Star Trek. Tuttavia Kurtzman ha confermato che questa rete naturale, che fondamentalmente tiene insieme gli universi, continuerà a giocare un ruolo importante all'interno della serie, tanto che potrebbe trasformarsi in una fonte di guai, per Burnham & Co.

Stando alle parole di Kurtzman, la Discovery continuerà ad essere l'unica astronave in grado di viaggiare attraverso la rete del micelio - anche nel futuro - e questa particolarità farà gola a molti.


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Un gruppo di predoni (?) composto da Andoriani, Cardassiani e Luriani


13 episodi e più


E' stato detto che la terza stagione di Star Trek: Discovery si svilupperà nell'arco di 13 episodi, ma l'informazione non è stata ancora ufficializzata da un comunicato CBS.

Intervistato da TrekMovie sul red carpet del PaleyFest, Kurtzman ha fatto intendere che gli episodi potrebbero essere di più.

[Discovery] è come un film per il piccolo schermo, e possiamo godere di uno spazio lungo 13 episodi o più per approfondire la storia, rispetto ad un film di due ore.


Per far sì che ogni episodio della terza stagione di Discovery sembri un "mini-film" (espressione usata dalla co-showrunner Michelle Paradise), la stanza degli autori è stata arricchita da alcune nuove leve, citate dalla stessa Paradise:

Ci siamo noi e Jenny [Lumet]. Anne Cofell Saunders, Ken Lin, Alan McElroy, Kirsten Beyer, Brandon Schultz, Erika e Boey (che fra poco si staccheranno, per dedicarsi alla serie sulla Sezione 31). Ci sono Chris Silvestri, Anthony Maranville, Sean Cochran. Kalinda Vasquez (che è appena arrivata ed è fenomenale)… e sicuramente ci sono altri che in questo momento mi sfuggono. Gli chiedo scusa.


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Foto promozionale dalla terza stagione di 'Star Trek: Discovery'


Cosa significa esattamente che ogni episodio sembrerà un mini-film? Discovery abbandonerà forse il format serializzato in favore di una struttura episodica? Michelle Paradise chiarisce così:

La storia sarà serializzata, con una trama che ci accompagnerà dall'inizio alla fine. All'interno di questa struttura, ci saranno alcuni episodi maggiormente focalizzati su uno o più personaggi specifici, ma sempre in funzione dello sviluppo di una storia più ampia.


Ipotesi sul futuro: ritorno al 23° secolo ed un film per il grande schermo?


E' stato chiesto ad Alex Kurtzman se la recente fusione fra il gruppo Viacom e CBS lo abbia di fatto messo al timone anche del comparto cinematografico della saga, e se questo si tradurrà nella produzione di film per il grande schermo direttamente collegati alle serie Trek in corso:

Tutto è possibile, dico sul serio. Però, per realizzare un film, ci vuole prima di tutto una storia che funzioni meglio sul grande schermo che in TV. Dev'essere un tipo di storia molto particolare. Non vogliamo fare un film tanto per farlo. Dovrà essere la storia ad ispirarci, a farci dire: "Questa dobbiamo proprio raccontarla con un film di due ore".


Sull'eventualità che Discovery possa tornare ad essere un prequel dopo il salto nel futuro, Kurtzman ha spiegato:

Che io sappia, non abbiamo in programma di riportare Discovery nel 23° secolo.

Ovviamente stiamo lavorando a molte serie diverse, ambientate in punti diversi della cronologia, quindi… anche qui, tutto può accadere. Come ho detto, per noi il canon è molto importante e non vogliamo in alcun modo sconfessare quello che è già accaduto, né lo straordinario lavoro svolto da generazioni di autori nel corso degli ultimi 50 anni.


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Cruz, Jones, Martin-Green, Wiseman, Ajala e Rapp
al Comic-Con di New York


Per altre news dal Comic-Con di New York 2019, cliccate qui.


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Star Trek: Discovery è distribuita in Italia su Netflix, che ha in catalogo la prima e la seconda stagione complete (più la mini-serie speciale Star Trek: Short Treks). La prima e la seconda stagione di Star Trek: Discovery sono anche disponibili in Home Video.

La terza stagione della serie debutterà nel corso del 2020.


Fonte: TrekMovieTrekSphere




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